Vino italiano: palla al centro… ma giochiamocela subito by Comolli

Vino italiano: palla al centro… ma giochiamocela subito by Comolli

Vino italiano: palla al centro… ma giochiamocela subito

Brexit, Testo Unico, Consorzi, Biologico, Cina, Biden in Usa,  Vitigni e Vigne, Giacenze, Doc… molti temi sul tavolo del ministro Bellanova.

Tanti temi anche fra le imprese, le diverse dimensioni di imprese, di Doc, di territori, i mercati esteri, i nuovi modelli e canali di consumo, strategie mercati esteri, recupero tempo perso sul mercato interno    

Milano, 19 dicembre 2020

Testo di Giampietro Comolli

Come spesso accade, anzi spessissimo negli ultimi tempi, a parte il Recovery Fund, l’Italia è spettatrice o non parte in causa o decisamente fuori tempo massimo o alternativa non presa in considerazione in diversi tavoli di lavoro e di finanziamenti in Europa sia a 28 che 27 membri, men che meno nel ristretto gruppo di Area Euro.

E’ il caso della Brexit, ovvero della stipula dell’accordo di “divorzio” fra la UE e l’UK del conservatore Boris Johnson. Tutto sembrava fatto, tutti i tasselli sembravano andati al loro posto, se non che una frangia conservatore inglese molto legata ai sindacati e lobbies di alcuni settori (vedi la pesca) sta tenendo tutto in sospeso.

Un aspetto economico che vale forse l’1% del Pil inglese e il 2% del Pil totale dei paesi del nord Europa (Francia, Irlanda in primis) e poi la Spagna per l’oceano Atlantico, sta mettendo in bilico settori e comparti del commercio e delle dogane ben più significativi che già erano stati definiti.

Non parlo del turismo o degli studenti italiani o degli italiani impiegati a Londra, ma parlo del comparto vino e cibo che – per la sola Italia – in tutto il Regno Unito (Brexit) vale 3,5 mld/euro l’anno, infatti l’UK produce solo 1/3 del fabbisogno alimentare nazionale oltre alle “nicchie” delle doc-dop-igp. Basti pensare che il solo vino italiano alla dogana UK vale 900 mio/euro e i freschi ortaggi-frutta valgono 250 mio/euro. Importi importanti per la bilancia italiana che devono essere al primo posto nella testa di Conte, Gualtieri, Di Maio e Bellanova.

E’ evidente che l’Italia deve trattare ad oltranza un no-deal. Certo è che in tutti gli accordi che vanno in porto e funzionano ci sono delle priorità e delle scelte da fare: l’Italia non deve sedersi a questi tavoli/vertici (… ma quando ci si siede?!) con il cappello in mano e presentando “ una lista” di bisogni o richieste come fosse alla spesa al supermercato.

L’Italia ancora una volta, oramai da 30 anni circa, è uno dei pochi paesi europei su 27 che è uno Stato Creditore. Circolano documenti, di origine certa e non politici,  in cui si presentano ipotesi che almeno devono far pensare: su 290 mld/euro che l’Italia potrebbe avere dall’Europa nei prossimi 5-10 anni usufruendo di tutte le fonti compreso il Mes e lo Sure incrementato (i noti 37 mld/euro + 16,5 mld/euro ) già erogati come prestiti, al netto degli interessi, l’Italia come Stato socio condivisore sostenitore lascia in Europa circa 90 mld/euro nello stesso periodo.

Conto della serva presto fatto: restano circa 200 mld netti a disposizione usufruendo di tutto senza fare troppe domande (di cui circa la metà a fondo perduto e il resto in prestiti) , quindi senza pensare all’eredità “ di austerity rinnovata” che si lascerà alle generazioni future. Giusto?

Credo che l’Italia debba scegliere degli asset sia nazionali strategici che anche di “questions” all’Europa, concentrando richieste su progetti fondamentali… tipo le riforme istituzionali, la sanità, i trasporti, i porti.  E’ evidente che anche l’agroalimentare interessa all’Italia.

 

Come è possibile, al di là del Covid e delle diverse protezioni commerciali e diversi cambi monetari, mantenere e confermare i 44,6 mld/euro di export italiano agroalimentare nel mondo? In particolare, fra i soli paesi del continente europeo, l’Italia realizza un utile di bilancio import/export agroalimentare di 1,6 mld/euro, mentre la Francia realizza un saldo positivo di 12,3 mld/euro. Anche questo deve farci riflettere.

Per il vino italiano, sembra che il 2020 si chiuda con un leggero calo del valore export, da 6,4 mld/euro/2019 ai 6,1 mld/euro/2020.  Ma il Governo Conte non deve cincischiare. Ha ragione la ministra Bellanova quando alza il tono e punta il dito a ragione: un pacchetto strategico di alto impegno economico di lungo periodo su strutture, mezzi, strumenti e infrastrutture legati solo a una eco-sostenibilità integrata, certificata, documentata di tutta la filiera agroalimentare ( per il vino dal viticoltore al ristoratore) e una azione dell’Ocm promozione basata sul sistema Paese globale e unito in base a precisi piani-progetti presentati dalle Regioni.

Purtroppo come troppo spesso accade in Italia, non solo al Mipaaf, la bozza iniziale di una legge o decreto è quasi perfetta e si potrebbe accettare quasi a scatola chiusa, mentre la versione finale dopo i vari passaggi istituzionali diventa un colabrodo e un insieme di rattoppi, tramezzi, palliativi, prebende per accontentare tutte le figure sedute al tavolo di lavoro.

Non reclamo assolutamente il “Commander solitario”, ma un comportamento più maturo, più nazionale, più alto, più strategico che fuori dal tavolo tutti i presidenti e i ministri pubblicamente sostengono difronte alla stampa e poi le tante” manine” modificano il piano originale. Ma nessuno sa, o vuol dire, quali manine sono intervenute perché sono intervenute tutte quelle con il potere decisionale del momento.

Per il vino, per esempio, è fondamentale che tutti i decreti legge leghino in modo indissolubile senza “manime” la erogazione di fondi alla certificazione, alla designazione in etichetta, al controllo qualità, alla sostenibilità d’impresa. Qualsiasi “euro” pubblico erogato deve essere garantito dalla eco-sostenibilità produttiva, di trasformazione, industriale, dei trasporti e della distribuzione commerciale… previo recupero dei fondi elargiti più una mora-sanzione alta.

Questo modello è stato applicato per il vino con la legge 164/92 dopo il disastro metanolo: sanzioni penali e pecuniarie altissime dissuadenti. Sono trascorsi 30 anni senza nessun nuovo caso di metanolo. E’ evidente che questi impegni imprenditoriali devono avere dei riconoscimenti sul campo e sul mercato.

In questo contesto nuovo di certificazione controllata &garantita &sostenibile anche i Consorzi di tutela devono avere un ruolo nuovo diverso e pesante di collaborazione, ma anche di primo controllo, al servizio degli uffici pubblici preposti alla firma finale.

Ma devono essere consorzi fuori dal controllo pubblico e politico anche delle regioni, essere finanziati e gestiti con fondi non degli associati, devono avere dirigenti superpartes nominati ad hoc di fuori regione con massima responsabilità, come i direttori dei consorzi di difesa o di bonifica o gli enti di sanità pubblica di distretto provinciale.  Per esempio i 10 o 20 milioni di euro destinati, o che saranno ulteriormente destinati,  allo stoccaggio dei vini in cantina perché non vengono collegati con fattori di sostenibilità in cantina e in vigna, perché questi fondi non vengono assegnati in base ai volumi della certificazione Dop-Igp e alla corretta designazione in etichetta, invece che solo per unica finalità aperta anche a chi acquista vino sfuso?

E’ infine allarmante, per chiudere la filiera agroalimentare, leggere che in Italia – patria dell’enogastronomia mondiale con tanto di patrocini e riconoscimenti Unesco di Città Creative gastronomiche, di Dieta Mediterranea, di colline di vini, di università del Cibo e della Terra – leggere che forse 60.000 imprese chiuderanno definitivamente il 31 dicembre 2020, il ricavo lordo annuo da 100 mld/euro scende a 40mld/euro, che oltre 130.000 addetti professionali rimarranno senza lavoro. e pensiamo ancora a fare assistenzialismo estemporaneo?

 

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

 

 

Redazione Newsfood.com
Contatti

Vedi anche:

  • Consorzi di tutela e nuovo testo unico del vino – come dovrebbero cambiare

    Consorzi di tutela e nuovo testo unico del vino – come dovrebbero cambiare

    18 DICEMBRE 2020

    Consorzi di tutela e testo unico del vino.   Testo di Giampietro Comolli Piacenza, 16 dicembre 2020 Cogliere l’occasione per fare chiarezza e dare a Cesare quello che è di Cesare. Non confondiamo tutela della Do-Ig con il potere delle votazioni. Il mondo del … Leggi tutto

  • Prezzi bottiglie vino in picchiata – Dicembre, Anno del CoronaVirus 2020

    Prezzi bottiglie vino in picchiata – Dicembre, Anno del CoronaVirus 2020

    12 DICEMBRE 2020

    Nota del Direttore Manca due settimane al Natale… Da domani (13 dicembre)  siamo tutti in area Gialla. Di sicuro è puiù facile criticare che governare… un re tentenna può combinare solo guai. Personalmente sono contento di … Leggi tutto

  • Prezzo giusto del vino: Walter Massa by Giampietro Comolli

    Prezzo giusto del vino: Walter Massa by Giampietro Comolli

    22 NOVEMBRE 2020

    Prezzo giusto del vino: cosa dice Walter Massa by Giampietro Comolli   Ma bisogna proprio disquisire ancora sul prezzo di un buon vino? Troppe variabili, troppi parametri, troppe condizioni aziendali, diversità fra filiere e canali distributivi. Eppoi cosa si intende per buon … Leggi tutto

  • Giampietro Comolli visto da Andrea Zanfi , dal suo libro: Essenze, leggende e storie dell’anno zero del Vino Italiano

    Giampietro Comolli visto da Andrea Zanfi , dal suo libro: Essenze, leggende e storie dell’anno zero del Vino Italiano

    21 NOVEMBRE 2020

    Comolli potagonista negli ultimi 40 anni del vino italiano secondo l’ultimo libro di Andrea Zanfi: Essenze, leggende e storie dell’anno zero del Vino Italiano L’impresa vitivinicola ha grandi potenzialità inespresse, è tempo di cambiamenti organizzativi, culturali, sociali, economici. Andrea Zanfi narra … Leggi tutto

  • Vino Italia, sarebbe un grande marchio per tutti, di tutti noi Italiani, nel mondo

    Vino Italia, sarebbe un grande marchio per tutti, di tutti noi Italiani, nel mondo

    12 NOVEMBRE 2020

    Vino Italia, sarebbe un grande marchio per tutti, di tutti noi Italiani, nel mondo Non più buone idee programmatiche, urgono fatti concreti. Investimenti globali sul vino italiano. No rattoppi e rammendi   La attuale situazione dei mercati e dei consumi deve … Leggi tutto

  • Due pesi due misure: Sicilia prima per qualità diffusa del vino, ultima per rispetto identità altrui

    Due pesi due misure: Sicilia prima per qualità diffusa del vino, ultima per rispetto identità altrui

    7 NOVEMBRE 2020

    Due pesi due misure. LA Sicilia è la prima regione italiana per la qualità diffusa del vino. All’ultimo posto per rispetto identità altrui Plauso per chiusura querelle sull’uso dei vitigni Nero d’Avola e Grillo. Condanna per lo Zibibbo La … Leggi tutto

  • Vino etrusco, un ritorno alle origini che interessa anche l’UNESCO

    Vino etrusco, un ritorno alle origini che interessa anche l’UNESCO

    26 OTTOBRE 2020

    Gli Etruschi figli dei Troiani o popolo Anatolico. Furono i primi coltivatori della vite nella penisola italica. Oggi alcuni vini fatti “su modello degli Etruschi” stanno crescendo: da Kilkevetra a Nerum, entrambi vini rossi, dalle terramare palafitticole emiliane alle pendici … Leggi tutto

  • Cesenatico: I SALUMI PIACENTINI DOP PROTAGONISTI DI TRAMONTO DIVINO

    Cesenatico: I SALUMI PIACENTINI DOP PROTAGONISTI DI TRAMONTO DIVINO

    5 AGOSTO 2020

    A cena con Tramonto DiVino I SALUMI PIACENTINI DOP protagonisti nella serata di Cesenatico Tramonto DiVino, andato in scena nella splendida piazza “Spose Marinai d’Italia” di Cesenatico, vede ancora una volta protagonisti i salumi DOP piacentini. Sul palcoscenico come sempre i … Leggi tutto

  • Il Pignoletto diventa DOC “Emilia Romagna”: l’accordo tra Consorzio, Regione e Ministero verso lo sprint finale per il riconoscimento della nuova denominazione

    Il Pignoletto diventa DOC “Emilia Romagna”: l’accordo tra Consorzio, Regione e Ministero verso lo sprint finale per il riconoscimento della nuova denominazione

    4 AGOSTO 2020

    Dal 2021 il Pignoletto diventerà, a disciplinare approvato, l’unica tipologia della DOC “Emilia Romagna”, grazie alla condivisioni di obiettivi tra il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna e Ministero delle Politiche Agricole. Un progetto che sancirà la tutela europea di quella che è la seconda … Leggi tutto

  • Esportare Vino italiano post Covid 19: cosa funziona e cosa bisognerebbe fare

    Esportare Vino italiano post Covid 19: cosa funziona e cosa bisognerebbe fare

    26 LUGLIO 2020

    Futuro del mercato e consumo vino italiano – cosa funziona e di cosa c’è urgente bisogno – 26 luglio 2020 Il vino italiano nel mondo Online… non è così semplice. Il vino ha bisogno di … Leggi tutto

  • VINITALY 2021 NUOVA VERSIONE – Vino-Italy©® ecco il brand post coronavirus

    VINITALY 2021 NUOVA VERSIONE – Vino-Italy©® ecco il brand post coronavirus

    24 MARZO 2020

    Verona, 24 marzo 2020 VINITALY 2021 NUOVA VERSIONE Vino-Italy©® ecco il brand post coronavirus Vino-Italy©® ecco il brand post coronavirus per il vino italiano nel mondo. Il Governo dichiari “… Leggi tutto

  • COSA FARE REALMENTE PER IL VINO ITALIANO – COSA VOGLIONO GLI IMPRENDITORI

    COSA FARE REALMENTE PER IL VINO ITALIANO – COSA VOGLIONO GLI IMPRENDITORI

    21 MARZO 2020

    21 marzo 2020 #coronavirus COSA FARE REALMENTE PER IL VINO ITALIANO – COSA VOGLIONO GLI IMPRENDITORI DEL VINO   #coronavirus Vino-Italy asset integrato nazionale unito-insieme Dibattito fra imprenditori, ascolto e analisi, visione e realtà. Ovse-Ceves in … Leggi tutto

  • Consumi di vino nel mondo – Dati 2019: 39 mld di bottiglie potenziali

    Consumi di vino nel mondo – Dati 2019: 39 mld di bottiglie potenziali

    12 MARZO 2020

    Consumi di vino nel mondo  Dati 2019: 39 mld di bottiglie potenziali Quadro Italiano nel contesto mondiale   Gli Usa preferiscono i vini bianchi e spumanti. La Cina i vini rossi fermi. La Germania primo paese per consumo di vini frizzanti-spumanti. La … Leggi tutto

  • CONSORZI DI TUTELA VINI IN CRISI – ESEMPIO LA DOC PANTELLERIA ZIBIBBO

    CONSORZI DI TUTELA VINI IN CRISI – ESEMPIO LA DOC PANTELLERIA ZIBIBBO

    27 FEBBRAIO 2020

    CONSORZI DI TUTELA VINI – PANTELLERIA DOC UN ESEMPIO CHE CAPITA A FAGIUOLO!! DOPO 20 ANNI C’E’ BISOGNO DI UN AMMODERNAMENTO DELLA GOVERNANCE. ANCORA ENTI VOLONTARI? PIU’ TUTELA, PIU’ GARANZIA SOCIALE, PIU’ VALORE UVA-TERRA. UN MIX DI COMPITI SENZA PONDERATA MISURA CREA CAOS, … Leggi tutto

  • CONSORZI DI TUTELA DEI VINI: URGE UN CAMBIO RADICALE

    CONSORZI DI TUTELA DEI VINI: URGE UN CAMBIO RADICALE

    25 FEBBRAIO 2020

    Prima che sia troppo tardi… CONSORZI DI TUTELA DEI VINI: URGE UN CAMBIO RADICALE Cosa succede nei consorzi dei vini? 2018-2019 diverse crisi. Perché? Organismi collettivi di tutela,  diventati proprietà individuale, poca valorizzazione della tutela, debolezza italica della volontarietà, mancanza di … Leggi tutto

  • PAC 2021-2027 – Occasione per una PAC GREEN DEAL e PROTECTION DISADVANT AREAS by Comolli

    PAC 2021-2027 – Occasione per una PAC GREEN DEAL e PROTECTION DISADVANT AREAS by Comolli

    17 FEBBRAIO 2020

    Agroalimentare Europa. Collante originario e sempre incompiuto fra adeguamenti, accoppiamenti, disaccoppiamenti 2021-2027 Puntare più green deal & protection disadvant areas “adeguati” per singolo paese L’Italia deve ancora decidere il “format”per concentrazione del prodotto, gestione di filiera, rappresentanza. Consorzi di tutela… vera? Organismi … Leggi tutto

     

Redaziuone Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento