PAC 2023-2027 finalmente parte con qualche novità

PAC 2023-2027 finalmente parte con qualche novità

PAC 2023-2027 finalmente parte con qualche novità

3 punti innovativi: condivisione… più autonomia nei PNS… nel compromesso entrano i vini de-alcolizzati

Lunedì, 5 luglio 2021

 

Giampietro Comolli

E’ diventata PAE realmente!  3 punti innovativi: condivisione per differente trattamento aziende agricole piccole, lavoratori agricoli, territori difficili e climaticamente deboli. Conferma di più autonomia nei PNS. Vino salva ancora l’autonomia, ma niente di più. Nel compromesso entrano i vini de-alcolizzati.
Forse – ma  vorrei fosse tolto ogni dubbio prima possibile  – abbiamo una PAC 2023-2027 che in parte già sognavo, già propugnavo nei miei ultimi giorni di internship come esperto ad un gruppo parlamentare al Parlamento Europeo nei primi mesi del 2014.
Forse è una prima grande risposta ai miei sogni di ex agricoltore, di agronomo, ma soprattutto di cittadino federalista europeo convinto sostenitore che gli Stati Uniti d’Europa possono nascere e prosperare solo se nella unità di grandi principi di governo e di responsabilità, si abbina anche una polifunzionalità delle norme in base a realtà territoriali o macroregioni (più che Stati) assai diverse fra loro.
Questo negli Usa esiste da 50 anni almeno: l’agricoltore e l’agricoltura nello stato del Michigan hanno bisogno di indirizzi e piani diversissimi, nella loro unità di linea federale, rispetto all’Arizona o al Texas.  E’ la concezione e la definizione di queste diversità che fanno grande una unione plurale di popoli, di storia e di usi e costumi.
La nuova Pac 2023-2027 sembra che piaccia anche a molti dei capi di Governo (oltre ai vari ministri), e questo è un buon segnale… direi sull’onda della innovazione socio-solidale-unionista del Recovery Fund.
Ecco i punti che mi piacciono molto perché in linea con il mio pensiero di esperienza politica e di strategia agraria per il continente europeo.
In primis la Pac post Covid, post 2020, prende anche una connotazione o dimensione agro-agri-sociale inteso sia come misure e azioni di intervento su prodotti e modelli che sulla figura dell’agricoltore in tutte le sue sfaccettature: in primis gli agricoltori riceveranno i pagamenti diretti in toto, senza decurtazioni o senza cancellazioni, solo se le condizioni di lavoro saranno adeguate (io spero anche legate ai luoghi e alla operatività agraria diversa da territorio a territorio) ai regolamenti-direttive UE. Spero molto, credo e vorrei, che la attenzione sociale-civile riguardasse soprattutto i “lavoratori” deboli e in ambienti difficili e disagiati in primis.
Il secondo punto che finalmente recepisce e sancisce la differenza sostanziale e anche formale fra azienda agricola piccola o medio piccola (e famigliare aggiungo io, e spero) rispetto alla impresa grande avanzata in dimensioni  e operante in luoghi ottimali per innovazione, tecnologia, interattività, trasporti, viabilità. Quindi una differenza non solo di “dimensione”, ma di condizione operativa e gestionale d’insieme. Almeno lo spero! Purtroppo solo il 10% dei pagamenti diretti verrà destinato in più a queste aziende. E’ molto sottodimensionato: non vorrei che ci fosse la solita guerra fra poveri per raggiungere un minimo di raggio di sole. Il modello dei pagamenti ridistributivi è sempre più suscettibile agli strumenti e parametri di comparazione presi a riferimento, quindi bisogna vedere se questa discrezionalità è stabilita a Bruxelles o a Roma o meglio ancora, per esempio, fra Bologna e Firenze e Perugia e Ancona insieme!
Il terzo punto innovativo che mi affascina e mi fa ben sperare in una prima riforma che può trovare maggiore spazio nel settennato 2028-2035, è quello della efficienza-efficacia stabilita con indici dai singoli Stati membri sugli obiettivi “agroambientali” raggiunti nel periodo, ottenendo così ulteriori misure in base ad una pianificazione strategica nazionale, anche suddivisa per macro aree omogenee nelle esigenze agrarie. Non male, se fosse realmente così già a partire dal gennaio 2023.  
Un punto trasversale importante è sicuramente quello che vede la prossima PAC più green sotto tutti i punti di vista, come da tutti richiesto. Spero però che non si faccia di tutta una erba un fascio: ci sono macroaree europee agrarie con una forte presenza naturale di foreste intatte, non depauperate che rappresentano polmoni utili (mangiano CO2 e nitrati) per una certa agricoltura… da non mettere sullo stesso piano con altre aree di pianura basse sconfinate, irrigue, intensive con allevamenti voluminosi.
Intanto questi principi-decisioni sono stati assunti, già anche con il placet dei ministri dell’agricoltura di tutti i paesi ad esclusione della Bulgaria che ha votato contro. L’Italia ha dimostrato di tenere duro sulle riforme strategiche coinvolgendo anche tutti gli altri Paesi, ed ha dimostrato che per fare “unione” si può e si deve anche rinunciare a qualche contributo in modo da agevolare chi è più indietro.
Infatti, il punto più dolente è dato dalla forte riduzione delle risorse destinate alla PAC nell’intero periodo che passano da 392 a 386,6 miliardi di euro. A fronte di una riduzione di 5 miliardi totali di bilancio UE, all’Italia vengono destinati “sulla carta” 34 miliardi, ben 6 in meno del precedente mandato. In ogni caso la PAC occupa  ancora il 32% dei fondi di bilancio complessivo della Unione Europea a sostegno delle quasi 7 milioni di aziende-imprese agricole di cui circa il 76% rientranti nella dimensione piccole e medie, come definite. In autunno la UE è chiamata a dare l’ok definitivo sulla riforma Pac: non è scontato ma sicuramente un grande lavoro di consenso e di accordo è già stato fatto. Io spero ancora in un ulteriore segnale di resilienza e di rinascenza di una politica agraria europea (… che a questo punto siglerei come PAE e non più come PAC!) che sappia guidare e governare alti aspetti strategici comuni ( produttività, reddito, costi, concorrenza, mercati…) con formule e gestione più in simbiosi con le macroaree omogenee ( cerealicole, ortofrutticole, viticole, allevamenti, forestazione….) di paesi diversi.
   
Due cose: in Italia bisognerà saper spendere bene e con efficienza tutti i fondi destinati senza lasciarli a Bruxelles e saper concentrare gli impegni di spesa nei campi e modi che oggi sono più inerenti anche con i fondi PNRR in modo da sentire meno possibile la riduzione. Una legislatura PSR tradizionale diventa superata, un PSR con interventi a pioggia e assistenziali per accontentare più aziende ma senza costrutto e strategia può essere un grande segno di incapacità governativa e di non saper leggere politicamente il momento particolare.
Anche una maggiore autonomia dei singoli Stati, in forma parziale, sul tema degli eco-schemi può essere un ulteriore vantaggio per l’Italia se saprà gestirlo in modo integrato e non separato nel capitolo green. Nei PNS dovranno essere inserite delle misure specifiche di carattere ambientale legate al nuovo sistema climatico che avanza: anche questo binomio di cambio climatico e di adattabilità produttiva dovrà rientrare in un contesto assimilato agli interventi e incentivi del PNRR –Agricoltura. Anche così si potrà fare sistema strategico. Speriamo – lo spero in prima persona conoscendo i meccanismi – che associazioni professionali e sindacali degli agricoltori, enti agricoli e vitivinicoli, federazioni di settore e ministeri attivino alla fine un confronto serio senza rigurgiti assistenziali e di elargizioni senza efficienza efficacia e prospettiva.
Per il vino – settore cui tengo in modo particolare – c’è stata la conferma di essere e mantenere lo status di settore specifico anche nella impostazione dell’OCM finanziario, come l’olivicoltura e l’apicoltura per esempio, utile per poter dedicare risorse dirette nei piani nazionali di sostegno. Sul tavolo europeo ci sono 1,1 miliardi di euro e all’Italia-Vino toccheranno 323, 88 miliardi di euro, più che a Francia e a Germania. Almeno il 5% della dotazione italiana deve essere destinata alla sostenibilità del sistema produttivi viticolo, al rispetto ambiente/clima e al risparmio energetico. Unico grande neo – a mio modesto parere – è l’introduzione di interventi e sostegni ai vini totalmente o parzialmente da alcolizzati: sinceramente trovo questo tema un capitolo fuori luogo forse più legato ai capitoli della salute umana, della salubrità sociale, della innovazione produttiva.
Il vino senza un minimo di alcol non è vino, non è prodotto agricolo!  Non risponde alla mia concezione  – ma evidentemente frutto di un compromesso sia con i paesi europei non produttori di vino che anche con il Regno Unito seppur fuori gioco politico ma non commerciale evidentemente – la storia della nuova etichettatura dei vini europei. Entro dicembre 2022 dovrà essere attiva l’etichetta nutrizionale parlante anche per i vini, la etichetta digitale, in cui gli ingredienti del vino e le calorie consumate diventeranno altri parametri scritti in etichetta oltre al grado alcolico (o al grado de-alcolizzato) e la capacità del contenitore.
Spero solo che etichette piene di numeri, dati, suggerimenti non sia una altra forma per allontanare gli europei dal consumo del vino… magari a vantaggio dei cocktails colorati senza origine ed etichetta o dei super alcolici oltre i 45% vol di alcol liberi.
Soluzione non sempre scontata viste le tendenze di spending review più volte lanciate in primis a strali dall’ex presidente Junker proprio per il settore vitivinicolo come comparto da calmierare, risulta molto positivo e aggregante la astensione sul tema vino della von der Leyen. In questo bisogna dire che l’asse Lisbona-Madrid-Parigi-Roma-Atene è stato compatto, forte, con la Germania accondiscendente. Questa condivisione ha anche azzerato tutte le polemiche, i  niet e i diktat che da 3 anni a questa parte hanno bloccato e posticipato la PAC del settennato 2021-2027. Abbiamo infatti dovuto “subire” uno stop&go degli anni 2021-2022 che ha prolungato le vecchie regole e i vecchi finanziamenti, in ogni caso ridotti dal budget stabilito. Quindi meno soldi ma regole vecchie di decenni.
In ogni caso il compromesso raggiunto ha annullato il rischio di una riforma non riforma con il ritorno alla autodeterminazione autonoma di ogni Stato come richiesto a gran voce da alcuni Paesi più frugali, più ligi alla riduzione della spesa sempre e comunque.   Ora spetta a Comagri, vari sherpa politici e tecnici (non sempre in sintonia!), i giuristi UE e poi Consiglio UE a  dire la parola definitiva. Ho la sensazione che qualcosa ancora di diverso possa saltare fuori.

Giampietro Comolli
Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
Contatti

Vedi anche:

 

  • Pac 2021-2027 più integrata non solo agricoltura… by Comolli

    Pac 2021-2027 più integrata non solo agricoltura… by Comolli

    22 MARZO 2019

    Pac 2021-2027 più integrata non solo agricoltura ma anche ambiti svantaggiati e con agricoltori attivi   EUROPA DELLE REGIONI O DELLA NAZIONI PER I PIANI PAC 2021-2027 PIU’ RISORSE E PIU’ CONCENTRAZIONE DEI PROGETTI REGIONALI DI … Leggi tutto

  • Nuova PAC o PEA Agricoltura? Meglio tutelare gli agricoltori by Comolli

    Nuova PAC o PEA Agricoltura? Meglio tutelare gli agricoltori by Comolli

    12 MARZO 2016

    Vedi ultimi articoli di Giampietro Comolli ECONOMIA ITALIA- Agricoltura e agricoltori Data: 09 marzo 2016 COMOLLI RITORNA SUL TEMA: LA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA DIVENTI VERO AGROALIMENTARE. Il nostro nuovo ministero può essere un esempio. Ma meno burocrazia, meno leggi.  … Leggi tutto

  • PAC … eppur si muove. PAC, eppure è viva!

    PAC … eppur si muove. PAC, eppure è viva!

    29 GIUGNO 2021

    PAC… eppur si muove. PAC… eppur è viva! Jambo Trilogo della UE ha dato un primo ok alla nuova PAC fino al 2027 29 giugno 2021 18:29:47 E’ notizia di poche ore fa: “ Jambo Trilogo della UE ha … Leggi tutto

  • Audizione  Ministro Patuanelli alla camera sul PNRR agricolo e pac 2021-2027 da presentare in Europa e polica agricola nazionale

    Audizione  Ministro Patuanelli alla camera sul PNRR agricolo e pac 2021-2027 da presentare in Europa e polica agricola nazionale

    19 MARZO 2021

    Audizione  Ministro Patuanelli alla camera sul PNRR agricolo e pac 2021-2027 da presentare in Europa e polica agricola nazionale Piacenza, 18 marzo 2021 Patuanelli: svelato il PNRR agricolo italiano e l’indirizzo del Mipaaf. Solo 50 miliardi in 7 … Leggi tutto

  • BRUXELLES, UN’ALTRA PAC È POSSIBILE: ASSEMBLEA PUBBLICA IL 13 MARZO

    BRUXELLES, UN’ALTRA PAC È POSSIBILE: ASSEMBLEA PUBBLICA IL 13 MARZO

    12 MARZO 2021

    Europa, Bruxelles, UN’ALTRA PAC È POSSIBILE: ASSEMBLEA PUBBLICA IL 13 MARZO Giampietro Comolli PAC 2021-2022 e PAC 2023-2027 – Eppur qualcosa si muove. Non siamo i soli. “non ti curar di loro” sembrava avessero tutti scritto 13 marzo 2021 assemblea … Leggi tutto

  • PAC E RESILIENZA CLIMATICA AMBIENTALE GEOAMPELOGRAFICA – Nuovi impianti viticoli e cambio climatico,

    PAC E RESILIENZA CLIMATICA AMBIENTALE GEOAMPELOGRAFICA – Nuovi impianti viticoli e cambio climatico,

    5 MARZO 2021

    PAC E RESILIENZA CLIMATICA AMBIENTALE GEOAMPELOGRAFICA – NUOVI IMPIANTI VIGNE E VIGNETI 5 marzo 2021 PAC 2023-2027. Due anni di regolamento transitorio. Cinque anni con revisione di spese. Viticoltura al centro di una revisione e ammodernamento. … Leggi tutto

  • Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi e Rete Rurale Nazionale di Ismea, nuova PAC 2023

    Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi e Rete Rurale Nazionale di Ismea, nuova PAC 2023

    26 FEBBRAIO 2021

    Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi, Rete Rurale Nazionale di Ismea e nuova PAC Venerdì, 26 febbraio 2021   Testo di Nico da Comolonia Governo Draghi: decreti di riforma servizio fitosanitario nazionale L’elenco delle … Leggi tutto

  • Ministero Agricoltura e i due sottosegretari, innovazione in vigna, mafia nella ristorazione…

    Ministero Agricoltura e i due sottosegretari, innovazione in vigna, mafia nella ristorazione…

    25 FEBBRAIO 2021

    Qualche idea agricola per gli agricoli…. no… meglio ai politici appena saliti sul carro. Uno dei due sottosegretari delega unica per agricoltura collina e montagna integrata di transizione e coesione produttiva e tutela   Un sottosegretario per aree delicate e deboli agrarie … Leggi tutto

  • Lettera aperta a Stefano Patuanelli neo ministro dell’agricoltura

    Lettera aperta a Stefano Patuanelli neo ministro dell’agricoltura

    14 FEBBRAIO 2021

    Lettera aperta, molto aperta, al neo ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli   LETTERA AL NEO MINISTRO PATUANELLI TRIESTINO – SETTORE VINO E IMPRESE PER RIPRESA E NEW GENERATION FUTURE   Il mondo del vino è un asset paese, necessita di un cambio di passo fra … Leggi tutto

  • Alessio Mammi, assessore agricoltura Emilia Romagna: Le Regioni punto cardine e riferimento della Pac dell’Europa

    Alessio Mammi, assessore agricoltura Emilia Romagna: Le Regioni punto cardine e riferimento della Pac dell’Europa

    10 FEBBRAIO 2021

    “Le Regioni punto cardine e riferimento della Pac dell’Europa”, così diretto il pensiero di Alessio Mammi assessore agricoltura dell’Emilia Romagna. Da condividere e appoggiare totalmente. Già mote Regioni d’Europa approvano la strategia più forte, diretta, senza buchi neri   Martedì, 9 febbraio … Leggi tutto

  • AGRICOLTURA: MISURE PER 400 MILIONI DI EURO DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021

    AGRICOLTURA: MISURE PER 400 MILIONI DI EURO DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021

    21 DICEMBRE 2020

    AGRICOLTURA: MISURE PER 400 MILIONI DI EURO DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021   Fondi e azioni per l’agricoltura nella legge di bilancio del 2021 in discussione, già inserite. Data: 21 dicembre 2020 Testo a commento di Giampietro Comolli Leggiamo solo … Leggi tutto

  • AGRICOLTURA: IN LEGGE DI BILANCIO NASCE “GRANAIO ITALIA” PER IL MONITORAGGIO DEI CEREALI

    AGRICOLTURA: IN LEGGE DI BILANCIO NASCE “GRANAIO ITALIA” PER IL MONITORAGGIO DEI CEREALI

    20 DICEMBRE 2020

    Roma, 20 dic. 2020 On. Luciano Cillis: Emendamento sul monitoraggio dei cereali approvato durante la discussione della Legge di Bilancio 2021 a Montecitorio. AGRICOLTURA: IN LEGGE DI BILANCIO NASCE “GRANAIO ITALIA” PER IL MONITORAGGIO DEI CEREALI In Commissione Bilancio, nell’ambito della discussione … Leggi tutto

  • La nuova PAC 2021-2027 rischia di cancellare il Green Deal Europeo

    La nuova PAC 2021-2027 rischia di cancellare il Green Deal Europeo

    21 NOVEMBRE 2020

    La nuova PAC rischia di cancellare il Green Deal Europeo by Giampietro Comolli AH… LA PAC! AH… L’EUROPA! AH… IL PARLAMENTO EUROPEO! AH… GLI ACCORDI POLITICI! E’ UN ASSURDO CONTROSENSO PRETENDERE AZIONI GREEN A CONTROLLO DEI … Leggi tutto

Leggi Anche
Scrivi un commento