Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi e Rete Rurale Nazionale di Ismea, nuova PAC 2023

Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi e Rete Rurale Nazionale di Ismea, nuova PAC 2023

Economia Italia, ultime notizie: Governo Draghi, Rete Rurale Nazionale di Ismea e nuova PAC


Venerdì, 26 febbraio 2021

 

Testo di
Nico da Comolonia

Governo Draghi: decreti di riforma servizio fitosanitario nazionale

L’elenco delle riforme in Italia – speriamo che siano tante… fatte bene… non lasciate a metà… – parte dal via libera “definitivo” del Consiglio dei Ministri al riordino del servizio “fitosanitario” nazionale. Prova del 9, e prova generale, per la riforma delle riforme del SSN, Servizio Sanitario Nazionale ben più importante corposo e significativo per tutta la popolazione nazionale.
Una riforma da attivare immediatamente visti i tempi della burocrazia ministeriale – regionale -f unzionariale non ancora smantellata. Una vera riforma parte dalla semplificazione che deve essere sinonimo di “smantellamento e riordinamento insieme” e non solo con qualche decreto che accorpa qualche modulo cartaceo, elimina un solo passaggio di filiera, trasferisce incombenze che restano in capo ad altro soggetto pubblico.
La riforma fitosanitaria riguarda i settori sementi, frutta, orticoli e la viticoltura. La riforma approvata, già definita dal ministro Bellanova a seguito dell’ok Stato-Regioni e Parlamento, introduce controlli più severi (e speriamo con meno burocrazia) alle produzioni interne e importazioni, dà origine a una rete di laboratori di analisi nazionale per la diagnosi delle malattie che colpiscono i vegetali, stabilisce forti novità del passaporto di tante piante, descrive alcuni piani-tipo delle emergenze fitosanitarie che possono insorgere con cause assai differenti.

Soprattutto… introduce la responsabilità diretta e tracciata di tutti gli operatori professionali della filiera fitosanitaria nazionale. Appare una risposta idonea alle diverse minacce derivanti da nuovi soggetti nocivi arrivati in Italia con il commercio globale industriale, anche in concomitanza e a seguito dei cambiamenti climatici e degli andamenti fortemente alternanti.

Quindi il punto base sono i Servizi Regionali. Sono previste assunzioni di nuovi tecnici giovani esperti responsabili soprattutto per la prevenzione dei danni e minacce a importanti produzioni agricole come uliveti e vigneti.
La riforma però  non affronta la questione OGM fino in fondo: tema molto delicato e con alcuni risvolti partitici-politici forse di troppo. Fatto sta che il divieto di coltivazione OGM in Italia è già garantito da norme comunitarie e nazionali esistenti ed attive per sementi cereali e legumi (principale nodo ancora da definire), frutta e orticole, ancor più per gli ulivi e la vite.

Rete Rurale Nazionale di Ismea: analisi del mercato del vino in Italia e nel Mondo

Molto interessante e un contributo ulteriore molto utile per i nuovi vertici del Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali (NB: spesso ci dimentichiamo anche all’alimentare e del forestale) sono i risultati di una ricerca cui ha partecipato e contribuito anche WineMeridian guidata dall’amico Fabio Piccoli.
Il rapporto Ismea su “ Il mercato del vino in Italia e nel Mondo prima e dopo il Covid” è un ottimo assemblaggio di indagini, sondaggi, pareri e osservazione che negli ultimi 3-4 anni erano già emersi con molti lavori da parte di osservatori e istituti già presenti in Italia anche da 30 anni e già anticipati negli ultimi mesi al Ministro Bellanova.
Questo rapporto mette in evidenza “questioni” importanti non risolte prima del Covid 19 e altre “problematiche” emerse e/o esaltate dal Covid 19 che si ripercuoteranno da subito sul mercato nazionale e mondiale. Un interessante vademecum per molti analisti.
Un perfetto lavoro di sintesi da parte di tutti gli autori, di fronte a temi assai complessi, che assemblea dati tecnici di diverse fonti. Ovse-Ceves è stato partner di Ismea negli anni 1990-1995 con la fondazione presso UniCattolica Agraria di Piacenza  e poi dal 2004-2012 con il Forum Spumanti d’Italia con allora le più importanti agenzie mondiali come Oiv e Aivv.
Nella prefazione al rapporto il prof Eugenio Pomarici ordinario a Padova scrive: “ la crisi sanitaria ha determinato a livello globale una riduzione quantitativa abbastanza contenuta dei consumi e del commercio internazionale, quindi delle vendite in volume, ma una riduzione importante del valore complessivo del giro d’affari”.
Io aggiungo anche una riduzione del valore sociale e di educazione al consumo individuale e collettivo! Dato da non sottovalutare in un sistema economico sempre più difficile, complesso, di grandi gap potenziali.
In sintesi il vademecum porta a individuare 10 punti, così nell’ordine indicati da Fabio Piccoli, tenendo conto che già prima del Covid19 in molte imprese si era constatato una forte bassa reattività ai cambi e ai fattori dei mercati, compreso anche una bassa capacità di gestione dei modelli consortili.
Questo aggrava ancor più, quindi in base al Report occorre:
1 – Aumentare la capacità di analisi della propria azienda;
2 – Investire nell’analisi dei mercati;
3 – Definire in maniera dettagliata il proprio target di riferimento;
4 – Migliorare la propria capacità di diversificazione della distribuzione;
5 – Migliorare la propria capacità di diversificazione della comunicazione;
6 – Definire una chiara identità del proprio marchio;
7- Accettare le opportunità di fare rete;
8 – Aumentare la personalità dei vini;
9 – La necessità di avere una visione aziendale di medio lungo periodo;
10 -Investire in formazione digitale

Nuova Pac 2023
Transizione eco-schematica, pagamento extra in base ai Psr nazionali

Forse qualche cosa si muove. Ancora molto in versione orizzontale e lineare in cui tutte le “agricolture” europee sono dentro allo stesso canale e binario e sono tutte uguali… ma almeno viene riconosciuto qualche “pagamento extra” per quelle aziende agricole che attueranno direttamente e in modo “crescente” pratiche ecosostenibili. Almeno questo è quello che appare, e sembra possibile, incrociando le novità principali della nuova Pac che entrerà in vigore a gennaio 2023 con le opportunità lasciate a discrezione dei singoli Stati e soprattutto con i PSR delle singole regioni.
Sottolineo l’importanza di una “applicazione” settoriale di inglobare il noto greening in vigore con tutte le azioni e misure collegate ai regimi di sostegno per il clima e l’ambiente. Cioè: il clima e l’ambiente , che incidono in modo differente sulla produzione, coltivazione, allevamento agricolo, potranno avere delle differenze e degli adeguamenti “statali regionali” che potranno meglio interpretare le condizioni di quella area e di quella agricoltura.
Spero!
Ecco gli “Eco-Schemi” saranno i parametri che rappresentano i diversi regimi di sostegno (misure e azioni) necessari in una determinata area agricola. E’ evidente che l’agricoltura sulla Costa Baltica del nord Europa avrà degli ecoschemi diversi dalle coste agrarie coltivate  della Sicilia, idem per gli allevamenti e le colture delle Prealpi italiane rispetto agli allevamenti nella piana olandese. Si tratta di una nuova possibilità per avere soldi aggiuntivi oltre al pagamento di base, che si somma ai bonus per i giovani agricoltori e ai pagamenti accoppiati.
Gli eco-schemi ingloberanno il pagamento greening che ha caratterizzato la precedente Pac 2015-2022 e rappresenteranno ben il 25% degli aiuti della nuova Politica agricola comune dal 2023 al 2027, quindi saranno una fetta molto consistente del totale.
Gli eco-schemi sono dei regimi ecologici che non si andranno a sovrapporre alle misure agroambientali dei singoli PSR, ma saranno un completamento e una individuazione territoriale: maggiore discrezione locale e regionale rispetto alla rigidità degli interventi Pac fino al 2022.
Un altro riconoscimento all’Italia?
Gli eco-schemi sono dei sostegni Pac che gli Stati UE devono obbligatoriamente attivare a favore delle imprese agricole che attuano dei regimi volontari per il clima e per l’ambiente.
I sostegni economici degli eco-schemi saranno concessi come pagamenti annuali per ettari ammissibili, sotto due possibili forme: pagamenti aggiuntivi al sostegno di base al reddito; pagamenti totalmente o parzialmente compensativi dei costi supplementari sostenuti e del mancato guadagno.

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
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