Ministero Agricoltura e i due sottosegretari, innovazione in vigna, mafia nella ristorazione…

Ministero Agricoltura e i due sottosegretari, innovazione in vigna, mafia nella ristorazione…

Qualche idea agricola per gli agricoli…. no… meglio ai politici appena saliti sul carro. Uno dei due sottosegretari delega unica per agricoltura collina e montagna integrata di transizione e coesione produttiva e tutela

 

Un sottosegretario per aree delicate e deboli agrarie di tutto il paese

Il Ministro Stefano Patuanelli, ex Ministro dello Sviluppo Economico in quota M5S, è diventato ministro dell’Agricoltura Alimentazione Foreste. Quindi un senatore pezzo da Novanta per il M5S avendo mantenuto livello della carica e posizione preminente, quindi uomo politico che può incidere in tutto il Movimento e, in  Parlamento, nelle fila del M5Stelle.

Questo indipendentemente dalla mia fede politica e di tanti agricoltori ci fa molto piacere: un uomo forte dentro al M5S che comanda al Ministero dell’Agricoltura con portafoglio ricco che sarà ancora più ricco con il Recovery Fund non fa altro che renderci felici perché in due anni di fine legislatura molte cose possono essere chiuse e tante aperte. Temi sul tavolo ce ne sono parecchi: Teresa Bellanova li aveva aperti tutti, qualcuno è stato chiuso come le problematiche “pugliesi” su alcuni contratti e rapporti.

“Concretezza e condivisione” sono le due parole più usate nelle prime uscite del ministro, olte a sostenibilità resilienza, coesione territoriale, priorità dell’agricoltura, sanità alimentare, difesa delle tipicità. Chi non può essere d’accordo, chi non può applaudire parole del genere.

Ma passiamo ai fatti: urgono i decreti mancanti della Pac, un ribaltone e rinnovo di una politica vecchia e spezzettata delle DO, controlli e schedario vitivinicolo, registro telematico, completamento del Testo Unico del Vino, capitolo ad hoc di promozione sui mercati esteri e interni alla Ue,  fermezza sul capitolo vino e salute in tutti i contesti e un capitolo dedicato al vino nel Recovery Fund.

Eppoi il capitolo dei due sottosegretari, entrambi non graditi sulla carta (e non solo sulla carta): il leghista stile Giorgetti ma già ex ministro dell’Agricoltura e conoscitore del sistema e fortemente legato al turismo enogastronomico e culturale Gian Marco Centinaio; il forzista di Berlusconi e Tajani fedelissimo Francesco Battistoni, di Montefiascone  viterbese, già responsabile agricoltura di Forza Italia altro gruppo partitico certamente non nelle corde del M5S. Speriamo che Draghi sia stato molto chiaro “ a porte chiuse”. Entrambi secondo me hanno le carte in regola per avere una delega unica forte sulla agricoltura, territorio, coesione, presidio, difesa, sostegno integrata della montagna e sulla collina nazionale

 

 

Il Vigneto del domani: ricerca e innovazione e tecnologia in vigna cum grano salis

Il tema del genoma, dell’agricoltura di precisione, della tecnologia in campo, dell’uso dei robot, della scienza in laboratorio, del controllo e del servizio del genoma a tutela e difesa di certe culture, la riduzione dell’uso dell’acqua di irrigazione, il controllo delle frane, la costruzione di invasi piccoli e di casse di contenimento lungo i torrenti italiani per raccogliere e indirizzare l’acqua piovana… sono solo alcuni temi che da decenni se ne parla in Italia al Ministero dell’Agricoltura e nelle diverse sedi tecniche dei vari uffici ministeriali periferici oltre che nelle Università.

Erano i primi anni ’90 del secolo scorso quando io stesso fui chiamato ad una audizione pubblica al ministero dal ministro Valter Lucchetti in sede di Consiglio Superiore dell’Agricoltura proprio per parlare di innovazione tecnica nella vigna e nel vigneto trattando alcuni di questi temi. Ancora oggi sono sul tavolo del neo direttore del Crea Stefano Vaccari, alto dirigente del ministero da tanti anni e conoscitore di diverse direzioni tecniche.

Lo stesso Vaccari conosce esattamente tutta la questione in tutte le sue sfaccettature: dal climate change alla resistenza alle fitopatie della pianta di vite e ancor più di alcune varietà più o meno sensibili, dalla sostenibilità alle diverse posizioni  sul breeding techniques, dalle possibilità offerte dal Recovery plan su alcuni interventi di digitallizzazione e di robotica al tema annoso del rapporto tra scienza in agricoltura (nel vigneto) e innovazione, dal rapporto fra imprese diverse e centri di ricerca. Vaccari è tipo che conosce e che ha idee precise: a volte non collimano e occorre discuterne.
Ha ragione quando – anche lui, ma non lo fanno i politici – sostiene che tutto parte da una visione globale a 360 gradi dello sviluppo agricolo nazionale e per il settore vitivinicolo da una visione integrata di approccio biologico e sanitario dello sviluppo e delle scelte da fare. oggi la biodiversità e la biodinamicità collegata alla sanità devono essere il binario principale.

 

Mafia e ristorazione. Denuncia della Coldiretti indirizzata a ministro Interni o ministro Economia?

Sempre più “sul pezzo” il più numeroso sindacato agricolo nazionale, la Coldiretti. Un sindacato datoriale e professionale del settore primario, sempre più nelle vesti di paladino del consumatore e delle certezze al consumo. Questa volta la Coldiretti scende in campo in difesa della Ristorazione. Una Coldiretti sempre più a tutto campo che denuncia la pesante presenza “mafiosa” nella lunga filiera agroalimentare, soprattutto nel canale ristorazione, quello fra i più colpiti dalla pandemia sia per il lockdown che per il crollo turistico dall’estero.

Una ristorazione che ha perso 41 miliardi di euro di fatturato, sulla base della relazione Dia e dati Ismea. La Coldiretti leggendo questi dati denuncia l’alta criminalità di matrice mafiosa: esiste un rapporto fra crollo fatturato causa pandemia e le infiltrazione mafiose in 5000 locali della ristorazione?

Inoltre la denuncia continua affermando che l’agroalimentare è diventato il primo settore di investimenti della malavita: la crisi diventa un veicolo per infiltrarsi in modo diretto nella società civile, quindi coprendo eventuali riciclaggi. Infatti la mancanza di liquidità, mancati incassi, stipendi da pagare, affitti bollette canoni tasse e imposte da pagare hanno reso molte imprese vulnerabili e facilmente acquisibili con prestiti, alti tassi o anche solo partecipazioni societarie.

Coldiretti va giù pesante: parla di usura, ricatti e di impotenza delle imprese basandosi sulle operazioni svelate dalle forze dell’ordine. Gli obiettivi principali dei gruppi mafiosi sono i locali alla moda ed esclusivi, le osterie di lusso. In questo modo la mafia raggiunge anche direttamente la filiera agroalimentare con il potenziale rischio – se non si trovano soluzioni e si avviano forti contromisure – che l’infiltrazione arrivi direttamente nelle aziende agricole commerciali, direttamente sugli scaffali dei market e nella economia green.

Coldiretti evidenzia anche una intrusione diffusa basata sulla disponibilità di danaro liquido che distrugge la concorrenza e compromette la sicurezza del lavoro e dei prodotti. Appare evidente che l’allarme lanciato dalla Coldiretti sia un messaggio molto chiaro al Governo e a tutte le forze dell’ordine del paese (dalla Prefettura alla Finanza) affinchè venga trovata una soluzione alternativa ai piccoli rimborsi e ristori che non servono, puntando di più a un congelamento e sospensione di oneri fissi fra impresa e Stato-regioni per consentire un po’ di ossigeno e non essere succubi di chi sta speculando e guadagnando grazie alla Pandemia. Quindi il ricorso ad una legiferazione dello Stato “di sospensione” per le imprese è più urgente, più importante, più significativo che ogni altra soluzione occasionale e già messa in pratica. Perché ha creato altri gravissimi problemi.

 

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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