Governo Draghi, come lo vorrei, il sogno di Nico da Comolonia e di tanti Italiani

Governo Draghi, come lo vorrei, il sogno di Nico da Comolonia e di tanti Italiani

 

Mercoledì 10 febbraio 2021
ore 20:00
Sono davanti alla TV in attesa di buone nuove  sul  Governo nascente di Mario Draghi e penso, penso… sogno…

Caro prof Draghi sogno un governo che governi cittadini che vogliono solo equità di diritti e doveri, come scritto e sancito dalla nostra Costituzione. Ecco cosa farei se mi chiamassi Mario, se avessi le radici italiane, se volessi veramente fare qualcosa per il Paese che mi ha allevato… ma è sull’orlo della bancarotta.

Esiste un modello cavouriano nella creazione di un governo di un paese, il nostro? Si, c’è stato per anni, ma ha funzionato in quelle condizioni sociali civili economiche. Passato più di un secolo, nel 1999 la riforma del ministro Franco Bassanini, forse l’ultima grande riforma d’Italia, sotto il primo governo Prodi, mette mano alla organicità della presidenza del Consiglio, ovvero il DL 300 definì la nuova struttura dei vari ministeri. Dai tradizionale 20-25 ministeri si passa alla forte riduzione di 12: segnale o tentativo di una grande semplificazione, di riordino e riduzione degli apparati, ruolo unico di tutto il personale per consentire la mobilità totale a tutti i livelli e in tutte le sedi, massima flessibilità e di efficienza soprattutto di governance.

Una riforma che ha istituito anche agenzie operative e indipendenti su temi nevralgici e soprattutto ha creato “uffici territoriali di presenza del Governo” al posto dell’Ufficio di Prefettura, eredità del passato. Toccando anche la PA a livello locale.

La riforma del 1999 previde una compagine governativa di massimo 60 figure fra ministri, viceministri con delega operativa, sottosegretario con delega ma non autonomia. Che dire: una riforma innovativa, intelligente. Però a distanza di più di 20 anni mai terminata, resta incompiuta volutamente, mai applicata fino in fondo.

Se definita e rodata avrebbe sicuramente favorito anche altre riforme della PA, oggi urgentissime e improrogabili, e dei rapporti Stato-Regioni sempre più urgenti anch’essi in una ottica di adeguamento minimale dell’istituzione costituzionale.

Non credo e non penso proprio che lei, prof Draghi, abbia tutto il tempo e tutto il margine per poter fare tutte le tante cose che lo Stato Italiano avrebbe bisogno. Ma questo dimostra anche che le nuove generazioni di politici, e anche qualche anziana figura  ancora in Parlamento, non hanno saputo cogliere il momento opportuno per proporre soluzioni che necessitano di una maggioranza cospicua, così detta assoluta o qualificata.

Anche quando qualcuno in Parlamento aveva i numeri e la capacità, ha prevalso l’invidia, la gelosia, la paura di perdere qualche privilegio o prebenda come l’amico e bravo giornalista Gianni Riotta ricorda, per questo non avvezzo all’entourage: verissimo quando dice che la politica non può delegare alla giustizia competizioni elettorali e vittorie sull’avversario.

Oggi bisognerebbe riprendere la legge originaria della Riforma Bassanini per la semplificazione dei poteri e aggregazione dei contenuti, in modo che certi processi arrivino prima a buonfine senza dover rincorrere nessuno, senza anteporre la fine dei filistei: bisogna risolvere i problemi non tenerli in un cassetto.

Resta inteso – ne sono fermamente convinto – che  12 o 14 Ministri devono essere “tutti” politici, tesserati per intenderci, in modo che l’elettore individui la responsabilità sia nominale che diretta: i vice ministri con delega diretta possono o devono a questo punto essere super-tecnici, i sottosegretari di aiuto al ministro e i vice ministri ma non agiscono in sua vece, possono o devono essere altri politici che ci mettano la faccia. Totale appunto 60-65 figure al massimo.

La geografia-fotografia dei ministeri più semplici sono sicuramente quelli più pesanti, altri sono ministeri con deleghe cogenti accorpate, altri con funzioni aperte e di indirizzo molto ampio arrivando alle riforme operative più importanti.

–          Ministro del Tesoro Economia Finanze Bilancio Fondi Europei
Banche Demanio Dogane … tanto per capirci

–          Ministro degli Affari Esteri Cooperazione Internazionale Accordi  Bilaterali Ambasciate Consoli Commercio Estero

–          Ministro della Difesa

–          Ministro degli Interni e Protezione Civile

–          Ministro della Giustizia

–          Ministro dello Sviluppo Economico, Industria, Commercio, Artigianato, Tutela Asset Paese,  Coesione Territoriale, Proprietà Industriali, Tutela EcoAmbientale dei Distretti produttivi

–          Ministro Agricoltura Alimentazione Riordino Foreste Montagne Fiumi Laghi Mare, Ambiente Turismo, Pac, Prodotti Tipici

–          Ministro Lavoro, Salute, Prevenzione Igiene Sanitaria, Politiche Sociali, Riforma Contratti Occupazione

–          Ministro Funzione Pubblica, Riforma PA, Rapporti Regioni Comuni Sistemi Locali, Affari regionali, Regioni Autonome e Autonomie differenziate, Rapporti con il Parlamento

–          Ministro Affari Europei, Rapporti fra Stati-Regioni, Riforme e Adeguamenti, Applicazione Studio Trattati

–          Ministro Trasporti Infrastrutture, Telecomunicazioni, Digitalizzazione Banda Larga, Tutela Controllo Certificazioni, Partecipazione Pubblica

–          Ministro Istruzione Scuola Università Pubblica Privata, Ricerca, Sperimentazione, Scambi internazionali

–          Ministro Tutela Patrimonio Beni Pubblici, Cultura pubblica e privata,  Promozione

Alla presidenza del Consiglio, a Palazzo Chigi, possono essere aggregati alcuni dipartimenti specifici extra ministeriali o anche in capo a ministeri che sono alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio sotto forma di sottosegretariato alla Presidenza, come per esempio le Politiche Giovanili, l’Editoria, lo Sport, Commissari ad Acta e Autority Specifiche… E’ altresì evidente che a ogni Ministro può essere affiancato uno o più vice-Ministri con una delega specifica autonoma di carattere fortemente o totalmente tecnico-operativo, come pure uno o più sottosegretari con deleghe di funzione in base all’ampiezza dei temi e delle deleghe assegnate ad ogni ministero.

Ora non entro nel merito dei nomi di ogni casella, questo è un compito del presidente Draghi deve essere una prerogativa assoluta e conosciuta all’ultimo momento, con il programma fatto. Partirei da un secondo presupposto (dopo quello dei 12 ministri assolutamente politici e capo di partito come Crimi, Di Maio, Salvini, Zingaretti, Renzi, Bersani, Tajani e anche attuali capi di delegazioni o fazioni interne) cioè di non mettere Ministri nello stesso ruolo già occupato con il governo Conte 1 e 2, ma proprio incrociando, nessuno escluso.

Di grandi tecnici, meglio se non già schierati con tessere in mano o semi tessere di partito ci sono, ma sono quelli che non hanno mai avuto negli ultimi 20 anni un incarico qualsiasi affidato da qualche Presidente del Consiglio. Ci sono in molti settori asset del Paese figure fra i 45-60 anni con esperienze all’estero, tutt’ora con importanti incarichi all’estero che, se chiamati dal prof Draghi, potrebbero rappresentare  un patrimonio di intelligenze al servizio dello Stato, ma fuori dai contesti politici. Ce ne sono alla Columbia uni, come a Davis, come a Toronto, a Los Angeles, a Londra, a Ginevra, a Parigi, a Berlino, a Madrid, a Mosca… c’è solo l’imbarazzo della scelta e l’imbarazzo se accetteranno. Secondo me, conoscendone di fama qualcuno, difronte ad un progetto chiaro, non succube ai partiti o a qualche capopopolo o a qualche vincolo assurdo, in linea con le riforme necessarie e con le regole di una Europa più equa e più solidale non dicono di no a Draghi.

Questo sarà il punto fondante e meritocratico più importante di questo governo di peso: qualcuno era già stato scovato da Monti ma bisogna uscire dalla logica del maestro-padrone e quindi non essere succubi anche di scelte posteriori, come quello di fare e affondare con un nuovo partito con lo steso gruppo perché non c’è il rapporto con l’elettorato. Altro tema importante che la politica, quella dei partiti, deve affrontare prima possibile.

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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