FREE REAL TIME DAILY NEWS

Export vino italia: winechina! winerussian! winebrexit! Tutte rose fiori, bollicine, tappi ?

Export vino italia: winechina! winerussian! winebrexit! Tutte rose fiori, bollicine, tappi ?

By Giuseppe

Vino 2021. Prime luci ed ombre. Qualche sorpresa con la brexit. Non tutte rose e fiori

 

Errato pensare che tutto era a posto. Export del vino italiano in ottima posizione a gennaio 2021. Italia pronta al cambio di passo?

Il vino italiano ha gli anticorpi giusti? Mantenere i mercati o allargare le destinazioni? Abbiamo una strategia Paese?  

 

Anche per Ovse e Ceves il perdurare dello stato pandemico, i ritorni di fiamma, le invasioni di campo, il non rispetto per strada e nelle vie strette medioevali di tante città del sud e del nord e del centro (tutti uguali!) o sui mercati rionali o nelle feste di quartiere … l’attività di partecipazione fisica nelle cantine e ai pochi inviti pervenuti è molto limitata.

Stiamo puntando su due binari oggi: l’acquisto delle bottiglie di vini da assaggiare in enoteche, supermercati e online, e il contatto via mail e webinar con i nostri contatti e referenti all’estero, soprattutto i grandi mercati per l’export del vino italiano.

Giusto o sbagliato, se partono e ripartono loro e se mantengono il trend (visto che sono il 61% dell’export totale), è un segnale positivo e confortante. In ogni caso confermiamo sempre che uno degli “impegni” maggiori delle nostre cantine in epoca Covid 19 (quindi oramai quasi 12 mesi…) sarebbe dovuto essere quello di “ampliare” gli importatori, la clientela, i contatti , le piattaforme fuori dai soliti 6-7 superclienti.

E’ stata ed è una occasione irripetibile: stasi di lavoro per farsi conoscere. Nostri contatti in paesi “ cosi detti marginali” per il fatturato italiano (ma per altri paesi produttori non è così) ci confermano la quasi totale assenza di proposte, di segnalazioni, di offerte (anche solo di campionature di assaggio) in quei paesi. Parlo di medio oriente, India, stati africani occidentali, sud America e Asia del Pacifico.

Secondo me una occasione persa.
Infatti le notizie che arrivano da Usa, Uk, Cina, Russia, Germania, Francia, Canada, Giappone sono molto contrastanti e difficili.  I recentissimi dati economici e di mercato chiusi al 31 dicembre, per l’anno pandemico 2020, non lasciano dubbi e segnano ovunque un problema comune: riduzione dei consumi interni di ogni paese e soprattutto per i vini e gli spumanti di “media grandezza”, ovvero quella fascia di etichette che fanno volumi, mercato, fatturati aziendali. Tengono ancora bene i vini imbottigliati, Igp e Doc sotto gli 8 euro, i 18 dollari , le 15 sterline.

Ma cosa ci aspetta il 2021?

I recenti dati dello Champagne sono una conferma ma anche un ulteriore segnale: il noto brand francese, non certo un vino di medio prezzo, diffuso in 195 paesi, ricco di storia e di notorietà, diffuso secondo un modello elitario ma estremamente preciso nella distribuzione e presenza in esercizi di alto pregio, ha fatto segnare solo un calo del 18-19% dei volumi spediti con un fatturato calato di meno, cioè con prezzi tenuti, fatta qualche eccezione.

In Russia e Germania c’è stato un contenimento del calo se non un pareggio. La Russia ha aperto le frontiere a certi vini e a certi paesi. Il Giappone ha avuto un certo crollo, come anche l’importazione in Cina ha subito una battuta d’arresto: in parte per la pandemia e in parte per altri fattori e meccanismi di carattere burocratico, ma anche fiscale e certificativo.

Negli Usa, l’approdo di Biden lascia ben sperare in un ritorno al passato sul vino europeo e su tanti altri prodotti alimentari italiani: per il vino l’Italia è stata particolarmente esclusa dalla blacklist, ma restano le accise e anche qualche novità in termini di controlli doganali dettati anche da situazioni infettive non sotto controllo e da viaggi-scambi di persone. In attesa anche di una ripresa del turismo nel mondo.

Ma veniamo all’UK, notoriamente il paese insieme agli Usa che importa più vino dal mondo intero, e dall’Italia in particolare, che appanna e boccia le speranze e le considerazioni da parte di importanti strutture sindacali e imprenditoriali sul deal is done e sul no deal verso il vino italiano.
Le ultime notizie fanno tremare: barriere tariffarie, certificazioni analitiche e chimiche, peso confezioni e bottiglie, deprezzamento della sterlina, aumento dei prezzi sul mercato interno, nuove documentazioni fitosanitarie e chimicosanitarie richieste dagli uffici di frontiera e  richieste preventive degli stessi importatori… il tutto aggravato da una “attesa” diffusa da parte delle aziende europee per conoscere le procedure.
Un dopo-brexit che abbinato al covid e post-covid impongono immediate contromisure, a partire da un intervento europeo o da accordi bilaterali.  Il tutto aggravato da un accesso e tempistica di transito alla Manica e di consegna della merce che altera e aggrava la situazione e i costi soprattutto.
Quindi un mese di gennaio caotico segnato anche da tutte le condizione e le carte connesse ai volumi trasportati, allo smaltimento dei rifiuti, il tipo di imballaggio, la grande mole di lavoro e la fila di autotrasportatori. Il tutto gravato, come dicono diversi spedizionieri, dai costi diretti e dai costi fissi del personale e dei mezzi in sosta e fermi. Un dopo-brexit inatteso da qualcuno che forse era interessato a vedere tutto roseo.

Noi come Ovse-Ceves avevamo formulato sulla stampa nazionale e direttamente al Mipaaf alcuni fuori dubbi e perplessità leggendo in anticipo tutte le norme che il Parlamento britannico e la Regina stavano firmando a spronbattuto a fine anno in merito proprio a tutta la burocrazia connessa ai contratti e accodi commerciali fuori dalle direttive del new deal. Proprio in questi giorni sul tavolo del ministero britannico c’è l’elenco di tutti i prodotti importati che già vedono applicata una accisa per essere confermata, aumentata o diminuita.

Anche qui la speranza di qualcuno è che le accise siano riviste al ribasso: il dubbio invece resta in quanto la decisione del governo Johnson verte se colpire o salvare alcuni prodotti di alta fascia ma graditi dal consumatore britannico e alzare le accise su altri prodotti, oppure viceversa. Tema quindi apertissimo.

Le nostre fonti, intanto, confermano che i volumi e i prezzi del vino italiano e degli spumanti nel mese di gennaio 2021 non hanno subito cali o riduzioni, a dimostrazione di un mercato UK fedele oramai alle etichette italiane che non ha patito perdite di consumo nel mese di dicembre 2020. Dati che però vanno sostenuti e supportati con azioni e misure da inserire in un grande progetto OCM Vino dedicato alla Gran Bretagna.

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
Contatti

 

Vedi anche:

 

  • Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola, come creare e gestire una cantina di successo

    Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola, come creare e gestire una cantina di successo

    13 FEBBRAIO 2020

    IL NUOVO LIBRO STRATEGIA DI MERCATO  SU COME CREARE E GESTIRE UNA CANTINA DI SUCCESSO OGGI Strategia di mercato e gestione dell’impresa vitivinicola Fare impresa nel mondo del vino. Meno tradizione più creatività, rispetto filiera produttiva, attenzione alla domanda, realizzazione … Leggi tutto

  • BREXIT E MARCHI DOP IGP – SALTA IL BANCO DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE

    BREXIT E MARCHI DOP IGP – SALTA IL BANCO DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE

    12 FEBBRAIO 2020

    BREXIT E MARCHI DOP IGP SALTA IL BANCO DEL COMMERCIO AGROALIMENTARE EUROPEO BASATO SUI MARCHI INTELLETTUALI COLLETTIVI A VANTAGGIO DEI BREVETTI BREXIT, IL BELLO VIENE ORA IL TIRA-MOLLA POLITICO ISTITUZIONALE E’ NULLA RISPETTO A … Leggi tutto

  • IL VINO ITALIANO HA BISOGNO DI CURE

    IL VINO ITALIANO HA BISOGNO DI CURE

    29 GENNAIO 2020

    IL VINO ITALIANO E LA CABINA DI REGIA MINISTERIALE – UTILE O INUTILE? NON BISOGNA DORMIRE SUGLI ALLORI … URGE INVESTIRE PER UN FUTURO CHE CAMBIA MOLTO VELOCEMENTE Data: 28 gennaio 2020 Il vino italiano fra successo commerciale … Leggi tutto

  • Consumo vino: l’Italia concentra troppo in pochi paesi, forse con ecommerce…

    Consumo vino: l’Italia concentra troppo in pochi paesi, forse con ecommerce…

    9 APRILE 2018

    O.V.S.E. – C.E.V.E.S. http://www.ovse.org CONSUMI VINO DIVERSIFICATI. L’ITALIA CONCENTRA TROPPO IN POCHI PAESI. L’E-COMMERCE E’ FONDAMENTALE PER MEDIO-PICCOLE CANTINE SE FA ANCHE INNOVAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE. OCM DEVE AGGIORNARSI di Giampietro Comolli L’organizzazione internazionale del vino segnala che … Leggi tutto

  • 2017: difficile fare previsioni ottimistiche su export e consumi interni

    2017: difficile fare previsioni ottimistiche su export e consumi interni

    30 DICEMBRE 2016

    BOLLICINE 2017?  ANCORA CRESCITA MONDIALE, MA BISOGNA FARE QUALCOSA PER MERCATO INTERNO di Giampietro Comolli Il 2016 manda un segnale a tutto l’agroalimentare italiano: fra rafforzamento dollaro, brexit, difficoltà consumi, chiusura mercati diventa difficile confermare nel 2020 i 50 mld di … Leggi tutto

  • Nuovo Ministero dell’Agroalimentare: lettera aperta a Matteo Renzi by Giampietro Comolli

    Nuovo Ministero dell’Agroalimentare: lettera aperta a Matteo Renzi by Giampietro Comolli

    14 GENNAIO 2016

    MINISTERO DELL’AGROALIMENTARE! BENE MA ATTENZIONE MERCATO INTERNO Giampietro Comolli: Il nostro Ministero cambia ancora nome: dall’agricoltura ( che capeggia sul palazzo di via XX a Roma) all’alimentare e forestale, ora “agroalimentare”. E’ vero che un restyling del nome non fa … Leggi tutto

  • Economia Vino Italia: urge Testo Unico per vite-vino. Due proposte in Commissione

    Economia Vino Italia: urge Testo Unico per vite-vino. Due proposte in Commissione

    11 GENNAIO 2016

    ECONOMIA VINO ITALIA. URGE TESTO UNICO PER VITE-VINO. DUE PROPOSTE IN COMMISSIONE IMPORTANTE PROVVEDIMENTO URGENTE ALL’ODG DEL 14 GENNAIO. ALCUNI DETTAGLI DA MIGLIORARE SECONDO COMOLLI In occasione del Vinitaly 2015 è stato presentato un testo di legge che unifica tutta … Leggi tutto

  • Vino: consumi e mercati, intervista a Giampietro Comolli di OVSE

    Vino: consumi e mercati, intervista a Giampietro Comolli di OVSE

    31 MARZO 2014

    Siamo appena tornati da Prowein, Dusseldorf, riceviamo un comunicato da Coldiretti sul vino e chiediamo a Giampietro Comolli cosa ne pensa. VINO: OVSE, osservatorio economico dei consumi e mercati dei vini ed effervescenti L’Osservatorio Economico Vini Spumanti Frizzanti esiste dal 1991 … Leggi tutto

  • Accordo Brexit, no deal, new deal….next deal! Brexit e agroalimentate italiano

    Accordo Brexit, no deal, new deal….next deal! Brexit e agroalimentate italiano

    30 DICEMBRE 2020

    Accordo Brexit, no deal, new deal….next deal! Tutto a posto quello che finisce bene? Abbiamo salvato il made in Italy e 3,4 mld/euro/anno di export in UK. Plauso da tutti i politici, ma sarà così? Grande risultato: brava la VDL … Leggi tutto

  • Federico Gordini: Milano Wine Week 2020 ci sarà… ma con la mascherina

    Federico Gordini: Milano Wine Week 2020 ci sarà… ma con la mascherina

    23 SETTEMBRE 2020

    La Milano Wine Week è il primo evento internazionale di quest’anno dedicato al vino. Ed è un evento che non andava rinviato perché c’è veramente bisogno di dare l’avvio alla stagione della ripartenza dopo i tragici mesi che hanno stravolto … Leggi tutto

  • DAZI USA, COSA COLPISCONO REALMENTE, QUANTO VALGONO, A CHI SERVONO

    DAZI USA, COSA COLPISCONO REALMENTE, QUANTO VALGONO, A CHI SERVONO

    16 OTTOBRE 2019

    Milano, 14 ottobre 2019 Dazi usa vero o falso, perchè? DAZI USA, COSA COLPISCONO REALMENTE, QUANTO VALGONO, A CHI SERVONO   PERCHE’ IN QUESTO CASO L’EUROPA E’ “UNICA” E PER ALTRE QUESTIONI PIU’ IMPORTANTI L’EUROPA MEDITERRANEA E’ DIVERSA … Leggi tutto

 

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: