Massimo Bottura a Lecce: Vieni in Italia con me – Una lezione da Maestro

Massimo Bottura a Lecce: Vieni in Italia con me – Una lezione da Maestro

Massimo Bottura a LecceCOSA MI HA INSEGNATO BOTTURA? LA LEZIONE SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA

Il 23 febbraio, avvolti dalla magica atmosfera del salone del Castello Carlo V di Lecce ho assistito alla presentazione del libro di Massimo Bottura. Il personaggio non ha bisogno di presentazioni, la fama precede il suo arrivo.
La sala era colma all’inverosimile. Il protagonista dotato di carisma ed empatia  ha ammaliato la platea variegata, giornalisti, chef, studenti e semplici amatori del gusto.

L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione sinergica tra il portale Intravino e l’associazione deGusto Salento. Questo è il racconto della serata secondo il mio punto di vista, non vi nascondo di essere stata contagiata dalla voglia di sperimentare e iniziare a guardare il mondo a distanza.

Massimo BotturaMassimo Bottura:

“’Vieni in Italia con me’ –  dice lo chef pluristellato Massimo Bottura – è un libro per raccontare a tutti gli italiani di non perdersi nella quotidianità.

Il libro contiene 48 ricette presenti nel menù dell’Osteria Francescana.
Prendete le distanze da quello che fate ogni giorno, osservate in che posto meraviglioso vivete. Viaggiando in tutto il mondo, continuamente, ricevo elogi per l’Italia, all’estero la adorano. Siamo noi che non la apprezziamo, perché ci viviamo. Allora facciamo alcuni passi indietro e vedremo tutto più chiaro e ci re-innamoreremo del nostro paese.
Consiglio ai giovani di approfondire gli interessi, perché un giorno questi interessi diventeranno passioni. Attraverso le passioni si trasmettono emozioni.
Stavo studiando legge, non ero contento, davo una mano ai miei fratelli e mi hanno spinto a seguire una delle mie passioni.
Massimo Bottura a LecceIo non ho scelto, la cucina ha aperto le porte. Sono entrato dentro e volevo dimostrare che non ero un bimbo viziato.
Mio padre non mi ha parlato per due anni. Lui era un genitore tosto, che aveva previsto tutto.  Mia madre mi ha aiutato, mi ha spalleggiato e dopo una settimana ero fuori di casa, in un appartamentino in mezzo al niente, invaso dalle zanzare.
Il concetto di osservare le cose da dieci km di distanza mi ha ispirato le cinque stagionature del parmigiano reggiano in diverse consistenze e temperature.
Se uno analizza in chiave critica e non nostalgica, prende il meglio del passato e lo porta nel futuro.
La tradizione va rinnovata continuamente. I tempi cambiano! Non possiamo mangiare il cotechino di cinquant’anni fa. Quando vado a rivedere la tradizione, non la rivedo stravolgendola ma gestendo le varie cotture, le varie materie prime ovvero le cose dove posso migliorarle.
Oggi la parola d’ordine nei ristoranti anche stellati è: cambiare il menù ogni anno. Non abbiamo più il tempo di fare tradizione futura.
Massimo Bottura a LecceNel libro è inserita la ricetta delle cinque stagionature del parmigiano reggiano.
Il piatto nasce nel 1993 quando Alain Ducasse venne a mangiare alla trattoria di Campazzo.
Ha subito continue evoluzioni, ma non andava mai bene. In seguito andai a scuola da Ferran, ma quello decisivo fu l’incontro con Umberto Panini che mi disse: “Stai lavorando molto bene, il piatto è buono ma devi mettere da parte il tuo ego e pensare al parmigiano, che è il vero protagonista.
Da allora è cambiato tutto. Abbiamo iniziato a fare sperimentazioni. Abbiamo stagionato forme fino all’ignoranza, parmigiani che arrivavano a dieci/undici anni. Il piatto è il racconto  del territorio.
Fui anche accusato di aver rovinato all’epoca l’immagine del parmigiano. Abbiamo creato un quadro astratto di quella che è l’Emilia Romagna, la cantilena 24-30-36-40-50 mesi di stagionatura. E’ il tempo che scorre dentro.
“La comunicazione è fondamentale. Noi, non abbiamo spiegato al mondo cosa sarà l’Expo sottolinea Massimo Bottura in chiusura. Noi, non vogliamo i turisti mordi e fuggi come quelli di Venezia.

Sembrano i piccioni di Cattelan. Noi vogliamo il turista serio”.
Annalucia Galeone
Newsfood.com

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