Castelnuovo del Garda: Convegno Challenge World Bubble’s Wine Methode Traditional Classic

Castelnuovo del Garda: Convegno Challenge World Bubble’s Wine Methode Traditional Classic

Convegno Challenge World Bubble’s Wine Methode Traditional Classic

Castelnuovo del Garda – Sala Municipale – si è parlato di “Distretti agroalimentari locali post Covid19. Programmazione e sostenibilità vitivinicola di qualità.”

 

NOTA del direttore
Occsione importante per Castelnuovo del Garda che vuole rilancire il territorio e le sue eccellenze per attirare i turisti da tutta Europa. Già il Lago di Garda è una calamita importante e Castelniuovo  non si accontenta più di fare da Cenerentola delle perle del Lago. Bisogna solo trovare il modo per riuscire ad andare al Gran Ballo con la carrozza e inconrare il Principe… le scarpette di cristallo le ha già… una giusta Comunicazione potrebbe essere la soluzione!
Giuseppe Danielli

 

Castelnuovo del Garda, 11 settembre 2021

A conclusione del campionato del mondo di bollicine, il Comune di Castelnuovo del Garda, il Gruppo Editoriale L’Adige,  The Italian Wine Journal – Vinophilja e l’Associazione Commercio e Turismo hanno organizzato un convegno incontro riflessione con grandi personaggi su un tema di grande attualità: come muoversi e come agire dopo la pandemia per una ripresa, recupero, sostenibilità agroalimentare ed enogastronomica nei piccoli comuni e territori, soprattutto interessati alla produzione vitivinicola di qualità e ai distretti produttivi turistici.

 

Il convegno ha chiuso la tre-giorni dedicata alla XIV a edizione del challenge internazionale dedicato ai vini spumeggianti ottenuti solo con il metodo della rifermentazione in singola bottiglia, quello antico, il così detto metodo tradizionale classico.,da non confondere con l’altro metodo di produzione esistente, più noto oggi come “metodo italiano”  non solo perché l’enotecnico piemontese Martinotti ne fu un primo inventore, quanto per il successo del sistema “prosecco” nel mondo.

Il sindaco Giovanni Dal Cero e l’assessore alla cultura ed eventi Vanna Ardielli hanno sottolineato l’importanza del Challenge per Castelnuovo del Garda, la scelta della amministrazione di guardare a tutto il territorio e a tutte le attività pubbliche amministrate in un’ottica di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, per creare nuove opportunità economiche e piani di formazione e educazione, per dare un ruolo completo al comprensorio di Castelnuovo del Garda, comune della riviera benacense veronese.

 

 

 

Il primo intervento, quello per identificare l’ambito tematico dell’incontro, è stato assegnato a Giampietro Comolli, presidente della giuria di assaggiatori nazionali e internazionali del Challenge.

Beppe Giuliano, direttore de L’Adige di Verona, in qualità di moderatore, ha stimolato e pungolato tutti i relatori su argomenti diversi ma collegati fra loro. Giampietro Comolli presidente Ovse, ha tenuto una lectio-magistralis su quello che deve diventare prima possibile, con i fondi PNRR se ben istruiti e incanalati, il  ruolo delle amministrazioni locali nella trasformazione sostenibile del sistema agroalimentare. Con questa proposta, che coniuga l’enologia alla gastronomia, si punta a valorizzare l’eccellenza della produzione locale per farla conoscere ed apprezzare a un più ampio pubblico – spiega Comolli.

 

Giampietro Comolli

Con la riscoperta dei sapori tipici esaltiamo un importante aspetto culturale che qualifica e caratterizza “un” distretto come risorsa generale, sociale, civile, reddituale, generazionale per ambiti-ambientali difficili, vulnerabili, abbandonati e marginali …ma vitali per il paese e degni di aderire al PNRR. L’agricoltura sostenibile si realizza con la riduzione di fertilizzanti, agrofarmaci e diserbanti dannosi. Parlare di enogastronomia significa oggi andare alla ricerca dei prodotti che caratterizzano “un” distretto che non deve avere distretti amministrativi e politici per poter presentare origini di cibi e vini, la loro storia, narrazione: un consumatore-turista non si ferma davanti ad un confine regionale. Da qui la necessità di macroregioni e macroprogetti più antropologici e più inglobanti.

 

Comolli è stato ancora più diretto e chiarissimo: “ Cogliamo il covid per ripensare realmente a come impostare i grandi e piccoli, tanti, distretti produttivi turistici di qualità e di eccellenze nazionali. Castelnuovo, ma anche insieme ai comuni di tutte le tre sponde del Garda, deve puntare a creare una identità propria di sistema e integrata, puntando esclusivamente su tipicità locali autentiche e uniche, offrendo almeno una doppia gamma di fruizioni turistiche, aumentando lo spessore orizzontale e verticale della cultura e della narrazione locale, creando un modello che veda le giovani generazioni attente a spigare come accoglienza i grandi prodotti locali”.

Comolli ha anche richiesto con forza…” una attenzione politica, europea, nazionale e regionale, maggiore e unitaria, non divisa fra ministri e ministeri, in merito alla “ri-occupazione” delle aree di alta collina-montagna nazionale in quanto sono una risorsa economica nota, hanno già disponibili un milione di posti di lavoro da non creare, dove essere presidio imprenditoriale dei territori svantaggiati, disagiati, vulnerabili con attività reali, non assistenziali, gratuite. La sostenibilità e la biodiversità di quei territori difficili devono essere tutelate anche in difesa delle situazioni pericolose e di sicurezza idrogeologica, con visione ampia e non di tampone”

 

Tradizionali e allineati allo status quo, gli interventi dei parlamentari come Ciro Maschio e Paolo  Borchia che hanno, per le reciproche competenze nazionali ed europee, elencato e descritto le condizioni e le necessità del mondo dell’agroalimentare nazionale, uno dei settori più nevralgici e più colpiti dalla pandemia, elencando i rimedi estemporanei e immediati messi in atto.

   

Antonella Bamba fiduciario Slow Food Veronese ha voluto rimarcare il non ritorno di una forte e alta politica in difesa dell’ambiente e delle produzioni più qualificanti il territorio e la salute, della necessità di fare scelte in linea con il clima. Silvano Nicolato presidente del gruppo Vitevis ha evidenziato tutti i processi e modelli di impresa messi in campo da viticoltori e dalla cantina per far fronte a una evoluzione e un futuro che necessita una presa di coscienza diversa.

 

Massimo D’Alema, spogliati i panni di politico di lungo corso, ha indossato gli abiti del vitivinicoltore umbro portando i dati del successo del vino e delle bollicine  italiane nel mondo e fra consumatori diversi. Ha anche illustrato un modello produttivo delle eccellenze territoriali, l’importanza di attivare un sistema e una squadra condivisa per vincere su nuovi mercati. Ha alla fine motivato e chiesto la istituzione di un unico marchio nazionale che identifichi solo le produzioni di bollicine metodo tradizionale classico. Comolli, fuori dal convegno, interpellato in materia come superesperto, ha ricordato che sono oltre 40 anni che si parla di classismo, classese, talento, istituto unico… ma senza successo. Comolli ha invece proposto un marchio unico per le bolle-classiche del centro-sud Italia in quanto sono oggi più iniziative di impresa individuale,  che di territorio. 

 

Maurizio Danese

Maurizio Danese, presidente dell’ente fiera di Verona, ha snocciolato numeri dati e valori relativi all’impegno dell’ente promozionale veronese, il peso economico provinciale regionale nazionale, la frequentazione e il numero di fiere in calendario come una delle prime 4 fiere nazionale. ha puntato molto sull’imminente  ritorno di Vinitaly a Verona post Covid come segnale di vera ripresa-rinascita di tutto il settore sia per i vini fermi tricolori in crescita come consumi che per i vini spumanti, questi ultimi ancor più sulla cresta dell’onda ed export nell’anno 2021, ancora sotto pandemia. Alla fine Giuliano ha ringraziato tutti e dato appuntamento a una nuova edizione di Challenge Euposia ancora più importante e significativa.

 

Redazione Newsfood.com
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