Settembre 2021, Campionato del mondo di bollicine: intervista a Giampietro Comolli, relatore alla Challenge Internazionale Euposia

Settembre 2021, Campionato del mondo di bollicine: intervista a Giampietro Comolli, relatore alla Challenge Internazionale Euposia

Dott. Comolli,
Dal 9 all’11 settembre Castelnuovo del Garda ospita la quattordicesima edizione del Mondiale delle bollicine. Dodici nazioni a confronto per il titolo di campione del mondo, le migliori bollicine si incontreranno e si scontreranno per vincere
… vedremo le bottiglie in competizione “olimpica” ?  Quali sono i Paesi che porteranno a casa più medaglie nelle varie “specialità”?

Comolli:
E’ una competizione riservate, per esperti, per addetti ai lavori senza pubblico. La giuria è di altissimo livello…da competizione master wine. Solo al convegno è possibile una presenza del pubblico soprattutto di giornalisti. I temi trattati sono di grande attualità e impegno per l’intero paese, non solo per la viticoltura e il vino. Presenti etichette di 10 nazionalità di origine differenti, solo metodo tradizionale classico. L’Italia è presente con le massime qualità docg e doc, ma anche vini spumanti di libera creatività. Sarà uno scontro fino alla ultima bollicina. Le prime annotazioni e informazioni segnalano che l’Italia ha grandi chances sui vini a dosaggio zero e millesimati freschi, mentre francesi, australiani, neozelandesi hanno una tradizione più per brut e grandi annate invecchiate con gradazioni più alte

 

Si dice che vino e donne siano migliori se sono briosi, effervescenti… è vero?

Sfatiamo il mito che i vini femminili sono quelli rosati e quelli effervescenti. Certo sono due tipologie e versioni di vino che bene si adattano ad alimenti leggeri, anche vegetariani e vegani, a un calice tutto pasto, a un assaggio fuori pasto senza creare alcun problema anche perché solitamente fra le produzioni italiane la gradazione è sempre inferiore ad altri vini similari. Ma il mondo femminile ha sicuramente dato un contributo; le Donne del Vino ne sono una prova evidente.  Oggi le bollicine sono a tutto pasto, quindi non c’è più nessuna scelta o motivo perché le consumatrici siano più attaccate a certe etichette. Oggi i vini spumanti ottenuti con il metodo tradizionale classico, quello che già i romani conoscevano e che già nel XVI° secolo alcuni territori italiani producevano come la Toscana, le Marche, l’Emilia e la Franciacorta, sono vini a tutti gli effetti. Non sono vini solo da aperitivo. Certo noi italiani non abbiamo nel periodo illuministico (‘700-‘800) puntato molto sulle bollicine a tavola come hanno fatto i francesi, ma ultimamente abbiamo recuperato il gap e superati tutti. Produciamo e vendiamo, anche in periodo covid, oltre 700 milioni di bottiglie di spumanti e oltre 400 milioni di bottiglie di vini frizzanti. Circa il 20% di tutta la plv del vino italiano

 

 

Fino a un recente passato si conoscevano solo pochi champagne blasonati e spumanti prodotti solo in alcuni territori.  In pochi anni c’è stata una rivoluzione…

E’ stata la domanda e i mercati a chiedere più vini con le bollicine. L’Italia è il paese principale al mondo per la produzione di vini spumanti-frizzanti con metodi di elaborazione differenti, sia vini giovani e freschi sia vini più invecchiati, riserva, millesimati. L’Italia è stato il primo paese al mondo a produrre vini effervescenti in modi diversi. Ma il mondo produttivo e di consumo nazionale è sempre stato più orientato ai vini tranquilli: le bollicine erano un consumo delle feste, occasionale, per compleanno. Poi con l’impegno di qualche produttore e di territori (Berlucchi, Ferrari, Ca del Bosco, Moretti, Cavalleri, Mosnel ….. Franciacorta e Trento in testa) si è fatta una scelta culturale-comunicativa-qualitativa che ha modificato abitudini. Solo 50 anni fa in Italia si consumavano vini ottenuti con il metodo ex champenoise così suddivisi:  9 milioni di bottiglie di Champagne, 2 milioni di Cava e 7 milioni di produzione nazionale. Oggi la produzione nazionale supera i 27 milioni di bottiglie, qualche cassa ancora di Cava, poco più di 6 milioni di Champagne. Senza contare, oggi, i 600 milioni di bottiglie di Prosecco docg-doc ottenuto però con il metodo italiano, quello delle grandi bottiglie tecnologiche d’acciaio e sotto controllo fisico.

 

 

Clima e bollicine: quale futuro? I Francesi si stanno già muovendo in vigna… e gli Italiani?

Noi italiani siamo geniali, rincorriamo patenti e timbri, ma non siamo veloci, attenti alla filiera intera, pronti a cambiare tutti, entrare in modelli diversi, dare risposte concrete che spiegano scelte anche difficili, non facciamo scelte pesanti ma rincorriamo sempre la soluzione che non scontenta nessuno. Dobbiamo spostare i vigneti, dobbiamo scegliere allevamenti e impianti di vite più in sintonia con la sostenibilità resilienza clima qualità. Non dico che il mio bisnonno aveva ragione quando reimpiantò le vigne nel primo ventennio del secolo scorso. Ma la scelta è quella: in una ottica innovativa e attenta allo stato climatico. Alta collina, impianti più radi, filari più distanti, pacciamature e prato, varietà più solide e resistenti, impianto di vigne e varietà in base al clima sono gli indirizzi da prendere per arrivare a produzioni più tardive, più resistenti con impianti polifunzionali senza irrigazione ma bassa irradiazione

 

Quindi il mondo del vino sarà sempre più rosa ed effervescente?

Ancora per qualche anno le bollicine saranno il vino al centro della attenzione, anche sempre più rosato e sempre più autoctono, sempre più fresco e giovane ma anche eccezionalmente selezionato per riserve. E’il modello alimentare che ha spinto le bollicine italiane e straniere su tavole nuove. Ora occorre mantenere il target con nuove strategie di consumo, formazione, conoscenza. E-commerce e consumo prodotti prossimali, cioè i due estremi da un punto di vista logistico, saranno il futuro. I grandi brand devono saper competere su entrambi i binari: continuità della presenza. Ma anche i piccoli possono interagire scegliendo uno spazio e un messaggio molto chiaro: eccezionalità della presenza.

 

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
Gruppo Velvet Media

 

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