Vino italiano in affanno… meglio distillare, ma servono regole!
23 Giugno 2025
Confagricoltura: Si stima che a fine maggio oltre 190.000 ettolitri di vino a Denominazione di Origine risultino invenduti soprattutto i vini a base Barbera, Dolcetto, Moscato e Cortese
Comolli:-“Tutto deve partire dalla vigna e dall’uva… poi ci sarà anche la questione della distillazione volontaria e/o obbligatoria”
Newsfood.com 21 giugno 2025

Giampietro Comolli:
Il vino italiano, tutto, non solo quello piemontese come dice il recente comunicato di Confagricoltura, necessita urgentemente di un “Piano Nazionale” di affermazione, consolidamento, rilancio e risoluzione alla luce sia di eventi generali di crisi mondiale che di un calo dei consumi e del commercio che di una applicazione migliore delle recenti leggi Vite&Vino nazionale ed europee dal 2016, dal 2020 e dalla recente proposta nuova Pac e nuovo Progetto Vino UE proposto dal commissario Hansen.
Ma non solo il vino necessita di un piano generale e nazionale perchè il Testo Unico non ha dato tutte le risposte e presenta alcuni ritardi su fatti recenti, ma anche molti altri settori economici-imprenditoriali nazionali. Tutto non può essere governato e girare attorno alle funzioni e gestioni della finanza e delle banche e della assicurazioni bancarie.
La Francia ( Bordeaux, Bourgogne, Champagne, Chablis) hanno già attivato iniziative concrete a sostegno produzione per approcciare nel tempo una nuova condizione di mercato (interno ed esterno) e di consumo. Auspichiamo per l’Italia un pronto intervento del ministro Lollobrigida e del ministro Urso.
Qui il comunicato di Confagricoltura Piemonte:
La distillazione straordinaria può essere utile, ma serve un Piano di rilancio del vino piemontese
“Considerato il complicato momento vissuto dal settore e la vendemmia ormai distante neppure un paio di mesi, è doveroso un confronto per analizzare le giacenze e programmare gli interventi futuri. La distillazione straordinaria può essere uno degli interventi di più semplice e immediata applicazione, ma è una misura emergenziale che deve poter essere applicata a tutti i vini a D.O. e con valori che vengano incontro alle possibili esigenze dei viticoltori di Langa e Roero. Va considerata, inoltre, come un tassello di un Piano di rilancio del comparto che deve essere più ampio e programmato tutti insieme per valutare, anche in considerazione del calo generalizzato dei consumi di vino, eventuali diminuzioni di rese per vini in sofferenza e una maggior spinta all’export attraverso la semplificazione di misure come l’OCM, che sovente sono poco flessibili e quindi non appetibili per le aziende”.
Con queste parole Gian Luca Demaria, presidente della sezione regionale di prodotto Vitivinicoltura di Confagricoltura Piemonte, commenta la lettera sottoscritta da Confagricoltura Piemonte e dai principali Consorzi di Tutela dei vini regionali e indirizzata al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, e per conoscenza al ministro Francesco Lollobrigida, in cui vengono richieste misure urgenti per fronteggiare una situazione definita “tra le più delicate degli ultimi anni”.
Si stima, infatti, che a fine maggio oltre 190.000 ettolitri di vino a Denominazione di Origine risultino ancora invenduti e non contrattualizzati. A farne le spese sono soprattutto i vini a base Barbera, Dolcetto, Moscato e Cortese, che rappresentano colonne portanti della produzione piemontese. Tra questi, i più colpiti sono proprio i vini a base Moscato (circa 100.000 ettolitri) e Barbera, Dolcetto e Cortese (altri 50.000 ettolitri).
Il crollo degli scambi, sia in volume che in valore, è paragonabile alle gravi crisi del 2008 e del 2020, rispettivamente segnate dalla crisi finanziaria globale e dall’emergenza Covid. A ciò si aggiunge una produzione 2024 superiore alla media, il calo dei consumi sia a livello nazionale che internazionale, eventi climatici anomali e l’incertezza legata all’introduzione di dazi statunitensi sul vino europeo. Per far fronte a questa situazione, i Consorzi propongono una misura straordinaria: la distillazione di crisi per i vini a Denominazione di Origine, così da alleggerire le giacenze e stabilizzare il mercato.
“Le ragioni del calo dei consumi inoltre sono molteplici – spiega Demaria -. Su tutte le tante campagne sui presunti danni causati dall’alcool (non sempre propriamente corrette) e le mutate abitudini, specie dei giovani; serve quindi un grande lavoro congiunto per valorizzare la cultura del vino, in sinergia con i ristoratori del territorio”.
“Serve una risposta immediata e concreta – conclude Demaria – per evitare che una crisi congiunturale si trasformi in una vera e propria crisi strutturale del settore”.
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