Villa Verdi di Sant’Agata -Piacenza- è diventata patrimonio pubblico – futura Casa Verdi?

Villa Verdi di Sant’Agata -Piacenza- è diventata patrimonio pubblico – futura Casa Verdi?

By Giuseppe

Lo Stato Italiano da poche ore è ufficialmente proprietario della famosa Villa Verdi con parco, vissuta per 50 anni dal maestro Giuseppe Verdi

Villa Verdi di Sant’Agata -Piacenza -E’ DIVENTATA patrimonio pubblico – futura Casa Verdi?

Piacenza, 2 febbraio 2025

Lo Stato Italiano da poche ore è ufficialmente proprietario della famosa Villa Verdi con parco, vissuta per 50 anni dal maestro Giuseppe Verdi, nella frazione di sant’Agata , in comune di Villanova d’Arda, in provincia di Piacenza.

Fu acquistata nel 1848 dal compositore con i proventi delle sue opere, ristrutturata e ampliata in due anni, sempre migliorata e diventata la casa ospitale di amici, musicisti. Si dice voluta acquistare dal Maestro proprio l’anno stesso, un po’ prima a dire il vero, in coincidenza con l’annessione di Piacenza “Primogenita d’Italia” (prima Provincia) al Regno di Sardegna, il nascente Stato italiano.
Questo a testimoniare proprio la “partecipazione” di Verdi alla costituzione dell’Italia, in quanto anche amico ed estimatore di Cavour. Qui vi visse con la seconda moglie, rimasto vedovo giovane, Giuseppina Strepponi, cantante, ma soprattutto scrittrice degli appunti, lettere, note del Maestro. Bauli di documenti originali, storici, privati e pubblici (Verdi fu anche consigliere provinciale di Piacenza e rappresentante in Parlamento del collegio di Piacenza e Parma) che erano nella Villa, tutt’ora presso l’Archivio di Stato. ovviamente pronti per tornare “tutti” nel luogo dove sono stati scritti e dove hanno vissuto per quasi 150 anni.
Villa e parco in stato di degrado perchè mai ristrutturata da nessuno, da due anni e mezzo chiusa perchè andata più volte all’asta nessuno ha deciso di comperarla. L’intervento dello Stato, voluto dal Ministro della cultura, prima Sangiuliano e poi confermato da Giuli, è un atto dovuto per dare futuro a un patrimonio collettivo e diffuso unico nazionale. Attorno a questa Villa,  Giuseppe Verdi possedeva e conduceva, come agricoltore, appassionato innovatore competente, ben 1300 ettari: un latifondo in cui si produceva frutta, ortaggi, bestiame e il famoso latte per produrre nel caseificio locale il “furmai piasentino”, diventato il grande Dop Grana Padano.   
 
Consegna delle chiavi del cancello, villa e pertinenze (anche un’attiva cantina con botti di legno) avvenuta fra Maria Luisa Laddago, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza ;  Luciana Scrivano, dell’Agenzia del Demanio e Romano Freddi, sindaco di Villanova, oltre ai rappresentanti legali di due degli eredi e a un gruppo di “amici”,  giornalisti e rappresentanti del comitato nazionale “Giuseppe Verdi, la sua epoca, la sua terra“.   
“Oggi è una giornata importante, perché la villa, tramite l’esproprio, passa dal Demanio allo Stato. Abbiamo immediatamente stanziato 370.000 euro di finanziamento per procedere ai primi lavori urgenti. I primi lavori di messa in sicurezza cominceranno molto presto, probabilmente a marzo. Saranno interventi speditivi utili al passaggio ai musei” queste le parole della soprintendente Maria Luisa Laddago.  Nonostante l’esproprio, non è stata ancora trovata un’intesa totale sull’indennizzo ai 4 eredi. Si parla di quasi 8 milioni di euro, ma due eredi non sono d’accordo.
Ovvio che il Comitato Giuseppe Verdi plaude alla conclusione dell’iter di acquisizione e all’immediato avvio dei primi lavori.  “E’ un primo grande passo e segnale – dice Giampietro Comolli, presidente del comitato – che lo Stato e il Comune di Villanova vogliono ridare vita a un luogo-patrimonio assoluto, internazionale, simbolo di un grande compositore, ma anche di un grande uomo risorgimentale, benefattore, ospitale, amante della sua terra. Per questo come comitato abbiamo previsto nel 2025 e 2026, presunto anno di apertura della <<Casa Verdi>> come ci piace già chiamarla, diversi supporti e iniziative per dare a Verdi una posizione unitaria e condivisa, senza campanilismi e gelosie di istituzioni, fra Busseto, Piacenza, Cremona, Milano, Genova… i luoghi frequentati.”   

L’assemblea recente del Comitato ha stabilito le seguenti iniziative a supporto del lavoro “pubblico” e in piena sintonia e succedaneo alla progettualità del Ministero della Cultura:

1) individuare un logo-brand che unisca Verdi-Terra-Epoca-Luoghi;
2) prevedere in Piacenza alcune “opere” fisiche durature come un monumento e la definizione dell’albergo san Marco frequentato dal Maestro per anni;   
3) massima disponibilità per dare “vita” a una  “Casa Verdi” di sant’Agata che esponga le carte originali del Maestro e raccolga anche archivi, collezioni importanti di privati cittadini;   
4) creare un itinerario verdiano socio-culturale agricolo alimentare da Piacenza a Sant’Agata e a Busseto ; 
5) stimolare la formazione di docenti nelle scuole dell’obbligo nazionali alla musica e contenuti  teatrale e operistica;
6) guardare alle giovani generazioni che non conoscono Verdi, uomo-musicista e figura risorgimentale quale rivitalizzazione socio-culturale, moto attuale; 
7) indire una riunione pubblica con politici e i sindaci locali perchè vi sia un impegno strategico e sistemico collegato al patrimonio verdiano  e alla “Casa Verdi”.


 

Giuseppe Verdi, figura centrale per cultura e attrazione
Giampietro Comolli:
i piacentini si stanno attrezzando per rivitalizzare il grande maestro e uomo. Come comitato stiamo cercando tutte le sinergie e collaborazioni possibili. siamo aperti ad ogni supporto e sostegno per dare a Verdi quella “posizione e figura2 che merita nella cultura e nella attrazione turistica un piacentino di adozione e putativo di grande valore umano e morale. la sua filantropia, mecenatismo e beneficenza è stata molto ampia a Piacenza, Genova e Milano. Per questo che il comitato sta pensando alla grande, più di alto profilo, un impegno più di livello nazionale, allargando i confini strettamente cittadini perchè sia riconosciuta – al di la delle parole e immagini – la vera piacentinità del  maestro.
Con il supporto dell’assessore alla cultura della città di Piacenza Christian Fiazza abbiamo deciso, come comitato, di individuare un brand-immagine identitario del comitato nazionale verdiano, con diverse strutture tecniche e scolastiche nazionali ed europee, ma soprattutto piacentine anche tramite un PCTO attivo già con il liceo artistico Cassinari.  Senza dimenticare anche altre scuole provinciali e bussetane che possono essere coinvolte. Ovviamente, come Comitato,  il tutto deve svolgersi con la partecipazione anche del sindaco e assessore del comune di Villanova dove si trova villa Sant’Agata e a tutti i comuni limitrofi già frequentati e vissuti da Verdi agricoltore. Questo il tema di un concorso di idee già lanciato e avviato.
Si sta ragionando di sottoporre gli elaborati finali  di questo progetto direttamente i piacentini che, individuando la formula maggiormente partecipata, possano tare ed esprimere un giudizio delle opere che già hanno passato una commissione o giuria di esperti e tecnici di grafica, disegno, immagine. Questo deve servire e aiutare anche a porre maggiore attenzione su tutto il materiale, opere, arredi in Villa Verdi e per questo ci impegniamo in primis perchè i tempi di ri-apertura di “casaVerdi” siano brevi.
Come comitato stiamo anche pensando a realizzare una mostra di cimeli, arredi, documenti, estratti, giornali, riviste che ci vengono segnalate e messe a disposizione da diversi privati appassionati di Verdi , compreso le lettere originali firmate da Verdi, al fine di comporre ed essere messe a disposizione di una “asta Verdi” fra collezionisti e appassionati in tempi brevi. Asta che potrebbe avere luogo in occasione di una mostra o esposizione o catalogazione archivistica delle opere e del maestro, magari in concomitanza  – così spera il comitato – alla Trilogia delle opere verdiane al Municipale prevista per questo autunno nell’ambito del cartellone del Teatro.
Una ipotesi che ovviamente deve trovare conferma dalle autorità cittadine.
Il ricavato dell’asta, scorporato quanto dovuto e/o richiesto dai legittimi proprietari, potrebbe entrare nel fondo di ristrutturazione e gestione di Villa Verdi quando verrà aperta, come è già stato fatto per i 14 concerti nazionali di cui uno a Piacenza. Oppure potrebbe essere un fondo iniziale per realizzare – anche a Piacenza, finalmente! – un monumento dedicato all’Uomo Verdi in città di Piacenza. Come comitato osiamo proporre anche una localizzazione: davanti al Municipale?
Il tutto sarà dettagliato a breve. Il comitato auspica che il tutto avvenga sotto l’egida e il contributo dello stesso assessore alla cultura e ad altre figure piacentine,  con tutti i risvolti attrattivi anche in ambito turistico e di rivitalizzazione che un evento “più sociale civile” può mettere in campo ed essere anche stimolo di approfondimento dei più giovani musicisti piacentini e  di tutte le nuove generazione che ” non conoscono bene” Giuseppe Verdi
Chi volesse più informazioni o avesse opere e documenti utili per il programma, può rivolgersi direttamente al comitato “Giuseppe Verdi, la sua epoca, la sua terra” che ha sede a Piacenza e una filiale già aperta a Busseto in corso Roma.

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
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