Zaia a Sial di Parigi: “Pronti ad affrontare la crisi”

 

Parigi – Si parla molto della crisi; crisi dei consumi, crisi delle esportazioni, crisi finanziaria, al Sial di Parigi, il più grande salone dell’agro-alimentare in Europa
dove, anche quest’anno, la presenza italiana è massiccia.

I 280 produttori italiani hanno ricevuto oggi la visita del ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, venuto con dati positivi alla mano: “il settore saprà reagire bene – ha
assicurato e rassicurato – e avrà i fondamentali per difendersi dalla crisi. Prima che possa soccombere il nostro agroalimentare, c’é una lunga lista di comparti
agroalimentari non nostri che dovranno soccombere”.

La nostra forza, dice, è “qualità, storia, territorio”. Ma dietro i sorrisi e gli stand che mostrano le specialità Made in Italy c’é un velo di
preoccupazione.

“La crisi c’é e si sente”, sostiene Federica Medda della casa vinicola Crisera, di Reggio Calabria. “Fino a cinque-sei anni fa non si stava fermi un attimo – continua – ora
è un mortorio. Non si vende, la gente ha paura. La crisi è un fatto storico va affrontata stringendo i denti, prima o poi passerà”.

Sono in molti qui a pensarla come lei, con lo stesso sentimento di impotenza, ci si chiede quanto durerà. Come Silvana Bruna del Frantoio Bianco di Imperia, 30 anni di fiere alle
spalle, che rispetto agli altri anni ha notato “una presenza internazionale meno importante. Mancano gli americani – dice – i giapponesi sono pochi. Persino il movimento dei paesi
dell’Est europeo, che si cominciava a vedere, quest’anno è diminuito”.

Vendite con l’estero che crollano, contatti nuovi sempre più rari; per alcuni dei produttori italiani che si trovano a Parigi il Sial 2008, che si chiude tra due giorni, non
avrà apportato molto. Quelli più preoccupati, i produttori di olio, di aceto balsamico, di latticini: “é dura – dicono nello stand di un caseificio campano che
produce mozzarella di bufala – per noi la crisi è doppia, perché in più c’é quella settoriale”.

Più ottimisti i produttori di pasta: “la qualità ci aiuta”, afferma Rita Russo della Garofalo. Oggi il ministro Zaia ha visitato gli stand uno per uno, ha stretto mani,
discusso con tutti. Molti ritorneranno a casa con una foto ricordo e con una richiesta di aiuto lanciata al ministro: continuare la lotta alla contraffazione, semplificare la burocrazia
dello stato, elaborare delle direttive specifiche per i settori che risentono più degli altri della crisi. Al termine di una visita durata un paio di ore, Zaia ha detto di loro
che sono “imprenditori seri” e che, secondo lui, “sapranno affrontare queste difficoltà. Noi vogliamo guardare avanti ed essere positivi”.

Il ministro ha anche ribadito che difenderà la tipicità italiana nei negoziati Ue: “difenderemo l’ Europa dei produttori di mozzarella di bufala Dop, dei produttori di oli
seri, di comparti specifici come l’olio balsamico di Modena”. Ha inoltre ribadito il principio della ‘tolleranza zero’: “chi non rispetta i produttori ed i consumatori – ha detto –
sarà punito”.

Tra le prossime misure, un decreto per rendere obbligatoria la menzione ‘prodotto italiano’ sulle confezioni: “per questo mi rimetto alla volontà del consiglio dei ministri – ha
detto Zaia – ma se il decreto passerà sono convinto che di fronte ad una tale dicitura il consumatore saprà cosa scegliere”.

Luana De Micco (ANSA).

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