Zaia: “Vogliamo difendere la tipicità dell’agroalimentare italiano nei negoziati UE”

 

Parigi – “Nei negoziati Ue vogliamo difendere l’Europa dei produttori di mozzarella di bufala Dop, dei produttori di olio seri, di comparti specifici come l’aceto balsamico di
Modena. Abbiamo di fronte l’Europa che pratica una politica che tende a omologare ogni tipo di prodotto. A questo noi opponiamo un agroalimentare di qualità che si fonda sulla
specificità del territorio”.

Lo ha detto il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, a margine alla visita del Sial (Salone agroalimentare) di Parigi, dove ha incontrato i 280
produttori italiani che qui hanno uno stand.

“In questo contesto – ha aggiunto il ministro – abbiamo anche la necessità di avere mano libera per fare interventi sul mercato da una parte, e dall’altra di continuare con
questo nuovo corso della ‘tolleranza zero’. Chi non rispetta i produttori e i consumatori va punito”.

Molti dei produttori italiani hanno espresso al ministro la propria preoccupazione chiedendogli di intervenire in questo momento di crisi, sentita nel settore più da certi
comparti che da altri: “Non sono il ministro dell’Agricoltura, sono il ministro del pronto soccorso agricolo italiano – ha detto Zaia – alzi la mano chi può dire che c’é
un comparto dell’agricoltura che va bene. Questa è la realtà di un’Europa che ha programmato male e ha letteralmente massacrato la nostra agricoltura”.

Quali le prossime misure?

“Il negoziato in Europa, che si chiude il 17-18 novembre, ci permetterà di avere risorse fresche” ha risposto il ministro, aggiungendo che “poi c’é la possibilità
di far passare – e qui mi rimetto alla volontà del consiglio dei ministri – un decreto per l’obbligatorietà della dicitura ‘prodotto italiano’ sulle etichette dei
prodotti. Se questo decreto passerà avremo la certezza del ‘prodotto di origine italiana’ e sono convinto che di fronte a questa dicitura il consumatore saprà cosa
scegliere. Auspico quindi una decisione che, se sarà positiva, confermerà la volontà unanime di difendere tutta la nostra agricoltura”.(ANSA).

 

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