Crisi mutui: Faissola (ABI), il capitale pubblico non è entrato in banche

 

Roma – Per il presidente dell’Abi Corrado Faissola “il capitale pubblico in Italia non è ancora entrato nel capitale delle banche”.

“Non lo dico in termini critici – ha spiegato Faissola – ma é giusto ricondurre alla realtà concreta talune affermazioni che ho letto oggi sui giornali. Le banche italiane
– ha aggiunto il presidente dell’Abi – non hanno ancora avuto bisogno di interventi da parte del governo”.

“Gli strumenti che lo Stato ha messo a disposizione, quale la garanzia sui prestiti obbligazionari, saranno certamente utilizzati da parte delle banche che lo riterranno opportuno e
sono finalizzati – ha concluso Faissola – ad offrire vantaggi alle imprese private”.

Secondo Faissola, inoltre, il rischio di scalate ostili, soprattutto da parte di capitali esteri, “in termini astratti può riguardare anche le banche italiane”, ma il governo sta
studiando “adeguati provvedimenti”.

“La struttura dell’azionariato delle principali banche italiane quotate – ha spiegato Faissola a margine di una conferenza stampa – mi sembra sia molto solida, quindi al momento il
rischio di scalate è soltanto ipotetico”.

“Come sempre – ha concluso il presidente dell’Abi – è però opportuno cercare di anticipare il rischio attraverso adeguati provvedimenti che, per quanto di mia conoscenza,
sono allo studio del governo”.

“La possibilità di ingresso dei fondi sovrani nel capitale delle banche italiane, invece, “dev’essere valutata caso per caso, in termini specifici da parte dei
soggetti che sono interessati”, ha spiegato Faissola.

“Il problema non è associativo – ha spiegato Faissola – ma riguarda le singole banche, tenendo conto che i principali gruppi bancari italiani si contano sulle dita di una sola
mano. Alcuni di essi hanno anche una struttura di azionariato particolare, come le banche popolari, per cui il problema – ha concluso il presidente dell’Abi – non può essere
affrontato, almeno da parte associativa, in termini generali”. (ANSA).

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