Venerdì Santo, 70% degli italiani mangia pesce, il 6% sceglie il digiuno

Venerdì Santo, 70% degli italiani mangia pesce, il 6% sceglie il digiuno

Il rispetto delle norme religiose e la crisi spingono gli italiani verso il pesce. Lo dice Coldiretti, in base ai dati raccolti tramite il sondaggio ospitato da www.coldiretti.it.

Allora, per le scelte alimentari del Venerdì Santo, il pesce è ben saldo al comando. Questa la scelta per il 70% del campione, con una quantità totale stimata in 25 milioni
di chili ed una spesa di 200 milioni di Euro. Come ricorda Coldiretti, i motivi sono essenzialmente due.

Il primo è il precetto cattolico, spesso accettato ed amato anche dalla famiglie non praticanti.

Il secondo è la crisi, che spinge le persone ad alimenti meno cari, in particolare “Il pesce azzurro, dalle alici alle sardine fino agli sgombri venduti a prezzi contenuti secondo i
criteri di sobrietà richiesti dalla ricorrenza, senza tuttavia rinunciare al gusto e alla salute per l’elevato contenuto di grassi insaturi e in particolare del tipo omega tre”.

Non va poi dimenticata la tradizione, che spinge i cittadini a preparare il pesce secondo i gusti del territorio. Nascono così una varietà di ricette: “La pasta con le sarde in
Sicilia, le tradizionali zuppe di pesce che assumono nomi differenti a seconda delle regioni, fino alle ricette più classiche come le alici scottadito o in sapor, tipica del Veneto, le
seppie con i piselli, le uova col tonno o gli spaghetti al ragù di mare”.

Aldilà del gusto personale, è però sempre bene verificare la qualità. Ecco allora i consigli Coldiretti: comprare dal pescatore (se possibile) e verificare
l’etichetta, dando attenzione a zona di pesca, scegliendo “Fao 37”, che identifica il Mediterraneo. Infine, analizzare l’animale: la carne deve essere elastica, le branchie devono essere umide
e di colore rosato, gli occhi vivi ed umidi, l’odore limitato. Infine, è bene evitare i pesci privi di testa e pinne.

Matteo Clerici

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