Vacanze in Italia, tra arte, cultura e prezzi gonfiati

Vacanze in Italia, tra arte, cultura e prezzi gonfiati

Siete cittadini stranieri e volete venire in Italia per una vacanza? Benissimo.

Oltre paesaggi mozzafiato, gastronomia da record ed un patrimonio artistico invidiabile, mettente in preventivo di incontrare un’altra specialità nostrana: i conti gonfiati.

E tale particolarità non risparmia manco chi in Italia ci vive.
Lo sa bene Barbara, milanese di 37 anni,che per una romantica cenetta a due si è vista presentare un conto di 954 Euro al ristorante. Per la signora, tutto è iniziato quando “Dopo
che avevamo ordinato, il cameriere ha ritirato i menu e ci ha chiesto se nell’attesa gradivamo degli antipasti. Abbiamo risposto sì. Mai avremmo immaginato fossero così costosi”.
Nonostante le perplessità la signora ha pagato: “Non volevo rovinare la serata e rischiare la rissa, cosa probabile se solo l’avessi detto al mio uomo”. Ora, Barbara si è rivolta
per aiuto ad Altroconsumo, ma non è molto ottimista: “Spero solo che abbiano quello che si meritano, non posso pensare che siano in buona fede”.

A dir la verità, il menù a base di sorprese sgradite, ristoratori tra la furberia e la truffa e conti indigesti è inizato non a Milano, ma a Roma, dove due fidanzati
giapponesi si sono visti presentare un conto di 695  Euro(di cui 115 mancia). Detto questo, tali inconvenienti sono diffusi in tutta Italia.

Mangiando senza pensieri, può così capitare di pagare 64 Euro per 2 birre, una bibita ed un gelato. Oppure di pagare 30 Euro per 3 panini al salame. O ancora dover sborsare 6 Euro
per un gelato e 5 per una bottiglietta d’acqua.

Secondo Giuseppe Roma, direttore del Censis, tale “salatura” dei conti è pero più probabile” Nei posti più belli, dove la gente tanto li visita lo stesso. Londra rispetto a
Roma ha attrattive minime, eppure ha saputo applicare al turismo logiche industriali, di business. L’Italia vive di inerzia, di rendita. Non vengono più gli americani scottati? Ci sono i
russi, poi i giapponesi, i cinesi…”.

Ma, geografia turistica a parte, è meglio che i consumatori imparino a difendersi. 

Primo e più importante, controllare il conto:”Negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni chi invita, anche se ha ospiti importanti, al momento di pagare controlla voce per voce” ricorda
Fiammetta Fadda, critico gastronomico.
Sulla stessa linea di pensiero il presidente di Altroconsumo Paolo Martinello, che specifica: “Anche nei ristoranti meno cari riscontriamo consigli buttati lì quasi a caso per aggiungere
voci all’ordinazione, vedi un vino di benvenuto o un antipasto, che poi si rivelano fregature. Molti cercano di approfittare dei clienti avventizi, che non sono solo turisti ma anche chi si
vuole concedere una serata particolare. Il mio consiglio è di non pagare e chiamare le forze dell’ordine”.

Anche i ristoratori sembrano però scontenti di quei colleghi, il cui comportamento macchia un’intera categoria. A preannunciare movimenti è Edi Sommariva, direttore generale della
Fipe-Confcommercio: “Un marchio che impegni il ristoratore a seguire i clienti in una scelta più consapevole, con sanzioni amministrative e gogna mediatica in caso di inosservanza. E un
comitato di conciliazione, istituito con la collaborazione di Federconsumatori, Adiconsum e Movimento difesa del cittadino, per gestire i conflitti tra imprese e clienti in tutta Italia. Noi
per primi non vogliamo mele marce nella nostra categoria”.

Matteo Clerici

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