Una guarigione dolce. Come il miele

Una guarigione dolce. Come il miele

Uno dei problemi più sgradevoli della medicina attuale è la resistenza ai farmaci sviluppata da molti virus e batteri.

Questo si traduce in un aumento delle spese per la ricerca e lo sviluppo (nei Paesi ricchi) o in una crescita della mortalità e della morbilità tra i pazienti (nei Paesi poveri).

Ora, la scienza ha scoperto come una particolare qualità di miele possa essere usata nella cura delle ferite infette, grazie alla sua azione antibiotica naturale.

A dirlo, uno studio di ricercatori della Nuova Zelanda, pubblicato sul “European Journal of Clinical Microbiological Infectious Diseases”.

Gli scienziati affermano di essersi ispirati alla medicina tradizionale della loro terra, che da secoli usa il miele dei fiori di Manuka (Leptospermum Scoparium).

Le loro analisi mostrano come il miele sia efficace contro diversi agenti patogeni, rimuovendo il tessuto morto, favorendo la guarigione e riducendo dolore e cicatrici.

A differenza dei prodotti medici artificiali, inoltre, il miele non provoca effetti collaterali di tossicità e, cosa altrettanto importante, non genera batterio resistenza nei suo
“avversari” biologici.

Matteo Clerici

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