Influenza suina e malaria. Tra pandemie di seria A e stragi di serie B

Influenza suina e malaria. Tra pandemie di seria A e stragi di serie B

Nel passato recente,il mondo è stato colpito da tre malattie, a larga diffusione territoriale.

Nelle previsioni degli esperti, il loro virus doveva provocare milioni di morti; in concreto, la loro diffusione ha riguardato solo alcuni migliaio di casi.

La quarta ad aggiungersi all’ elenco (secondo i medici) dovrebbe essere l’ influenza suina.

La prima di tali “promesse mancate” è stata l’ encefalite spongiforme bovina (BSE).

Segnalata per la prima volta nell’ Inghilterra degli Anni ’80, fa parte di quella specie di malattie, che colpiscono animali ed esseri umani, che colpiscono il sistema nervoso facendo assumere
al tessuto nervoso cerebrale un aspetto caratteristico che al microscopio appare spugnoso.

Periodo d’ incubazione: 5 anni di media.

Secondo il Ministero della salute, ci sono stati 120 casi: 113 in Gran Bretagna, 5 in Francia, uno in Irlanda e uno in Italia.

L’ influenza aviaria si è diffusa tra i volatili (anatre, oche, uccelli marini, cigni, tacchini, polli) ed è stata rilevata inizialmente nel 1996, nella provincia di Guandong-Hong
Kong.

A livello animale, centinaia di milioni sono morti di malattia e 140 milioni sono stati eliminati per contenere il contagio.

Gli esperti dell’ OMS hanno anche calcolato la diffusione tra novembre 2003-aprile ’09: 421 casi e 257 morti.

La SARS (Sindrome respiratoria acuta severa): nel lasso di tempo dal 26 febbraio a luglio 2003 tale morbo ha toccato circa 30 tra Paesi e zone del mondo, mettendo radici però solo in
6.

La modalità di trasmissione è sempre uguale: un paziente infetta gli altri malati è spesso anche i medici (20% sul totale dei contagiati).

Ad oggi, il bollettino sanitario parla di 8439 pazienti e 812 morti.

Ottimisti i sanitari dell’ OMS che affermano: “Siamo vicini ad averla allontanata dagli esseri umani”.

La dottoressa Emanuela Zamparo, presidente della Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni spiega così la situazione: “Queste grandi emergenze pandemiche hanno
avuto il merito di abituare le autorità a gestirle, a sorvegliarle, a tenerle sotto controllo. A mettere in atto misure preventive efficaci. Ma bisogna ammettere che hanno avuto nei
media una grande cassa di risonanza. Sicuramente sono patologie da tenere sotto controllo, ma bisogna pensare ad AIDS, malaria, morbillo e diarrea. Malattie che oggi uccidono milioni e milioni
di persone al mondo”.

Riguardo all’ AIDS, l’ UNICEF ritiene che esistano 33,2 milioni di ammalati: di questi sieropositivi, 2,1 sono bambini sotto i 15 anni, di cui il 90% vive nell’ ‘Africa sub-sahariana.

La situazione italiana, dal 1982 (anno in cui il morbo fu scoperto) al 2004 è stato di 53.000 casi, di cui 33.000 con esito letale.

Secondo gli esperti, nella penisola ogni anno 3500-4000 persone circa sono colpite da HIV, ed il 50% sviluppa la malattia vera e propria.

Preoccupante come, dal 2001, i casi di AIDS conclamata abbiano cessato di diminuire.

La malaria in Africa uccide ogni giorno 3.000 bambini, la maggior parte sotto i cinque anni.

Particolarmente colpita la Sierra Leone, dove provoca il 40% dei decessi dei bambini.

Il Morbillo è messo all’ angolo ma non ancora sconfitto.

Secondo le ultime stime (risalenti al 2005), nonostante la riduzione, il numero dei morti rimaneva ancora alto:345.000.

Matteo Clerici

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