Una carta antibatterica di grafene per difendere gli alimenti
23 Luglio 2010
La carta antibatterica ha diverse applicazioni. Tra le tante, può essere usata per conservare gli alimenti e forse anche per render più puliti i piedi: è nociva per i
batteri, ma innocua per uomo (e pietanze).
E’ quanto sostiene una ricerca della Chinese Academy of Sciences (di Shanghai, Cina) diretta dal professor Chunhai Fan e pubblicata su “ACS Nano”.
La fibra antibatterica in questione è opera di alcuni scienziati britannici, che nel 2004 né certificano le caratteristiche e le danno il nome di grafene. Da subito, il grafene ha
trovato applicazione commerciali, specialmente per le celle solari, e nel campo dell’informatica (PC e sensori).
Il team della Chinese Academy ha invece voluto verificare l’effetto della fibra su cellule viventi. A tale scopo gli studiosi hanno preparato dei fogli di grafene, dopodiché hanno
posizionato sulla superficie sia batteri che cellule umane.
Nonostante entrambi gli elementi siano stati sviluppati, è emerso come i batteri erano impossibilitati a crescere, mentre le cellule umane prosperavano, con pochi effetti collaterali.
Commenta il professor Fan: “Dato l’effetto antibatterico superiore dell’ossido di grafene e il fatto che possa essere prodotto in serie e facilmente elaborato per produrre una carta flessibile
a basso costo, ci aspettiamo che questo nuovo nano-materiale di carbonio possa trovare importanti applicazioni ambientali e cliniche”.
Allora, il ricercatore ritiene che la carta antibatterica possa essere impiegata per la conservazione degli alimenti, in modo da tenere il cibo sano ed evitare infiltrazioni di batteri. Oppure,
potrebbe trovare spazio nel campo della cura del corpo, magari con scarpe in grado di tener lontano il cattivo odore causato dai batteri presenti nei piedi.
Fonte: Wenbing Hu, Cheng Peng, Weijie Luo, Min Lv, Xiaoming Li, Di Li, Qing Huang and Chunhai Fan, “Graphene-Based Antibacterial Paper”, ACS Nano, Articles ASAP (As Soon As Publishable),
Publication Date (Web): July 1, 2010 (Article), DOI: 10.1021/nn101097v
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo




