I cibi a km zero sono una bufala

I cibi a km zero sono una bufala

Attilio Scotti:

Sono profondamente convito che il consumo di prodotti della terra avvenga direttamente sul territorio: una regola saggia che evita lunghi viaggi e inquinamenti vari.

Siamo stufi degli asparagi cileni, dell’aglio cinese, del basilico nord coreano e della mozzarella made in Germany. Purtroppo questa parola oggi usata da molti ristoranti o agriturismi risulta
essere solo una parola vuota.

Mi sono fermato, qualche giorno fa, in un agriturismo sulle colline del lago di Iseo (che in pratica è un ristorante) e che propone cibi e verdure a chilometri zero, (testualmente
scritto sul menu: nel nostro agriturismo i nostri piatti sono preparati con verdure, carni e ingredienti prodotti nelle nostre terre, i formaggi sono del nostro caseificio artigianale).

Salvo poi a verificare che il pollame arriva da un allevamento di Trento, il vino dalla Sicilia (lo sfruttatissimo Nero d’Avola) e le verdure, salvo qualche ravanello, arrivano dal Sud Italia
(mozzarella compresa ).

Quanto segnalato non è un caso isolato, è maggioranza:

il KM ZERO  è solo uno slogan.

E quei pochi seri agriturismi che consegnano veramente i prodotti della loro terra a veri chilometri zero sono spesso isolati, per la giusta coerenza che non permette loro una grande scelta di
piatti, in quanto vincolati a quanto produce il loro territorio.

Ecco perchè cito un agriturismo occitano, La Virginia in quel di Revello (Cuneo) che ha il coraggio di proporre un menu improntato unicamente sui prodotti del territorio e veramente a
chilometri zero.

E come la Virginia di Revello si contano sulla dita di una mano i veri agriturismi a chilometro zero.

Attilio Scotti
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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