Test intolleranze alimentari, quali sono i sintomi e gli esami da fare

Test intolleranze alimentari, quali sono i sintomi e gli esami da fare

Sempre più frequentemente è attribuita la responsabilità del gonfiore addominale e della cattiva digestione a possibili intolleranze alimentari. La diagnosi viene ricercata spesso attraverso test non validati scientificamente proposti da figure non competenti. Va subito precisato che non esiste un vero test che consenta di accertare un’intolleranza alimentare.

Se si sospetta una reazione allergica in seguito all’ingestione di uno o più alimenti è necessario rivolgersi al proprio medico, che valuterà l’invio allo specialista medico competente. Solo uno specialista, come ad esempio il gastroenterologo, è in grado di valutare quali esami prescrivere per formulare la diagnosi più corretta.

Un discorso a parte meritano la celiachia (un’intolleranza cronica al glutine) e l’intolleranza al lattosio. Entrambe sono diagnosticabili con test specifici. L’intolleranza al lattosio è oggi molto diffusa, ma fortunatamente è facile da gestire, basta eliminare il latte i suoi derivati (eccetto i formaggi molto stagionati, che sono pressoché privi di lattosio come il parmigiano reggiano e il grana padano a 24-36 mesi). Se per gli intolleranti al lattosio qualche strappo alla regola è comunque concesso, non si può dire lo stesso per i celiaci. Anche solo una piccola contaminazione o un granello di glutine è dannoso.

Sintomi delle intolleranze alimentari

I sintomi di un’intolleranza alimentare possono essere diversi, quali:

  • Gonfiore
  • Dolori addominali
  • Diarrea
  • Perdita di peso
  • Dermatiti
  • Vomito
  • Sangue nelle feci
  • Mal di testa
  • Difficolta respiratorie
  • Insonnia

I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono piuttosto simili e solitamente fanno la loro comparsa dopo aver mangiato alimenti che contengono lattosio, ma possono cambiare da soggetto a soggetto. Esistono, infatti, vari gradi di intolleranza al lattosio e dipendono da quanto è consistente il deficit enzima lattasi, un enzima deputato all’assimilazione degli zuccheri che compongono il lattosio: galattosio e glucosio.

Il sintomo per eccellenza della celiachia invece, è la stanchezza, che è molto frequente, ed è spesso accompagnata dall’anemia sideropenica, da attribuire alla carenza di ferro, che nel caso dei celiaci, è una diretta conseguenza del malassorbimento.

Tipi di test per le intolleranze alimentari

Il primo passo per diagnosticare un’intolleranza alimentare è rivolgersi a un medico specialista competente, che con la sua esperienza e ascoltando i sintomi descritti, può arrivare a una diagnosi e suggerire una terapia adeguata. Nella maggior parte dei casi, infatti, basta correggere le abitudine dietetiche. Anche perché solitamente non è un singolo alimento a provocare dei disturbi, ma la combinazione di cibi diversi tra loro. È il caso ad esempio, degli alimenti che fermentano. Per eliminare i fastidi, infatti, basta ridurne l’assunzione.

Se poi lo specialista ritiene che sia necessario approfondire gli esami, i test più attendibili sono quelli cutanei, come il prick test e il prelievo del sangue finalizzato alla ricerca di IgE specifiche per diversi alimenti verso cui è alto il sospetto di allergia. Essere positivi per il dosaggio delle IgE specifiche e/o prick test tuttavia, può indicare solo una sensibilizzazione nei confronti dell’alimento. L’interpretazione quindi, è affidata allo specialista.

Chi sospetta di essere intollerante al lattosio può sottoporsi al test del respiro (breath test), un esame non invasivo, che consiste nell’analisi dell’aria espirata dal soggetto prima e dopo la somministrazione di una dose di lattosio. Quando lo zucchero del lattee non viene digerito, infatti, comincia a fermentare, causando un’iperproduzione di idrogeno. Il test genetico invece, valuta la predisposizione genetica all’intolleranza al lattosio. In ogni caso un risultato positivo al test non rappresenta una conferma dell’intolleranza, ma solo un maggior rischio a svilupparla rispetto ai soggetti che risultano negativi al test.

La celiachia può essere diagnosticata attraverso un esame del sangue per la ricerca di particolari anticorpi altre molecole, che indicano la sensibilità della persona al glutine: transglutaminasi anti-tissutale (tTGA), anticorpi anti-endomisio (EMA), anticorpi antigliadina (AGA). Se i livelli sono elevati c’è un’alta probabilità che la persona sia affetta da celiachia. Questo semplice esame del sangue inoltre, serve a escludere altre malattie con sintomi simili, come la sindrome da colon irritabile e il morbo di Crohn. Possono essere necessari anche altri test come l’esame delle feci, il breath test al sorbitolo e limitatamente ai casi più complessi, il ricorso alla biopsia duodenale, che è un esame abbastanza invasivo.

Analisi intolleranze alimentari da cui diffidare

I test per intolleranze alimentari non validati scientificamente sono:

  • Dosaggio IgG4
  • Test citotossico
  • Alcat test
  • Test elettrici (vega test, bioscreening, biostrengt test, ecc.)
  • Test kinesiologico
  • Dria test
  • Analisi del capello
  • Iridologia
  • Biorisonanza
  • Pulse test
  • Riflesso cardiaco auricolare

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