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Trastevere Pesce in Piazza dal 15 al 17 dicembre – Ritorna per il secondo anno

Trastevere Pesce in Piazza dal 15 al 17 dicembre – Ritorna per il secondo anno

By MaurizioCeccaioni

Pesce in Piazza 2022, per consumi consapevoli e rispetto del mare.

 

Ritorna per il secondo anno Trastevere Pesce in Piazza – a Roma dal 15 al 17 dicembre in concomitanza con l ‘Anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura’.

di Maurizio Ceccaioni

Non poteva andare diversamente, dato che il 2022 sta terminando e ci avviciniamo alla Vigilia di Natale, quando tutti vanno alla ricerca di pesce per la “cena di magro”, un’usanza popolare tramandata da generazioni nel nostro paese, che per molti studiosi ha poco a che vedere con la religione. Il 2022 è stato un anno che ci ha visti “uscire” dalla pandemia ma ci ha portato una nuova “guerra in casa”. Però è stato anche quello che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato come ‘Anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura’.

Allora, facendo i conti cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche perché un’occasione ghiotta in tutti i sensi ce la fornisce  Pesce in Piazza, una manifestazione che punta alla valorizzazione e promozione del consumo consapevole del pesce dei mari italiani e che dal 15 al 17 dicembre 2022, con orario continuato 10-20 e ingresso gratuito.

Tensostruttura area multimediale a Pesce in Piazza 2021

Il luogo scelto per quest’anno si trova sempre a Trastevere, uno dei più antichi e frequentati rioni storici della Capitale, ma non sarà Piazza Mastai come nella prima edizione, bensì Piazza San Cosimato, alle spalle della Basilica di Santa Maria in Trastevere, cuore pulsante del rione e della solidarietà, con l’attigua sede della Comunità di Sant’Egidio.

Pesce in Piazza’ sarà una tre giorni culturale, gastronomica e divulgativa all’insegna del mondo ittico, per promuovere in tanti modi la biodiversità del più grande microcosmo del pianeta e dare una nuova vita al nostro mare. Un evento, che tratterà sia dei pesci freschi dei nostri mari, che dei prodotti ittici provenienti dalle nuove forme di acquacoltura sostenibile. Un’attività zootecnica iniziata in modo industriale a cavallo degli anni 70-80 del 900, ma molto praticata nell’Antica Roma, dove nei vivarium piscium (o piscina) si allevavano in particolare anguille, murene, cefali, triglie, ostriche e molluschi vari, scampi, aragoste e astici, orate e polpi. Un’attività che oggi può offrire enormi potenzialità di sviluppo a livello mondiale, per soddisfare almeno in parte la richiesta crescente di prodotti ittici dovuta al repentino aumento della popolazione e che la Fao, l’organizzazione Onu con sede a Roma che si occupa di alimentazione e agricoltura, ha stimato fino a circa 40 milioni di tonnellate in più al 2030.

Vari tipi di pesce da frittura sui banchi di questi giorni

«La seconda edizione di Pesce in Piazza vuole insistere sull’attenzione ai consumi ittici durante il periodo dell’anno in cui si consuma più pesce» – ha detto Francesca Rocchi che cura la direzione artistica della manifestazione. La data di ‘Pesce in Piazza’ non è stata scelta a caso ma a ridosso delle feste di Natale con i piatti della tradizione, «Dove la scelta del pesce per le ricette tradizionali era sempre riferita a quello locale». Ma il pescato prodotto in Italia non basta a soddisfare la richiesta del mercato perché «Solo il 20% di quello che si consuma proviene dai nostri mari e dai nostri allevamenti», ha continuato Francesca Rocchi. «Quindi una riflessione diventa necessaria per un consumo sempre più consapevole, a cominciare dall’educazione per i bambini», ha poi chiosato.
Bambini che nel corso di ‘Pesce in Piazza’ avranno a disposizione uno spazio dedicato a loro, curato dagli animatori di Slow Food Roma, con attività ludico/didattiche sulle forme dei pesci, il loro ciclo biologico e la stagionalità del mare.

Area giochi per i bambini-Pesce in Piazza 2021

L’evento è stato curato da un duo ormai collaudato: Un/Lab, l’agenzia che si occupa di formazione, pianificazione, organizzazione e gestione di eventi, e Francesca Rocchi. Un contributo importante alla manifestazione sarà portato dal Car (Centro Agroalimentare Roma) e Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione del Lazio). Ma come sempre sarà presente anche il Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), con incontri tematici, ospiti, attività ludico-educative per bambini, laboratori di gusto e show cooking. Ma senza dubbio a dominare la scena gastronomica sarà sempre il pesce azzurro, un tempo cibo per poveri e oggi presenza incontrastata sulle tavole nostrane e nelle cucine dei più importanti ristoranti e trattorie. Come nel Ristorante Spirito Divino, dove nei giorni scorsi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della manifestazione.

Un momento creativo a Pesce in Piazza 2021

I programmi

I temi principali che s’intrecceranno come in una rete saranno tre: Consumi, Sostenibilità e Filiera ittica. La manifestazione sarà inaugurata giovedì 15 alle ore 17 con l’incontro ‘I nostri mari, meraviglia da difendere’ per fare una riflessione sulle responsabilità che tutti dovremmo avere a partire dai consumi quotidiani, con il ministro del Masaf Francesco Lollobrigida, personalità del mondo politico e tanti ospiti. Nel corso di due incontri dedicati alla sostenibilità di tutta la filiera ittica e ai progetti di tutela portati avanti dal mondo dell’imprenditoria di settore, ci sarà anche un focus sul ruolo del Mercato Ittico di Roma.
Al centro degli incontri con le Comunità della pesca e delle Marinerie d’Italia ci saranno le storie del mare, ma ascolteremo anche imprenditori dell’acquacoltura e rappresentanti istituzionali. Gli appuntamenti in cucina vedranno all’opera i maestri del pesce Massimo Riccioli e Anna Maria Palma, che nei loro cooking show daranno vita a ricette tradizionali, elaborazioni creative e, ovviamente, assaggi di pesce cucinato per tutti.

Pescatori al lavoro sulle reti

Tra momenti multimediali, assaggi e presentazioni di esperti del settore, ci sarà anche la lectio magistralis sulla cultura del mare tenuta da un esperto. L’anno scorso è toccata al geologo Mario Tozzi, ricercatore del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), divulgatore scientifico, saggista, autore e conduttore televisivo, che tenne una lezione sulla genesi del nostro mare, dal titolo ‘Dalla Tetide al Mediterraneo, geografia del mito’. Quest’anno salirà in cattedra e non solo in senso figurato, il prof. Giuseppe Nocca, insegnante di Scienza degli alimenti e autore di numerosi libri sulle antiche tecniche di produzione degli alimenti nella storia. Nella sua lectio magistralis, tratterà del Garum, un condimento usato su gran parte dei piatti nella cucina dell’Antica Roma, come oggi usiamo la salsa di soia nella cucina orientale. Si tratta di un liquido denso prodotto dalla spremitura di pesci interi di vario tipo, salati e speziati, che venivano lasciati macerare dentro grosse anfore aperte. Uno che se ne intendeva fu il poeta Marco Valerio Marziale (I sec. d.C.), che per fare un buon Garum consigliava di usare pesci grassi come sardine e sgombri, cui andavano aggiunti in porzione di un terzo, interiora di pesci vari. A fine processo, c’era la spremitura dei pesci e il liquido prodotto si usava come condimento, che potremmo assimilare alla “colatura di acciughe”. Infatti, ancora oggi il Garum viene prodotto in alcune località marinare, come nel caso dell’azienda conserviera Balistreri Girolamo & C., nel borgo marinaro di Aspra (Pa), che produce e commercializza anche un’ottima Colatura di alici Garum.

Pesce in Piazza 2021-Mario Tozzi e Francesca Rocchi

Ma sicuramente l’appuntamento più atteso sarà la riedizione del Cottìo

Il cottìo era anticamente il mercato del pesce che fin dal medioevo si teneva la notte dell’antivigilia di Natale al vicino Portico D’Ottavia, unico mercato del pesce romano che grazie al vicino porto fluviale di Ripa Grande sul fiume Tevere, poteva approvvigionarsi facilmente con le imbarcazioni provenienti da Ostia. Durava fino all’alba, quando tutto il pesce rimasto andava all’asta a pochi soldi. Nel 1821 il mercato del pesce di Portico d’Ottavia fu fatto trasferire da Papa Pio VII in una pescheria di via delle Coppelle. Dopo l’Unità d’Italia il nuovo trasferimento in via San Teodoro e nel 1927 il mercato del pesce divenne parte integrante dei Mercati Generali all’Ostiense, chiusi poi nel settembre del 2002. Adesso la vendita si svolge presso il ‘Centro Agroalimentare Roma’, dov’è ospitato il più grande Mercato Ittico d’Italia. Qui i cittadini possono fare acquisti al dettaglio il sabato dalle 7 alle 12 e nel periodo delle feste natalizie ci saranno anche due aperture straordinarie il 24 e 31 dicembre, con orario 7-12.
Il Cottìo era sì un mercato ma anche uno spettacolo di strada, dove tra i banchi per gli acquisti non esistevano nobili e plebe. Un mercato che rivivrà ogni giorno a partire dalle ore 18 con la vendita al dettaglio e le rituali contrattazioni, durante Pesce in Piazza.

Vendita di prodotti ittici un mercato rionale

Per gli amanti della storia romana

Il Portico di Ottavia (porticus Octaviae) fu fatto realizzare tra il 27 e il 23 a.C. dall’imperatore Augusto in onore della sorella e rimane tutt’oggi un punto di riferimento per la Comunità Ebraica di Roma. È un palcoscenico naturale che ci riporta a tanti anni fa, quando a metà XVI secolo divenne parte integrante del ‘Claustro degli ebrei’: il ‘Ghetto’. Infatti, per ordine del Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa) dopo il Concilio Lateranense IV e l’emanazione della Bolla papale ‘Cum nimis absurdum, gli ebrei romani furono declassati come esseri umani e racchiusi in un’area di pochi ettari, compresa pressappoco tra l’attuale Lungotevere de’ Cenci, via del Portico d’Ottavia, piazza delle Cinque Scole. Fino al 20 settembre 1870, quando con la Breccia di Porta Pia finì il potere papale e Roma e ci fu la parità di tutti i cittadini.

Foto: Maurizio Ceccaioni/UnLab

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