Piemonte: La Terra di Bacco

Piemonte: La Terra di Bacco

 

Il Piemonte è la regione italiana italiana con il più alto numero di vini a Denominazione di origine Controllata (47)
e a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (8).

I vini piemontesi caratterizzano il territorio con i vitigni che ricoprono le colline, rappresentano una fonte di entrate economiche
eccezionali e hanno dato il via ad un percorso di valorizzazione della qualità e della tipicità che ha fatto del Piemonte una meta imprescindibile del turismo
enogastronomico.

Qualunque elenco o discorso sui vini piemontesi rischia di essere riduttivo, perciò parleremo dei vini più famosi e
rappresentativi, invitando lettrici e lettori a scoprire gli altri gioelli dell’enologia piemontese direttamente nei luoghi di produzione.

La Barbera è sicuramente il vino più
conosciuto del Piemonte. Affonda le sue radici nel Medioevo, periodo in cui incomincia l’acclimatazione del vitigno; il  colore rosso
carico,  il sapore deciso, gli odori intensi lo fanno diventare il vino genuino e popolare per eccellenza, cantato da poeti e scrittori. Le zone elettive di
produzione sono Alba, Asti e il Monferrato.

Altro grande rosso del Piemonte è il Barbaresco, citato già da Tito Livio nella “Storia
Romana”, che deriva il suo nome da Barbaresco Treiso, un antico borgo delle Langhe in provincia di Cuneo.

Il Barolo è uno dei vini più apprezzati del mondo. I suoi profumi, colori e sapori davvero unici sono
il frutto di un disciplinare di produzione rigidissimo: ottenuto esclusivamente con il vitigno Nebbiolo, deve essere invecchiato almeno tre anni in botti di rovere o castagno per
avere la D.o.c.g. e cinque anni per la prestigiosa etichetta Riserva. Grazie alla sua eccellenza, il Barolo è considerato un vino da compagnia e meditazione, che può
essere gustato aldilà degli abbinamenti gastronomici.

Citiamo altri grandi vini rossi piemontesi: il Nebbiolo (provincia di Cuneo), il Gattinara
(Provincia di Vercelli), il Grignolino (province di Alessandria e Asti), il Dolcetto (Alba, Asti, Langhe,Monferrato, Ovada, Pinerolo, Valsusa), il
Ghemme (provincia di Novara) e il Cortese di Gavi (provincia di Alessandria)

Il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante sono i vini bianchi da dolci più conosciuti
in Italia, che accompagnano i dessert e la pasticceria.

Ricordiamo, inoltre, il Brachetto d’Acqui, vino rosso dolce che esalta al meglio le sue
caratteristiche  accompagnato alle fragole, alle pesche, alle macedonie, ai sorbetti, e la Malvasia nelle sue numerose varianti.

 

Una delle ipotesi sull’origine del nome Barbera lo fa derivare dal termine medioevale bàrberus che
significava “ irruente, aggressivo, indomito” anche in riferimento ai cavalli giovani, non ancora domati.

Analogamente la Barbera, dal gusto deciso e aggressivo per i canoni dell’epoca tardo-medioevale che beveva il vino
giovanissimo, non ebbe grande fortuna e dovette aspettare tempi migliori per avere il giusto riconoscimento.

 

Come degustare un vino

La degustazione del vino è un’esperienza multisensoriale che richiede modi e tempi adeguati. Il vino deve essere
versato in un calice di vetro di media grandezza, liscio e trasparente per non compromettere la percezione del colore, primo e importante biglietto da visita. Bisogna poi roteare
leggermente il bicchiere, in modo che il vino formi una leggera bava sulle pareti e venga arieggiato per sprigionare il suo profumo. A questo punto se ne sorseggia una piccola
quantità e contemporaneamente si inspira il suo bouquet olfattivo che andrà a completare il gusto percepito.

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