I formaggi dop del Piemonte
6 Novembre 2008
Terra di allevamento di pregiate razze bovine e ovine, il Piemonte può vantare una grande produzione di formaggi a
Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) che ne attesta la qualità delle materie prime e la tipicità delle lavorazioni.
La Robiola indica una famiglia di formaggi a pasta molle tra
cui spicca la varietà Murazzano, prodotta nell’Alta Langa con una percentuale di latte ovino.
Il nome deriva da rubeola che indica il colore rossiccio assunto dalla crosta con la stagionatura.
La Toma piemontese è un classico formaggio di alpeggio cui la stagionatura, che avviene sotto uno strato di erbe di montagna, conferisce un sapore intenso e
aromatico.
Altro formaggio di alpeggio è il Raschera che prende il nome dall’Alpe Raschera in provincia di Cuneo. Le
sue forme, rotonde o quadrate, vennero create per agevolarne il trasporto a valle a dorso dei muli, alla fine della stagionatura nelle selle, cantine naturali ricavate
nel terreno.
Il Taleggio, formaggio di origine lombarda, ha trovato nel Piemonte e in particolare in provincia di Novara, una zona
di produzione eccellente. In passato il nome indicava tutti i formaggi a pasta molle prodotti a fine estate, quando le vacche tornavano dai pascoli montani stanche (stracch in dialetto) per cui veniva chiamato anche stracchino.
Il Grana Padano è uno dei formaggi più apprezzati e conosciuti in Italia e nel mondo, caratterizzato da
una lunga stagionatura (da un minimo di nove mesi ad un massimo di ventiquattro) e da un sapore che conquista ogni palato. E’ uno dei prodotti italiani che vanta più
tentativi di imitazione, per questo in Piemonte, così come nelle altre regioni di produzione, assume un particolare significato la marchiatura a fuoco a forma di rombo che corona
un lungo processo di lavorazione.
Il Gorgonzola conteso tra Piemonte e Lombardia, entrambe zone elettive di produzione, oltre al gusto e al profumo
unici, vanta anche un notevole impatto visivo dovuto alla caratteristica erborinatura delle muffe.
Il Castelmagno, formaggio tipico del cuneese, era considerato un bene preziosissimo già nel Medioevo: nel 1277
l’omonimo comune fu costretto a pagare un canone annuo in fome del pregiato formaggio al Marchese di Saluzzo. Oggi i ristoranti più essclusivi del mondo si contendono
l’esigua produzione (circa seimila/settemila forme all’anno) portata avanti da una dozzina di produttori.
Dalla provincia di Cuneo arriva anche il Bra, che prende il nome dall’omonimo comune. Con tutti gli altri
formaggi Dop condivide un’ importante caratteristica: il latte utilizzato per la produzione deve provenire da bestiame nutrito esclusivamente con foraggio e erbe fresche, i
mangimi non sono ammessi.
I formaggi Dop deliziano il palato, assicurando al contempo elevati apporti nutrizionali e tutelando
i consumatori con le severe norme di produzione e rintracciabilità.




