Piano di sviluppo rurale bloccato a Bruxelles: la responsabilità è della burocrazia o della politica?

TORINO – Le imprese agricole torinesi sono preoccupate per lo stallo del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, bloccato ormai da troppi mesi a Bruxelles. Riccardo Chiabrando, presidente
Coldiretti Torino, con tutta la giunta di Coldiretti Piemonte – guidata dal presidente Giorgio Ferrero e dal direttore Bruno Rivarossa – ha incontrato l’assessore all’Agricoltura, Mino Taricco,
per evidenziare il disagio che serpeggia fra gli imprenditori agricoli a fronte del fatto che, mentre molte Regioni hanno già avuto il via libera, il Psr piemontese, da mesi, è
bloccato a Bruxelles.

Riccardo Chiabrando spiega: “Il primo punto da chiarire è la responsabilità dei ritardi. Si tratta di lungaggini dovute all’incapacità della burocrazia regionale oppure la
politica non ha saputo fornire le necessarie indicazioni per guidare la nascita e l’approvazione del nuovo Psr? Le imprese agricole attendono una cosa sola: i gravi ritardi accumulati vanno
recuperati in tempi stretti”. Chiabrando aggiunge: “La paralisi nell’approvazione del Psr sta suscitando grande preoccupazione fra i coltivatori torinesi come in quelli di tutta la regione. La
lentezza di questi mesi sta producendo seri danni alle nostre imprese: se il Psr non ottiene il via libera entro fine anno, gli imprenditori saranno duramente penalizzati. Le aziende agricole
sono in una situazione di impasse perché non hanno potuto realizzare i necessari investimenti. La loro economia è ingessata: è dal mese di aprile che si attende il via
libera da Bruxelles, ma sinora sono arrivati solo dinieghi e slittamenti”.

“All’assessore all’Agricoltura abbiamo chiesto di attivarsi – continua Chiabrando – per ottenere la retroattività di applicazione delle più importanti misure del Psr, tra cui il
premio insediamento giovani. Il rischio da evitare è che chi in questi mesi compie 40 anni venga escluso dalle agevolazioni. Abbiamo chiesto la retroattività anche per gli
investimenti aziendali e per la Misura Y”.

All’assessore all’Agricoltura sono state evidenziate anche altre emergenze: “Abbiamo chiesto di sanare alcuni gravi ritardi nei pagamenti, alcuni risalgono anche al 2004. Si tratta di risorse
dovute alle imprese che si vedono condizionate nel loro sviluppo. Coldiretti ha chiesto di rivedere l’organizzazione dell’Opr, l’Organismo pagatore regionale e di procedere con la necessaria
ristrutturazione di FinPiemonte. L’obiettivo che muove la Coldiretti è uno solo: gli aiuti alle imprese devono arrivare in modo tempestivo. I ritardi condizionano la vita delle aziende e
ne minano lo sviluppo. Un altro fronte da risolvere è quello della riorganizzazione dei Gcs, Gruppi coltivatori sviluppo: anche su questo attendiamo una soluzione ormai da mesi. Infine,
abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo di crisi per il settore suinicolo e per i bovini da carne”.

Chiabrando conclude: “Le risposte che il mondo agricolo attende dalla Regione sono davvero tante. Se a breve non arriveranno riscontri puntuali e chiari, in grado di diradare le troppe
incertezze, l’unica strada da percorrere sarà quella della mobilitazione permanente: è in gioco il futuro delle nostre imprese”.

Filippo Tesio

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