Perugia – Giornate europee del patrimonio: i 120 anni della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Magione
29 Settembre 2008
Verrà presentato domenica 28 settembre, alle ore 10.30, presso il Teatro Mengoni di Magione, il volume «I 120 anni della Società Operaia di Magione», i
protagonisti e la memoria (1888-2008) a cura di Sandro Tiberini e Anna Angelica Fabiani.
Tale iniziativa, promossa dalla locale Società operaia di mutuo soccorso e dalla Soprintendenza archivistica per l’Umbria, si inserisce in un programma di celebrazioni di
respiro sovraregionale, nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio.
Il volume pubblicato vuole recuperare alla memoria i nomi dei soci e dei dirigenti che, a partire dal 1888, si sono adoperati per sostenere e far vivere il Sodalizio operaio magionese,
ancora oggi esistente e di cui si celebra il 120° anno di vita, col corredo di una introduzione storica dedicata ad approfondire e chiarificare alcuni aspetti significativi della
vita istituzionale e sociale di esso. Grazie al lavoro svolto da Anna Angelica Fabiani, funzionaria della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, il volume mette a disposizione
degli studiosi l’inventario completo della documentazione conservata nell’archivio dell’Associazione.
Breve storia della SOMS di Magione
La Società operaia di mutuo soccorso di Magione nasce nel 1888 su impulso di alcune autorità locali per alleviare le condizioni di disagio e di insicurezza in cui versava
la classe lavoratrice paesana, costituita allora soprattutto da braccianti, operai giornalieri e artigiani, perennemente esposta al rischio dell’inabilità temporanea o
definitiva al lavoro in caso di infortunio o malattia; si voleva allora, attraverso la creazione di una cassa comune costituita dai versamenti dei soci, assicurare ad essi un piccolo
sussidio giornaliero.
Con il tempo, l’intervento del Sodalizio a favore della collettività magionese andò articolandosi ed arricchendosi attraverso la creazione di un magazzino sociale
per la vendita a basso prezzo di generi di prima necessità, di una «Cassa carati», specie di istituto di credito cooperativo che erogava piccoli prestiti agli
associati, e di un circolo ricreativo ancora oggi in funzione. Dopo un fase di declino durante il regime fascista, il quale inglobò l’Associazione e praticamente la
svuotò di ogni forma di partecipazione dal basso, con la nascita dell’Italia democratica e repubblicana anche la Società operaia riprese con slancio ed entusiasmo la
sua azione a favore dei lavoratori e del paese, conservando ancora oggi nella realtà locale il posto primario che le spetta di diritto come una delle più antiche
associazioni magionesi.





