Per smettere di fumare c’è un nuovo metodo: la comunicazione «analogica»

Per smettere di fumare c’è un nuovo metodo: la comunicazione «analogica»

Durante l’anno 2009 le vendite di sigarette sono lievemente calate, ma sono aumentati i fumatori giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e quelli maturi di età compresa tra i
45 e i 64 anni. Il numero totale dei fumatori in Italia supera oggi gli 11 milioni, il 55% dei quali avrebbe provato almeno una volta a smettere di fumare senza riuscirvi.

Dopo i cerotti transdermici, le gomme da masticare e i bocchini che rilasciano nicotina, arriva ora un nuovo metodo che si dimostra efficace per smetterla con le sigarette nell’80% dei casi. La
nuova metodica si chiama «comunicazione analogica» e consente di interagire con la psiche più profonda mediante una comunicazione non verbale. L’ha ideata Stefano Benemeglio,
psicologo e ricercatore, autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta.

La «comunicazione analogica», che si avvale del modello di ipnosi dinamica, promette di diminuire lo scontro tra razionale ed emozionale, annullando la dipendenza dalla nicotina anche
in una sola seduta. «Non attacchiamo il sintomo ma combattiamo le cause, cercando di ristabilire l’armonia e superare il conflitto che si stabilisce tra la parte istintiva
—l’inconscio— e la parte razionale» spiega Stefano Benemeglio che oggi è anche presidente dell’Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche
(www.accademianalogica.com).

«Non bisogna pensare che il fumo sia un piacere dal quale si può prescindere quando si vuole: per smettere è indispensabile la convinzione di volerlo fare e soprattutto
bisogna capire perché si fuma. Solo dopo averne definito le cause è possibile agire su di esse e liberare il fumatore da questa dipendenza» puntualizza Stefano Benemeglio
che ha il grande merito di avere scoperto come comunicare con l’inconscio come se fosse un «ente presente», riuscendo ad interagire e a negoziare con «lui» attraverso un
dialogo relazionale. In questo modo si arriva ad uno stato ipnotico e si comunica più direttamente con l’«io» profondo della persona.

Il metodo di Stefano Benemeglio esclude quindi la parola e fa di un segno e di un gesto un potente strumento di comunicazione profonda che consente di vincere i comportamenti negativi, limitare
lo stress e smettere di fumare senza rischio di ingrassare e senza vivere la sindrome di astinenza.

Utile anche per smettere di fumare, la «comunicazione analogica» consente di fare riaffiorare le rappresentazioni a forte carica affettiva rimosse. Questo metodo permette di
modificare i pensieri negativi e orientare quelli positivi mediante una pratica simbolica che agisce nel profondo.

Perché si fuma? «Si fuma soprattutto per un bisogno di evadere. Si fuma quando se si è stressati e quando ci si vuole rilassare. Ma si fuma anche solo per abitudine o per
darsi un atteggiamento, per evitare di mangiare troppo o per superare la timidezza. Le cause possono essere molteplici, basta capire quali siano per agire su di esse e riuscire così
smettere di fumare» risponde Stefano Benemeglio.

E chi fuma per edonismo? «In realtà – puntualizza Stefano Benemeglio – non si fuma per puro edonismo. Se si chiedesse a un fumatore “edonista” perché prova piacere si
scoprirebbe che dietro al presunto piacere di fumare ci sono invece una serie di motivazioni più psicologiche che reali che lo portano a ripetere quel gesto».
Il consumo medio giornaliero degli italiani è 14,4 sigarette, con una spesa media settimanale di 16,40 euro e con notevoli differenze di genere: tra gli uomini i fumatori sono il 28,6% e
tra le donne il 16,3%. Nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni il tabagismo raggiunge una quota del 29,2% e sempre in questa fascia di età tra i maschi si riscontra la
percentuale più elevata di consumatori (36,9%), mentre la quota più elevata di fumatrici (24,3%) corrisponde alla fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni.

«Un dato preoccupante rimane comunque l’aumento della precocità della prima sigaretta» commenta Stefano Benemeglio. A 11 anni il 4% dei bambini ha già fumato almeno
una sigaretta, a 13 anni la percentuale sale al 14% e a 15 anni gli adolescenti fumatori sono il 35%.

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