Sigarette, le confezioni ingannano
9 Settembre 2009
A volte le insidie per il consumatore arrivano dalle confezioni, prima che dai prodotti stessi.
E’ il caso delle sigarette: nonostante per legge siano scomparse le scritte “light” e “mild” molti fumatori associano ai marchi gold” o “silver” una minore o maggiore pericolosità della
miscela di tabacco.
Ad affermarlo, uno studio dell’Università di Nottigham, diretto dal dottor David Hammond (della University of Waterloo in Ontario, Canada) e pubblicato dal “European Journal of Public
Health”.
I ricercatori hanno lavorato con 1300 soggetti, 800 fumatori adulti e 500 adolescenti: tutti loro sono stati messi di fronte a vari pacchetti di sigarette, con la possibilità di
scegliere il meglio, in base a parametri come ischi per la salute, contenuto di catrame e capacità di attrarre il fumatore.
Sì è così potuto osservare come le confezioni dai colori chiari e luminosi erano considerate le più salutari e la dicitura “smooth” veniva associata da più
del 50% dei soggetti ad un prodotto leggero.
Esemplare il caso delle Malboro: il loro pacchetto oro conteneva sigarette meno nocive rispetto al pacchetto rosso per il 53% degli adulti, mentre il 31% di questi riteneva che fumare le
classiche sigarette Marlboro rosse esponesse a un maggior rischio del vizio del fumo rispetto al fumare le sigarette “gold”.
Commenta il dottor Hammond: “La verità è che tutte le sigarette sono pericolose allo stesso modo, indipendentemente dal colore del pacchetto o da ciò che vi appare scritto
sopra”.
Per Hammond ed i suoi collaboratori le vecchie frasi messe al bando sono state perciò sostituite da altri segnali visivi, altrettanto abili nell’illudere il fumatore che un tipo di
sigaretta faccia meno peggio di un altro.
Matteo Clerici





