Parto dolce: Respira, respira, respira (seconda parte)

Parto dolce: Respira, respira, respira (seconda parte)

Cara Valentina,
innanzitutto complimenti per la tua esperienza e ti ringrazio per aver affrontato questo tema. Avevo già letto questo articolo appena pubblicato
https://newsfood.com/parto-dolce-respira-respira-respira/, ma non essendo personalmente coinvolta in una gravidanza , mi ero limitata alla sola lettura. In queste settimane
però, un’amica in gravidanza, mi stava confidando le sue tensioni sullo “sconosciuto dolore” che andrà ad affrontare. Ho immediatamente collegato al tuo articolo. Mi sapresti
indicare se ha piu’ funzionalità un corso di TRAINING AUTOGENO o di REBIRTHING? Quali centri suggerisci per frequentare la preparazione al parto (piscine, ospedale, centri privati)? La
sua paura è di apprenderle al momento del corso e poi non riuscire a mettere in pratica la tecnica appresa nel momento cruciale. Ti ringrazio in anticipo e anche a nome della mia amica.
Buona giornata !!! MARIKA

Cara Marika,
grazie per la fiducia che mi accordi sottoponendomi questi quesiti, spero con questo articolo di riuscire ad essere esauriente.

La paura del dolore del parto è un grandissimo “crampo mentale” che ci viene inculcato fin da quando siamo piccole, quando ci viene spiegato come il dolore del parto sia il
più forte esistente in natura.

Dolore se ne sente di certo, ma (almeno nella mia esperienza e in quella delle persone a cui ho dato consigli) se preso dal verso giusto è gestibilissimo e anzi ascoltandolo ci aiuta
molto a capire a che punto del travaglio si è.

Molto più complicato invece è gestire la testa
Anni di condizionamenti, paure a ansia da neo-mamma fanno si che come comincia il travaglio, nonostante l’ostentata sicumera, la mente cominci a produrre una serie di immagini-pensieri che
lottano contro il cambiamento di stato delle cose. Come se durante il travaglio la mente si rendesse improvvisamente conto che nulla sarà più come prima e che quando il dolore
finirà, la ragazza incinta non esisterà più, ma si sarà trasformata in una donna mamma.

Per come la vede la mente, ogni cambiamento è fonte di paura e dolore, dato che preferisce seguire meccanismi attuati già migliaia di volte piuttosto che provare ad entrare in
nuovi schemi. Quindi in realtà la peggior nemica del parto è proprio la nostra mente che non vuole lasciare andare “gli ultimi scampoli di adolescenza“.

Ora detto questo, cosa può fare l’amica di Marika?
Per come la vedo io, che tu decida di fare un corso di rebirthing o di training autogeno a dire la verità poco cambia, l’importante è imparare a rilassarci profondamente in noi
stesse ed educare la nostra respirazione in modo da poterla usare attivamente durante il parto.

Il trucco è quello di accettare il dolore al posto che cercare di allontanarlo. Il dolore lo sentirai comunque che tu sia spaventata o no, che tu lo voglia o no, di lì quel bimbo
vuol passare, quindi meglio usare a nostro vantaggio il tempo del travaglio e in maniera più proficua possibile!

Durante il travaglio trova una posizione “di potere” per quanto possibile comoda (io ad esempio sto bene seduta sopra una grossa palla medica a gambe divaricate), respira molto
profondamente, (inspirando riempiti d’aria e spingi il respiro giù giù come se lo sentissi arrivare fino alla vagina), trattieni il respiro 1 secondo o 2 e poi espira Lentamente,
senza fretta, senza ansia, poi di nuovo attendi un 1 secondo o 2 e riparti ad inspirare. Durante la respirazione a me personalmente aiuta fissare un punto preciso nella stanza. Tra una
contrazione e l’altra mantieniti attenta, vigile tramite una respirazione consapevole, in modo che la mente non ti porti via, ascolta il tuo corpo e ogni cambiamento che avviene senza lasciarti
coinvolgere ascolta e basta.

Quando arriva il momento di spingere, ti consiglio personalmente di scegliere una posizione che non ti veda coricata, in modo da sfruttare al massimo la forza di gravità e aiutare
il bimbo a scendere. Sempre fissando un punto cambia tipo di respirazione. Quando senti che arriva la spinta prendi un respiro profondo, ma questa volta gonfia solo il petto fino alla fine
delle costole per capirci, e poi con il fiato trattenuto spingi come fosse l’ultima volta in vita tua che lo fai. Mettici tutta te stessa e spingi.

Quando la spinta termina espira e rilassati più che puoi in maniera di trovarti preparata per la seguente.

Ricordati che urlare durante le spinte in realtà ti penalizza, ti fa perdere “potere” sia da un punto di vista fisico che psicologico. Urlando perdi il fiato trattenuto quindi la
possibilità di dare una buona spinta e per cui non farai altro che prolungare i tempi del parto. Partorire il solo modo che hai per far cessare in fretta il dolore 🙂

Quando sarai “nel momento cruciale” non temere di dimenticare tutto ciò che stai apprendendo, non succederà. Sono sicura che riuscirai a “tener testa a te stessa
per il solo fatto che già ti stai ponendo la questione. L’unica cosa da ricordare è rimanere concentrata sul respiro, comincia già a fare esercizio, prenditi 10 minuti
durante la giornata, fissa un punto e respira. Al momento opportuno ti verrà facile replicare quello che hai praticato senza stress a casa tua.

Ti auguro uno splendido parto e una splendida maternità.

Per ogni altra domanda, chiarimento o dubbio in merito sono a completa disposizione.

De Toni Valentina per Newsfood.com

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