Osservatorio su Nizza: città d’avanguardia per il futuro
8 Ottobre 2014
Osservatorio su Nizza: città d’avanguardia per il futuro
Di recente all’ Università La Sapienza di Roma si è tenuto un convegno sui “Cambiamenti climatici e futuro del trasporto urbano” temi da sempre dibattuti ma che, perennementee, hanno cozzato contro gli interessi dei gruppi economici dominanti e che hanno troppo spesso goduto della miopia, o ignoranza, degli amministratori pubblici.
Oggi si parla di elettricità come l’unica o tra le poche risorse per una mobilità sana e per limitare l’inquinamento atmosferico causa, anche in Italia e in Europa, di soventi gravi disastri.
A molti anni di distanza ci vengono in mente le autobotti per la raccolta del liquame nero che giravano per le strade di Livorno. Erano degli autocarri alimentati da enormi, pesanti batterie elettriche posizionate sui fianchi degli stessi. Lo svantaggio era che si muovevano lentamente, ma abbastanza efficienti anche per alimentare le pompe che servivano al riempimento dei grandi serbatoi. Poi venne la guerra e la zona del deposito dove stazionavano fu distrutta dai bombardamenti americani. Non restarono che macerie e mezzi inservibili. All’indomani della Liberazione la Giunta che prese in mano il governo della città si guardò bene dal ripristinare, con lo stesso metodo e simili veicoli, il servizio. Il petrolio aveva vinto la guerra (bruciava la catastrofe di El Alamain). La stessa cosa accadde per i filobus. La manutenzione delle linee, si disse, era troppo costosa e all’ora via ai bus alimentati a nafta. Facevano fumo, ma cosa importava. quello che contava: la loro velocità e la possibilità di arrivare ovunque. C’era il metano, meno inquinante, ma come rifornirsi mancando i distributori? Avanti così. Ma l’aria s’inquina e cos’è rispetto alla raffineria-creata prima della guerra- alle porte della città e poi molto ampliata. A Livorno o c’è il maestrale o il libeccio che portano via tutto: gas, cattivi odori, le lordure che certuni lasciano qua e là.
Orbene oggi la città è una palestra per le moto che scorrazzano ovunque e un martirio per gli automobilisti che non sanno dove lasciare la macchina. Non sappiamo se questo vale anche per altre città. Quello che fa sorridere e che a decine e decine di anni si parli oggi di come rimediare ai disastri prodotti dall’auto. In un incontro alla TV di stato, il povero Biagi rivolgendosi a Benigni gli chiese il suo pensiero su Agnelli. Il comico toscano disse (l’avvocato era ancora in vita) :”Agnelli è un grand’uomo: ha saputo trasformare l’Italia in un grande garage”.
Tutte queste riflessioni e ricordi ci portano a parlare di Nizza (una città che per numero di abitanti eguaglia Livorno).
Da tanti anni gli autobus di Nizza e dintorni sono alimentati a gas. Eppure anche qui non manca il vento per pulire l’aria. Ebbene come se questo non bastasse da tempo l’amministrazione comunale , che poi è la stessa della metropoli, sta portando avanti un piano di rinnovamento e potenziamento dei servizi. Dopo aver ampliato le piste ciclabili con tracciati ben visibili e protetti, creato una prima linea del tram con vetture ultra moderne e ben tenute, messo in campo centinaia di biciclette azzurre con zone di stazionamento sempre più diffuse, da alcuni anni sono state costruite aree attrezzate -e il numero è in costante aumento- per la ricarica delle auto elettriche. Dove è stato possibile sono stati fatti e ancora sono in costruzione parcheggi sotterranei. Da alcuni giorni sono iniziati i lavori per la seconda linea del tram che dal porto raggiungerà l’aeroporto (il tracciato in centro sarà in galleria) e, nella vallata del Var, le attrezzature sportive oltre alla futura zona industriale con relativo snodo stradale/ferroviario (in progetto c’è la costruzione, a ridosso dell’aeroporto (il 2.o in Francia per volume di passeggeri) di una moderna stazione per i treni ad alta velocità.
Siamo dunque di fonte ad una città che, come si può intuire, ha da tempo intrapreso il percorso oggi proposto dai docenti de La Sapienza di Roma.
Intanto, dalla scorsa estate, è tutto un fiorire di risciò a pedali e con tanto di motorino elettrico alimentato con una piccola batteria. Sono, al momento, una ventina e stazionano nei punti nevralgici della città: Place Massena, il Quai des Etats-Unis, la Promenade des Anglais e altrove.. Una piccola società inoltre affitta delle bici elettriche, quando non organizza escursioni di gruppo per visitare i luoghi più caratteristici e storici della città. Il tutto a complimento del trenino, da anni in funzione, con tanto di piccole carrozze (ogni viaggiatore è munito di cuffia per ascoltare nella propria lingua le spiegazioni) e del bus panoramico.
Intanto per chi arriva col treno, davanti alla stazione ferroviaria, trova bici o auto elettriche da affittare, cosa questa che ha spinto questa estate molti turisti a fotografare la stazione (rinnovata e meglio servita con due nuove strutture modernissime sul piazzale antistante delle quali una sarà riservata all’ufficio informazioni del turismo) e che presto saranno accompagnate da altre perché tutto è stato concepito in funzione dei servizi per la mobilità di cui l’ospite e il cittadino hanno bisogno.
La città azzurra, quella delle tante cupole dei suoi prestigiosi palazzi spesso in restauro, con un forte contributo dell’amministrazione comunale, si può dire ha anticipato il Convegno romano ed è per questo che non c’è da meravigliarsi se negli angoli più suggestivi ( l’estate appena finita è stato un exploit di macchine digitali) trovi turisti di ogni latitudine a immortalarli.
Nizza, la città del mare azzurro, dei fiori e dei 365 giorni di sole, non solo guarda al domani ma opera affinché il turista torni e gli abitanti -nei limiti del possibile- abbiano una vita serena. Insomma quello che da altre parti viene solo caldeggiato.
Bruno Breschi
Inviato Speciale Newsfood.com
in Costa Azzurra





