Obiettivo sicurezza, questa la situazione in Toscana

Toscana – Crescono ancora i reati, anche se in modo molto differenziato tra le varie tipologie, tanto che se aumenta notevolmente l’illegalità di strada, se aumentano
sensibilmente le truffe informatiche, diminuiscono però gli omicidi volontari e i delitti legati alla criminalità organizzata. E in ogni caso, se i reati crescono in percentuale
superiore alla media nazionale, la Toscana continua a essere percepita come una regione più sicura rispetto alla grande maggioranza delle regioni italiane.
Questo, in estrema sintesi, quanto si ricava dalla relazione annuale sullo stato della sicurezza in Toscana che, presentata nelle scorse settimane, è stata al centro del confronto di
oggi alla conferenza regionale. Questi i dati principali che si ricavano da essa.

I reati. Nel 2005 – anno a cui si riferisce la relazione – in Toscana sono stati denunciati oltre 172 mila reati. Un incremento rispetto all’anno precedente, pari all’8,7 % a fronte del
6,7% registrato a livello nazionale. Anche il quoziente di criminalità (il rapporto tra numero di reati denunciati e la popolazione residente) è superiore alla media nazionale, ma
questo appunto si spiega con la maggiore propensione alla denuncia. In base a questo quoziente, la Toscana è al sesto posto dietro a Liguria, Emilia, Lazio, Piemonte e Lombardia.

La tipologia dei reati. L’andamento è comunque marcatamente diverso in relazione alle varie tipologie. Nell’ambito della cosiddetta “criminalità violenta” aumentano
dell’7,6% le lesioni volontarie e dell’8,6% le violenze sessuali, diminuiscono del 13,8% gli omicidi volontari.
Aumentano ancora ( 6%) le denunce per furto, che superano la cifra assoluta di 100 mila e che da sole rappresentano il 60% dei reati denunciati. Aumentano anche le denunce per estorsione
( 8,4%), ma il vero boom è quello delle truffe e delle frodi informatiche ( 32,9%). Per le cosiddette “illegalità di strada” aumentano lievemente le denunce per droga ( 1,1%) e
assai più sensibilmente i reati connessi alla prostituzione ( 25%).

Rispetto alle medie nazionali la Toscana ha un quoziente di criminalità superiore per i furti, ma inferiore per le estorsioni e inferiore di quasi la metà per le rapine. È
allineato al dato nazionale per le truffe e superiore per le lesioni, le minacce, le ingiurie e le violenze sessuali. Inferiore e in discesa anche rispetto agli anni passati il dato sulla
criminalità organizzata.

Chi commette reati. Sempre più giovani, sempre meno donne, un po’ più stranieri che nella media nazionale. È questo l’identikit degli autori di reati che emerge
dalla relazione sulla base dei dati sulle condanne, che si riferiscono al 2004. In un anno sono state più di 14 mila – per la precisione 14.359 – le persone condannate, con un trend in
leggera diminuzione che risulta in controtendenza rispetto ai dati nazionali ( meno 2,6% contro il più 9%).
La classe di età in cui si concentra la quota di condannati più consistente è quella compresa tra i 25-34 anni (34,2%) seguita da quella compresa tra i 18-24 anni (22,9%).
Questa non è una novità rispetto al passato, ma si registra comunque uno spostamento verso le classi più giovani d’età, con un incremento degli under 35 fra gli
autori dei reati. I minorenni condannati, comunque, rappresentano solo l’0,5% del totale.
Per quanto riguarda il sesso, la percentuale delle donne condannate continua a scendere, seguendo un trend che dal 1998 al 2004 è passato dal 18,3% al 14,3%. La percentuale resta
comunque superiore al dato nazionale, che è del 13,6%.
Per quanto riguarda la nazionalità, in Toscana la componente straniera tra gli autori dei reati risulta più consistente che a livello nazionale: sono il 31% contro il 26%
dell’Italia. Due sono le principali aree di provenienza, l’Africa (45%) e i paesi europei non Ue (36%). Sono inoltre stranieri il 46% dei minori denunciati.

La percezione del rischio. Crescono i reati commessi, o perlomeno quelli denunciati, in Toscana, ma l’esposizione al rischio percepita dai toscani è ancora più bassa della
media nazionale e comunque nella valutazione dei disagi e delle difficoltà della realtà in cui si abita la criminalità è sopravanzata dal traffico. Non solo, anche
la sporcizia e il degrado sono segnalati dai toscani come fenomeni che segnano la qualità della loro vita più che il pericolo criminalità.
Il rischio criminalità percepito in Toscana nel 2005 si attesta al 25,6% di risposte, a fronte del 29,2 denunciato a livello nazionale. Un valore inferiore alla media italiana, dunque,
anche se dal 2003 l’incremento è stato decisamente marcato (in quell’anno l’allarme criminalità riguardava il 17,6% dei cittadini). Nella graduatoria del rischio percepito la
Toscana risulta all’ottavo posto dopo Campania, Veneto, Umbria, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia.

Paolo Ciampi

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