Nutella über alles!

Nutella über alles!

E ci risiamo a parlare di Nutella!
Stavolta lo spunto ce lo fornisce la Germania.

L’accaduto è già stato ampiamente descritto (uno per tutti l’articolo del Fatto Alimentare) e non vogliamo ripetere cose già dette.

Quello che ci interessa descrivere è, diciamo così, l’aspetto sociale della vicenda.

Infatti, ogniqualvolta accade qualcosa di negativo a questo prodotto, i suoi fanatici consumatori tornano a farsi sentire.

Ricordate, ad esempio, quando si parlò di profili nutrizionali? Gli strilli non si fecero attendere.

Ed ecco una rassegna di quanto ci è toccato di leggere in questi giorni:

Dopo quasi 50 anni…e dopo un successo planetario, c’è ancora bisogno di scrivere sull’etichetta di cosa si tratta?…ma qualcuno ha mai letto cosa c’è scritto sull’etichetta? E’ la Nutella, bellezza, o la mangi o non la mangi.” http://archivio.corriere.it/Archivio/interface/landing.html)

A noi la Nutella piace cosi e, questo è solo un mio pensiero, penso che la maggior parte dei mangiatori di Nutella l’etichetta del barattolo non l’abbia mai letta. Io non l’ho mai fatto.”)

Insomma, tutto ci saremmo aspettati, meno che il dolce della nostra infanzia potesse finire sugli scranni del terribile Bundesverband der Verbraucherzentralen, che fa paura solo a pronunciarlo, ovvero, l’unione federale delle associazioni dei consumatori che si sono rivolte al Tribunale di Francofortea cui poco importa che ancora oggi un’intera generazione di piccoli tedeschi sta crescendo con gli stessi sogni alimentati dalla Nutella, come avvenuto ai “cugini” italiani di qualche decennio fa, a cui potrebbero essere cancellati tutti i loro innocenti sogni per l’indifferibile decisione di una Procura.
(
https://www.marketing-performance.it/

In effetti, se non viene specificato espressamente nei valori nutrizionali e su una base di calcolo di 100 grammi per tutti i valori, un barattolo di Nutella, quindi della crema di cioccolato (sic!) alla nocciola più famosa al mondo spalmata su una fetta di pane, rischia di essere scambiato per un integratore di sali o per un ricostituente vitaminico o un prodotto con pochi grassi.

Al contempo sarei altrettanto curioso di vedere la scena della mamma tedesca al supermercato, mentre acquista una confezione di Nutella guardandone il retro dell’etichetta per vedere i valori nutrizionali.”

La precisione sarà anche una dote di cui i tedeschi possono andare fieri, ma quando diventa maniacale, scade nel ridicolo, è questo è uno di quei casi.”(https://www.lavika.it/) e c’è persino qualcuno che si dovrebbe occupare di difesa ed orientamento dei consumatori:

E’ assurdo mettere in discussione le rinomate qualità della Nutella, acquistata con la consapevolezza che non è un prodotto dietetico” (https://www.adoc.org/)

Riteniamo ci possa essere materiale per approfondimenti psico-sociologici.

Una sorta di fuga dalla realtà, quasi che non leggendo l’etichetta gli effetti nutrizionalmente negativi scomparissero.

Dunque, la Nutella è buona ed intoccabile a prescindere.

Come la mamma.

Ed infine, a chi sospetta che dietro tutto ciò ci sia un’ulteriore manovra teutonica per attaccare il Made in Italy (qualcuno lo ha scritto esplicitamente) segnaliamo: tra i vari significati del termine spread, c’è “crema spalmabile”. E’ proprio vero che tutto si tiene.

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
Newsfood.com

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