Mangiare fuori? Le regole per godersi il pasto

Mangiare fuori? Le regole per godersi il pasto

By Redazione

Mangiare fuori. Quando si esce, al ristorante, bar o pizzeria che sia, si presenta l’eterno dilemma.

Da un lato, si cerca il buon tempo alimentare, uscendo dalla normalità e provando i piatti più sfiziosi. Dall’altro, non si vuole ingrassare, e si guarda con sospetto le pietanze,
specie quelle meno conosciute: quante calorie? Che effetto avranno?

Bussola in tale male agitato, il sito www.melarossa.it:i suoi esperti offrono una sorta di regolamento, per gestire al meglio le uscite,
tenendo in equilibrio sapore e salute.

Pianificazione

  • Scelta del locale. O si va sul sicuro (posto sperimentato) o si pianifica. Nel caso si voglia cambiare, è bene informarsi, sul sito web o tramite
    la classica telefonata. E se non si è convinti, si domanda altrove.

  • No alla fame. Più la fame è pressante, più si mangerà senza controllo

  • Si allo schema. E’ bene arrivare con le idee chiare, in modo da ordinare solo quello che si vuole, senza farsi tentare da golosità del momento

  • Controllo delle porzioni. E’ bene esercitarsi a casa, con i piatti comuni: in questo modo, si diventerà più abili nel discernere l’effetto delle portate del ristorante

  • Consapevolezza. Si è istintivamente portati a mangiare l’intero contenuto del piatto. Sapendo questo, ordinate porzioni limitate.

  • Mangiare con calma. Masticare a lungo, usare le posate senza fretta e bere. E, ovviamente, trovare il tempo di parlare coi commensali.

  • Trucchi di gruppo… Se si è in famiglia o con tanti amici e si vuole ordinare un menu unico, meglio chiedere un numero di porzioni inferiore a quello dei commensali. E si dia spazio
    alle verdure, che tolgono voglia di abbuffarsi.

  • …E trucchi da picnic. Quando si mangia a buffet, il piatto va “trattato”: metà frutta e verdura, ¼ di alimenti proteici e leggeri, ed il resto di carboidrati. Poi, si punta
    la pietanza più saporita, si prende una porzione ridotta e la si mangia con piacere.

Personalizzazione

  • No alla timidezza. Se non si è sicuri di ingredienti e/o preparazione, si chiede. Sempre meglio che subire un piatto iper-calorico

  • E se arriva un piatto troppo carico, lo si rifiuta, per uno più leggero.

  • Chidere che i cibi siano preparati con poco olio.

Attenzione ai dettagli

  • Lontani dalle pietanze con molti ingredienti: spesso, la ricchezza dei nomi copre calorie più che notevoli

  • Per questo, attenzione alle parole-chiave: fritto, croccante, cremoso, spalmabile, imburrato, in casseruola non si legano bene alla diete.

  • Allerta anche ai seguenti termini, che segnalano dosi elevate di sale: affumicato, sottaceto, in brodo, marinato.

  • Invece, alcuni termini indicano cibi sani: al naturale, fresco di stagione, grigliato, in camicia, al vapore.

Matteo Clerici

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