Luigi De Falco: “Donne di Business” e l’intervista a Clarissa Burt, ex modella e attrice, oggi Presidente della Clarissa Burt Production

Luigi De Falco: “Donne di Business” e l’intervista a Clarissa Burt, ex modella e attrice, oggi Presidente della Clarissa Burt Production

By Redazione

Anteprima “Donne di Business” con Clarissa Burt pubblicata da Donne di Business il giorno venerdì 17 dicembre
2010 alle ore 9.31

La prefazione del libro “Donne di Business” e l’intervista a Clarissa Burt, ex modella e attrice, oggi Presidente della Clarissa Burt Production.

Luigi de Falco:

Come tutte le cose di successo, anche il libro Donne di Business è nato da due scommesse tra me e un altro imprenditore, Michele Di Salvo, l’editore di questo testo. Abbiamo immaginato
un libro, diverso dai soliti tomi di economia, mercato e impresa, che dialogasse direttamente con i protagonisti del business.

 

Non abbiamo voluto, poi, accontentarci di questa che già era una sfida “ardua” e abbiamo scommesso rilanciando. Nasce così questo libro, che vede protagoniste e interpreti solo
donne, nato da una communit yon-line in soli 3 mesi. Sì, perché Donne di Business è una community H2biz, il primo business hub italiano. Pubblicare, promuovere e
posizionare il libro in tutti i canali editoriali in un solo mese è stata l’altra scommessa, quella industriale, vinta grazie al contributo di tutti. Un grazie, da parte di entrambi –
è doveroso verso la bravissima Elena Giffoni, la curatrice di questo libro, che ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la straordinaria capacità femminile di gestire
contemporaneamente più cose.

 

Elena ha fatto le interviste, le ha organizzate e, soprattutto, ha gestito tutti i rapporti con le signore protagoniste di questo libro. Il tutto continuando a fare il suo lavoro. Se ci fosse
un premio alla determinazione ed alla tenacia (oltre alla capacità dimostrata di sopportare entrambi!), Elena lo vincerebbe, come si dice, “a mani basse”.

Ne è “venuto fuori” questo libro, che raccoglie più di settanta interviste inedite ad altrettante imprenditrici e professioniste. Con un tono informale, domande e risposte si
alternano a ritmo sostenuto, senza soluzione di continuità. Le domande sono mirate e le risposte permettono di tracciare il profilo di ognuna delle protagoniste. Donne determinate,
tenaci, competitive; imprenditrici, professioniste, manager che raccontano e si raccontano dagli esordi alla realizzazione professionale. Un contenitore di esperienze, un susseguirsi di storie,
emozioni e aspirazioni di donne di tutte le età, che scherzano e si divertono a fare un bilancio della propria attività.

 

Donne di Business non è l’esaltazione della figura femminile che spesso degenera in quel femminismo esasperato, a mio avviso, degradante per la donna stessa. Ne emerge, invece, una
valorizzazione del ruolo della donna nel mondo degli affari, un mondo che è stato “normalmente” degli uomini e per gli uomini. Speriamo, quindi, con questo libro, di dare un piccolissimo
contributo al superamento di quei pregiudizi che sono solo un ostacolo alla crescita di tutta la società civile e di offrire uno spaccato importante di questo Paese, delle sue molte
contraddizioni, e delle sue largamente diffuse eccellenze e risorse.

 

Anche per questo motivo, d’intesa con la casa editrice, il Gruppo H2Biz ha deciso di utilizzare una parte del ricavato del libro al progetto “la donna: stereotipi culturali che ne condizionano
la libera espressione nella sessualità” promosso dall’Istituto Italiano per le Scienze Umane ONLUS, finalizzato alla diffusione di una maggiore consapevolezza e ad educare i giovani,
indirizzandoli verso una più corretta percezione dell’universo femminile.

Il libro è attraversato da un sottile “file rouge” di leggerezza, anche nei punti più seri: seguitelo e non vi perderete.

 

Luigi De Falco

Presidente H2biz

 

 

Intervista di Elena Giffoni a Clarissa Burt

Nata a Philadelphia, naturalizzata e attualmente di nuovo negli Stati Uniti, è un’imprenditrice affermata e produttrice TV/video. La sua carriera professionale l’ha vista modella,
testimonial, attrice, presentatrice, corrispondente, speaker in radio, autrice, scrittrice.

In lei convivono un animo sensibile ed una grinta ammirevole. Ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere su Skype con Clarissa Burt che, tra i suoi viaggi di lavoro quotidiani, mi ha
gentilmente dedicato uno spicchio del suo tempo, per raccontarmi di lei come donna di business.

 

EF – Il tuo percorso professionale è stato ampio e tutt’ora in continua evoluzione: attrice, modella, conduttrice televisiva, testimonial, autrice, scrittrice… ma c’è
ancora un lato di te che non conosciamo bene: insegni public speaking, sei addirittura “maestra” di aspiranti modelle e non solo, ora anche imprenditrice della tua casa di produzione. Ci
racconti della tua vita professionale?

Clarissa – Io mi ritengo estremamente fortunata per quanto riguarda le mie passioni. Quando dicono “segui la tua passione!” – e puoi esaudirne ognuna come nel film The Bucket list, ecco, io
posso dire di essere arrivata a metà strada. I miei 51 anni mi hanno portata a metà strada ed io credo che la mia Bucket list – come nel film – è stata esaudita in buona
parte. E ti dico la verità, non ogni momento è facile. Io ho un carattere, per cui mi preoccupo, perdo il sonno, sudo, cammino avanti indietro, spesso mi sono logorata. Non
è un percorso che è avvenuto in modo facile da quando ho fatto la segretaria, poi modella e quando da modella sono diventata attrice. Io credo che uno dei messaggi più
importanti è sempre credere in se stessi, anche se è la cosa più difficile, soprattutto – per me non so per le altre – quando, ad esempio, si va incontro ad un rischio,
come la perdita di soldi in una start up. Ci si pensa due volte, in particolare, in questa situazione economica generale e a questa età. Una volta le cose succedevano più
facilmente, al giorno d’oggi, quando faccio un altro salto e cerco di fare una cosa diversa, ci penso bene prima. Ho lasciato l’Italia da cinque anni. Devo molto all’Italia, sono un prodotto
“made in Italy”, sono diventata anche cittadina italiana, perché ci tenevo davvero a diventare parte della comunità quindi, e ringrazio sempre molto tutti gli italiani.

L’Italia è dentro le mie vene come lo è nelle tue. Quindi, quando ho dovuto lasciare questa grande famiglia che considero mia, l’ho lasciata a malincuore. Bisogna anche saper
seguire l’istinto, l’universo. Durante il percorso i messaggi arrivano, i segnali ci sono, bisogna saperli intuire, capire e poi agire. Perme, ho sentito che era il momento di partire. Da
lì, per due anni ho avviato un’altra attività, una start up che ho messo in piedi con una persona con la quale stavo in quel momento, poi la cosa non è andata avanti.
Però, tuttora, mi occupo sempre di produzione, di media, di televisione. Infatti, ho portato dei miei format a Los Angeles, ne hanno scelti tre e stiamo realizzando la puntata numero
zero. Tutto quello che faccio è al servizio della donna, di tutte le età, per migliorarne il suo aspetto dentro, fuori e a livello spirituale.

Sul mio sito si può già vedere il nuovo progetto Women’s Global TV: sto iniziando una fase durante la quale voglio realizzare il network di una nuova televisione anche su
internet. Quello che sta facendo Luigi De Falco con il Gruppo delle Donne di Business è quello che voglio fare io con la televisione. Sto, inoltre, già lavorando con un altro
gruppo di imprenditori su Facebook, è una organizzazione internazionale di lusso. Il 1° gennaio prossimo, lancerò la televisione online delle donne che vogliono mettere in
risalto un prodotto o un servizio.

 

EF – Secondo te il bagaglio che ti sei portata dall’Italia ha influenzato tutto quello che stai facendo ora? Mi hai parlato del fatto che metti al servizio delle donne
consigli sia per l’aspetto esteriore che interiore…e in Italia si guarda molto all’aspetto esteriore…che cosa ti porti di tutto ciò negli Stati Uniti?

Clarissa – L’aspetto esteriore è stato sempre importante, per me, fin da bambina e sono molto attenta nel curarlo in quasi tutto quello che faccio. Bado all’estetica della persona, della
casa. Ho l’occhio attento insomma! Poi, grazie ai grandi maestri italiani con i quali ho avuto il piacere di collaborare, (Valentino, Armani, Versace, Ferrè, etc.) ho potuto vivere per
anni nei loro ambienti e vedere come lavorano. L’Europa, del resto, ti arricchisce della sua cultura classica ed io, che venivo dall’America, paese con pochi anni di storia, ora posso collegare
il nuovo conl’antico in modo da avere una visione a tutto tondo. Ero già predisposta in questo senso, ecco perché continuo a fare il lavoro che faccio. Credo che nell’Isola dei
Famosi sia uscita una parte di me che la gente non conosceva, avevo un po’ di difficoltà in famiglia e poche vie d’uscita o possibilità di scaricare i problemi.

Forse, è necessaria maggiore introspezione, guardarci dentro e migliorare quello che stiamo sbagliando. Tutti sbagliamo in tante cose e, quindi, bisognerebbe guardare in noi stessi e
migliorare i nostri spigoli.

 

EF – A livello lavorativo quali sono le differenze che riscontri tra l’Italia e gli Stati Uniti? Il modo lavorare? Fare imprenditoria? Relazionarsi?

Clarissa – In Italia, ho trovato che è tutto molto più tranquillo. In America non si lavora così. Tutti si prefiggono una meta e sono molto focalizzati a raggiungerla. Non
si lavora per amicizie o per raccomandazioni. Se la gente non ha voglia di mettersi in discussione, di lavorare di più, di curare la propria formazione, alla fine non ottiene
nulla…Gli italiani che lavorano negli Stati Uniti non vogliono più tornare indietro. Ho letto nelle tue varie interviste che in realtà la tua filosofia sembra essere “voglio
vivere la vita pienamente, voglio che le persone lo facciano”.

 

EF – Da qui anche il tuo impegno nel no profit. Come lo poni all’interno della tua imprenditorialità? Che cosa c’è di tutto questo nei tuoi progetti futuri?

Clarissa – Ho parlato del mio progetto per la TV che si chiama BeYou-TV e che vuol dire: “You look good”- aspetto esteriore, “You feel good”- sentirsi bene, “Be good”- essere buoni. Verranno
messi in evidenza anche atti di beneficienza, di volontariato, tutto quello che è a supporto di quelle donne che vogliono “dare” qualcosa. Questa televisione nasce per mettere in risalto
tutto questo. Quindi, ci sono questi tre aspetti. Vieni da me perché: ti vuoi migliorare, vuoi migliorare la tua spiritualità, sentirti bene dentro per quello che sei e dare
qualcosa a qualcuno. Dopo l’11 settembre ho avuto tempo da dare a chiunque me lo abbia chiesto, anche la mia presenza per una qualsiasi causa. Mi sono presentata e mai ho chiesto una lira a
differenza di molti altri. Non voglio targhe, fiori, perché quei soldi possono andare alla causa… Ho avuto due sedute private con il Papa per parlare del mio impegno nel sociale, ma
non ho bisogno di lucrare su questo, non lo sa nessuno. Nel donare non bisogna dire quanto si è bravi, si dà e basta.

 

EF – Se dovessi ricominciare la tua vita lavorativa, rifaresti tutto quello che hai fatto? Oppure hai un sogno nel cassetto?

Clarissa – No, non mi sarei persa nella paura.

Avrei tirato avanti contando su me stessa e sulle persone con le quali collaboro. Importante per l’imprenditore è circondarsi dalle persone giuste. Deve capire chi ha di fianco. Spesso
si hanno delle sensazioni di “pancia”, bisogna avere un sesto senso. Ho preso qualche bella “tranvata” certe volte, anche da donne.

Quanta passione richiede il mio lavoro? Tanta. Vorrei che il mio lavoro trasmettesse alle donne la consapevolezza della necessità di una motivazione. Vorrei dire ad ognuna di loro di
credere in se stessa, di non avere le paure che ho avuto io, di circondarsi del giusto supporto. Nei momenti di difficoltà ho dovuto contare su me stessa, ma spesso non ero così
forte da poterlo fare. Ora tutto questo tempo perso è ridicolo e vorrei dire alle altre persone che hanno le stesse paure e remore: “tu sei abbastanza in qualsiasi cosa, credimi!”.

Qualsiasi donna sulla terra è abbastanza, ma bisogna avere un piano e circondarsi di persone giuste, avere “la visione” e poi… anche il capitale.

 

EF – Quale consiglio daresti alle donne imprenditrice italiane?

Clarissa – Il consiglio che do io, forse, è anche superfluo. Se loro sono già imprenditrici non hanno bisogno, hanno già capito.

È chiaro che nell’imprenditoria bisogna sempre essere all’avanguardia nelle tendenze, guardare rapidamente anche cosa sta succedendo, cercare di capire che cosa saremo tra 5 o 10 anni.
Ecco perché mi sento sicura nel progetto della televisione per internet, ho fatto tutto per essere informata bene. Consiglio di fare social networking, l’hanno capito tutti che è
importante… e poi credere sempre.

 

EF – Quali sono le 3 parole che utilizzeresti per descrivere il tuo lavoro?

Clarissa – Eccitante (ogni volta che vedo una telecamera e sono sul set, mi sento a casa); all’avanguardia, aiuta a migliorare gli altri; al servizio della donna.

 

EF – E le 3 parole che utilizzeresti per descriverti?

Clarissa – Sono… quanto odio queste domande… intraprendente. Credo, poi, di essere molto buona, il che non guasta, ed è il motivo per cui ho un legame così forte con le
donne. C’è tra me e loro un grande feeling, voglio aiutarle…vedo che cosa ha passato mia madre, che cosa passano molte donne e voglio che credano in se stesse. La terza
parola…visionaria, ecco!

 

EF – Se ti chiedessi che cosa hai nella borsa?

Clarissa – La mia è la borsa di Mary Poppins, ho tutto!

 

EF – Se dovessi scegliere di essere una pizza, quale sceglieresti? E perché?

CB – Una buona Margherita…io sono molto semplice. Anche se molti me lo rimproverano, ma sono così.

Io sto bene con me stessa, sto bene nella mia pelle, sto favolosamente bene come sto. Ecco, adesso come donna vorrei trovare l’uomo della mia vita…ma questa sarebbe un’altra intervista.

 

Link: https://www.h2biz.eu/adv/?pb=anteprima-ddb-burt&pa=anteprima-ddb-burt

 

Si ringraziano Clarissa Burt e Luigi De FalcoPresidente di H2biz per la gentile autorizzazione alla pubblicazione

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