Strenna di Natale. Il libro delle Tapas e della cucina spagnola: oltre 250 ricette 432 pagine, 75 foto a colori di Maurice Salinas. editore Phaidon Press

Strenna di Natale. Il libro delle Tapas e della cucina spagnola: oltre 250 ricette 432 pagine, 75 foto a colori di Maurice Salinas. editore Phaidon Press

By Redazione

Happy hour in spagnolo: tapas

C’è un volume che in Spagna va per la maggiore, ma anche in Italia, è “Il libro delle Tapas” scritto non da un cuoco o tanto meno da un gastronomo ma semplicemente da una massaia,
almeno così ama definirsi.
L’autrice – che è stata ospite del Centro Culturale Spagnolo “Cervantes” di Milano- si chiama Ines Ortega.
Il libro (un bel volume tradotto in italiano, curato in ogni particolare e con tante belle immagini a colori di tapas pronte per…..l’uso) presenta ben 1080 ricette con tanto d’ingredienti e il
modo di cucinarli.
In un certo qual modo, solo a leggerlo, potrebbe benissimo essere scambiato per una guida turistica tanta è la differenza dei gusti da una regione all’altra, influenzata ciascuna dai
propri prodotti alimentari.

Se è di moda, in questi ultimi tempi, dire che con la cultura non si mangia, questo bel libro c’insegna che anche mangiando le specialità culinarie di un posto la nostra cultura
s’arricchisce.
Ma, per chi è a digiuno delle abitudini iberiche -e qui ci rifacciamo alle parole della “casalinga” Ortega- spieghiamo subito che col nome ‘tapas’ si definiscono quei piccoli piatti
composti prevalentemente da prodotti vegetali che vengono consumati nei bar e in altri locali di ritrovo accompagnandoli con del vino “tinto” o del “blanco”: è l’ happy hour spagnolo,
insomma.

Il nome tapas dato a questi assaggi viene -è stato spiegato- dall’epoca delle diligenze.
Nelle fermate alle stazioni di posta entrando nelle taverne i postiglioni avevano l’abitudine nel bere di tappare col pane o con delle fette d’insaccati il bicchiere per impedire che le mosche
facessero il pieno.

Oltre a Ines, che ha contribuito a scriverlo, il ricettario si deve principalmente alla madre -purtroppo scomparsa- Simone.
Stando attorno ai fornelli la signora Simone, facendo tesoro anche delle ricette della propria madre, Andrée, che avendo vissuto in Borgogna aveva conservato l’abitudine di scrivere tutto
quello che serviva per un buon pasto, cominciò a mettere da parte i consigli ricevuti.
Fu poi al signor Josè Ortega, padre di Ines che, da buon editore, venne l’idea di estrapolare dalle centinaia e centinaia di ricette, alcune anche dei secoli scorsi, le 1080 che da 
trent’anni e passa sono diventati il vadecum della cucina spagnola.

Oltre alle tapas il bel libro, suddiviso in sette capitoli, presenta tra l’altro più di 250 ricette alcune anche per dei piatti veloci da consumare con degli amici quali “L’insalata di
baccalà con ceci” o “Le  polpette con tonno” e altri piatti del genere.
Il manuale -dovremmo chiamarlo cosi-  dopo tanti anni dalla prima edizione, si avvale da tempo anche dall’aggiunta di piatti preparati da importanti cuochi spagnoli che hanno fatto e stanno
facendo conoscere la cucina iberica nel mondo.

Per ogni ricetta oltre agli ingredienti necessari è spiegato il modo di prepararli, i tempi di cottura e come mantenere intatto il sapore di ogni prodotto durante la lavorazione.
Una vera bibbia del mangiare spagnolo e una buona guida per chi, andando in Spagna, non s’accontenta di riempire solo la pancia.
Sono  432 pagine con 75 foto a colori di Maurice Salinas, prezzo di copertina: Euro 35
L’editore è Phaidon Press.

Bruno Breschi
Newsfood.com
         
         

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD