Lombardia / Vietnam: Formigoni lancia fondo per sud est Asia

Hanoi – Incontri con i massimi livelli istituzionali del governo del Vietnam, massima apertura alla collaborazione con il sistema Regione Lombardia, un protocollo in fase di definizione
con la città di Hanoi, un altro che potrebbe essere siglato con il Vietnam e per il quale si attende l’autorizzazione da parte del ministero degli Esteri italiano, collaborazione sui
temi delle infrastrutture, dell’ambiente e delle public utilities, la volontà di investire attraverso un fondo di venture capital realizzato con Finlombarda sullo sviluppo di un Paese
che sta crescendo.

Questi gli elementi che hanno caratterizzato la positiva giornata di lavori della missione istituzionale della Regione Lombardia in Vietnam, guidata dal presidente Roberto Formigoni, e che sono
stati al centro degli incontri con i ministri degli Esteri, delle Costruzioni, dell’Ambiente, con il vice ministro dei Trasporti e con il sindaco di Hanoi.
Insieme al presidente sono presenti i sottosegretari Robi Ronza (Rapporti internazionali) e Adriano De Maio (Alta Formazione e Ricerca), esponenti del sistema bancario e imprenditori.
«Il dato fondamentale – ha commentato il presidente – è il grande apprezzamento per la serietà di questa delegazione che i ministri con cui oggi ho dialogato hanno
sintetizzato con la formula ‘l’Italia passa dalle parole ai fatti’, riportandoci quindi che le relazioni tra i due Paesi sono al momento inferiori a quelle che ci si aspetterebbe».
La Lombardia è ben conosciuta in Vietnam ed è emerso con chiarezza che il made in Lombardy è guardato con fiducia non soltanto per ciò che attiene al sistema moda e
del tessile ma anche, più in generale, per macchine e materiali prodotti nel nostro Paese.

INVESTIMENTI – Esiste infatti un interesse per gli investimenti nei settori delle infrastrutture, delle public utilities, delle università e per gli scambi tra aziende.
«Siamo venuti qui – ha detto Formigoni – per investire, forti delle nostre esperienze lombarde e di quelle delle nostre aziende, delle banche, del project financing, chiedendo molto
concretamente ai ministri del Vietnam quali sono i progetti che intendono realizzare. La risposta è stata molto positiva: tutti e tre gli esponenti del governo incontrati hanno accolto
la nostra proposta di aprire un canale privilegiato per lo scambio delle informazioni e ci stanno già preparando un dettagliato piano complessivo degli investimenti e della
programmazione, con l’impegno a comunicarci tempestivamente gli aggiornamenti sulla loro evoluzione».
Il piano per il miglioramento delle infrastrutture, ad esempio, prevede interventi fino al 2020 per potenziare i collegamenti ferroviari tra il nord e il sud del Paese, la realizzazione di
metropolitane, la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale a circa 60 km dall’ex Saigon, in grado di sostenere un traffico di oltre 80 milioni di passeggeri rispetto ai circa 9 attuali,
che diventeranno 18 dopo i lavori di ampliamento dello scalo aeroportuale di Ho Chi Minh City. Grandi opere riguarderanno anche i trasporti marittimi e fluviali.
Il «rischio Paese» è molto basso in Vietnam e la stabilità del governo lo rende affidabile per chi decide di investire.
Formigoni ha anche espresso particolare soddisfazione per il successo ottenuto dalle proposte di collaborazione: «Lavoreremo insieme per la gestione dell’intero ciclo delle acque, dalle
potabili, alle reflue includendo gli impianti fognari, daremo il nostro contributo di esperienza nella gestione dei rifiuti e, insieme al governo italiano, si sta scrivendo un Protocollo
d’Intesa tra governo vietnamita e Regione Lombardia come già accaduto tre anni fa con l’Uruguay e tre settimane fa a Roma con il Cile».
Con il ministro dell’Ambiente, che in Vietnam ha competenze anche sul settore del demanio, delle acque e delle materie prime il presidente Formigoni ha raggiunto l’intesa per dare il via ad un
progetto di collaborazione «emblematico» che potrebbe riguardare le energie rinnovabili e, in tempi più ravvicinati, l’organizzazione di un seminario tra operatori italiani e
vietnamiti in cui saranno messe a confronto le esperienze lombarde con le necessità del Paese emergente del Sud Est asiatico.
Domani il presidente Formigoni, prima del trasferimento a Ho Chi Minh City inaugurerà la sede di Hanoi del Consorzio Co-Export, un’associazione di imprese che si rende disponibile ad
aiutare le aziende italiane che intendono avviare rapporti commerciali o insediamenti produttivi in Vietnam.

UNIVERSITA’ – Esiste un fortissimo interesse, espresso dal sindaco di Hanoi e dai ministri dell’Ambiente e degli Esteri, (così come dal vice ministro dei trasporti) a collaborare
nel campo della formazione. In particolare si sta studiando un «accordo ombrello» tra Regione Lombardia e la locale Accademia di Scienze e Tecnologia, che poi sarà declinato
con intese specifiche riguardanti l’ambiente e l’energia. In questo ambito è previsto anche lo scambio di studenti e docenti.
«La ricerca – ha sottolineato il presidente Formigoni – è l’elemento che connota le nostre missioni all’estero perché crediamo sempre più nel capitale umano e
intendiamo creare una comunità di conoscenze con le università, i centri di ricerca per un sempre più efficace scambio delle nostre eccellenze».
La prima università in Vietnam è stata fondata nel 1070.

FONDO DI ROTAZIONE – Il presidente Formigoni ha annunciato di voler attivare un fondo di rotazione, simile a Euromed (che coinvolge i Paesi dell’Africa che si affacciano sul
Mediterraneo) attraverso Finlombarda. Saranno messi a disposizione delle imprese 50 milioni di euro (di cui 10 stanziati da Finlombarda e il resto da soci privati) per assistere le aziende
nella fase di start up. Si tratta di fondi di venture capital e di private equity con cui saranno finanziate nuove acquisizioni; la flessibilità di questi strumenti consentirà di
attirare nuovi investitori finanziari e nuovi imprenditori disposti a scommettere sul Vietnam.

EXPO 2015 – Tra gli obiettivi della missione istituzionale del presidente Formigoni c’è anche la promozione della candidatura di Milano a ospitare Expo 2015. Positivi i riscontri:
il ministro delle Costruzioni ha già preannunciato il suo voto favorevole in Consiglio dei Ministri e quello degli Esteri ha espresso interesse nel privilegiare la scelta di
Milano.
Considerato che il Vietnam è inserito nell’Asean e nell’Apec, il parere positivo avrà indubbi riflessi anche su altri Stati votanti inseriti in queste organizzazioni che
raggruppano numerosi Paesi asiatici.

QUADRO ECONOMICO – Il Vietnam è un Paese in crescita costante.
Il tasso di sviluppo è del 7-8% l’anno. Ha una popolazione di 85 milioni di abitanti, il 70% sotto i 35 anni e nessuno di loro conserva il ricordo dei trent’anni di guerre che hanno
afflitto quella che – pur partita in ritardo – si candida a diventare un’altra delle cosiddette «Tigri asiatiche».
E’ diventato di recente il 150esimo membro del WTO e lo scorso anno ha attirato investimenti stranieri per 10 miliardi di dollari, che nel 2007 raggiungeranno i 14 miliardi. Il territorio, poco
più grande dell’Italia, è diviso in sei grandi regioni ma non esistono le amministrazioni provinciali, quindi particolare importanze assumono i sindaci (People’s Committy).
Il 23% della forza lavoro è impegnata nell’agricoltura.
Il governo sta procedendo a liberalizzazioni che riguardano il settore delle banche, telecomunicazioni e vendite al dettaglio.
Nel Paese sono presenti insediamenti produttivi italiani:
Perfetti (prodotti dolciari), Piaggio (ciclomotori) e Mapei (materiali per costruzioni).
Ad Hanoi circolano quasi tre milioni di ciclomotori su una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, dei quali solo 3,5 quelli censiti. (Ln)

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