L’Assedio di Canelli

L’Assedio di Canelli

 

La rievocazione storica dell’Assedio di Canelli (Asti) ricorda l’assedio subito dalla città
astigiana nel giugno del 1613  e l’eroica e vittoriosa resistenza dei suoi abitanti alle truppe del Duca di Nevers Carlo Gonzaga.

La vicenda si inserisce nell’ambito delle guerre di successione del Ducato del Monferrato  che
contrapposero i Gonzaga e i Savoia.

La strenua resistenza di Canelli, difesa solo da una piccola guarnigione supportata dall’eroismo dei popolani, mise in fuga le
truppe del Gonzaga e meritò alla città, da parte del Duca di Savoia, l’esenzione dalle tasse per trent’anni.

Durante la rievocazione storica, l’atmosfera della città assediata è ricostruita nei minimi particolari, nelle
strade ci si ritrova fianco a fianco con  ufficiali e contadini, mentre gli scoppi delle artiglierie nemiche  e le sortite dei
difensori tengono tutti con il fiato sospeso. Camminando bisogna fare attenzione ai carri di masserizie in corsa sulle strade e, se il visitatore decide di concedersi una pausa in
osteria, deve guardarsi le spalle da malfattori  e accattoni e fare attenzione a non alzare troppo il gomito: potrebbe essere messo alla berlina, come un
qualsiasi popolano dell’epoca.

Si tratta dunque di un vero  e proprio viaggio nel tempo che attira ogni anno 50.000 visitatori. Il tuffo
nel passato è anche gastronomico: infatti durante i giorni dell’assedio le osterie offrono piatti tipici dell’epoca, per rendere ancora più realistica la
rievocazione.

 

L’assedio è un momento tipico della storia medioevale e moderna, che in assenza di armamenti risolutivi da una parte e
dall’altra, poteva durare addirittura anni. Particolarmente bersagliata fu la città di Cuneo, che resistette nei secoli a ben sette assedi, mentre la città di
Alessandria, secondo la leggenda,  si salvò dall’assedio di Federico Barbarossa per l’astuzia di Gagliaudo, un anziano popolano. Questi
portò a pascolare fuori dalle mura una mucca, nutrita con le ultime granaglie disponibili in una  città ormai allo stremo. I soldati del
Barbarossa uccisero la mucca e videro che aveva lo stomaco pieno di grano, il popolano disse che in città ce n’era talmente tanto che vi foraggiavano le mandrie. Il
Barbarossa, disperando di poter conquistare una città che aveva ancora così tante risorse, decise di togliere l’assedio.

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