Antiche Feste: Il Cante’ Magg di Bergolo e La Bahio di Sampeyre

Antiche Feste: Il Cante’ Magg di Bergolo e La Bahio di Sampeyre

 

Nel 2008 è giunta alla 33° edizione il Cante’ Magg che ha trasformato Bergolo in una delle capitali
internazionali del canto e della musica folk.

Il “cantar di maggio” di Bergolo si riallaccia alle antichissime tradizioni dei riti di fertilità del
Calendimaggio, ereditati  dai Greci e dai Romani.

Nonostante l’avversione della Chiesa cattolica per una festa che ha rappresentato la resistenza più ostinata del
paganesimo, lo spirito del Calendimaggio è sopravvissuto in tutta Europa.

Così l’ultimo sabato di maggio, a Bergolo, si rinnova in chiave moderna un rito millenario: una notte di musica con i
gruppi folk più rinomati, canti e danze per celebrare la festa della primavera.

Invece, ogni cinque anni e in concomitanza con il Carnevale, il paese di Sampeyre (Torino) rievoca con la Bahio la
cacciata dei Saraceni.

Giunti dalla Provenza, i Saraceni occuparono e saccheggiarono le valli piemontesi, seminando il terrore tra i contadini. Questi, per
non essere ridotti in schiavitù, si organizzarono in armate e resistettero agli invasori, fino alla loro cacciata definitiva tra il 975 d.c. e il 980 d.c.

La Bahio di Sampeyre, che si inserisce nel filone delle feste occitane (vedi
box lato), commemora con cortei in maschera, suonatori, canti, danze , rievocazioni di eventi storici,  la libertà riconquistata a caro prezzo.

 

L’Occitania definiva in passato una regione costituita dai territori della Francia meridionale a ovest della Loira ( tra cui la
Provenza) e da alcune valli piemontesi che comprendono anche i due paesi di cui abbiamo parlato. Si parlava  la lingua d’oc  chiamata così perché i parlanti dicevano oc invece di oui ( si).Nel Medioevo aveva dato vita ad alla tradizione poetica dei
trovatori , ricordata anche da Dante nella Divina Commedia. Oggi nelle valli piemontesi è in corso una preziosa operazione di recupero del patois occitano,
formato da una curiosa mescolanza di dialetto provenzale e piemontese, incentivando l’editoria bilingue e la promozione attraverso numerosi siti internet che propongono testi in
lingua occitana.

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