Il diamante del Piemonte : Il Tartufo Bianco di Alba

Il diamante del Piemonte : Il Tartufo Bianco di Alba

 

La storia del tartufo comincia in tempi antichissimi, addirittura biblici: si ha testimonianza della sua presenza nella dieta dei
Sumeri e al tempo del patriarca Giobbe, intorno al 1700 – 1600 A.C.

Il tartufo è un fungo ipogeo, ossia vive nel sottosuolo in simbiosi con la radice dell’albero ospite. E’ formato da
una massa globosa detta gleba, protetta dalla corteccia esterna o peridio e l’aspetto è molto simile a quello della patata e infatti è classificato come tubero. Tra
 le molte varietà di tartufo diffuse in Piemonte e in Italia, il tartufo bianco di Alba (Tuber Magnatum Pico)
 conquista da subito una posizione privilegiata dovuta ai sapori e ai profumi che lo distinguono da tutti gli altri. Le delicate condizioni climatiche e di
terreno che ne rendono possibile la crescita fanno del  tartufo bianco un frutto raro e molto ricercato.

In ogni epoca sono fiorite leggende di vario tipo, mentre i dotti si impegnavano a scoprirne le origini o a decantarne le
qualità.

Per i Greci era un frutto talmente prezioso da meritare l’assegnazione della cittadinanza a chi inventava nuove ricette,
Plutarco ipotizzò che il tartufo nascesse dalla combinazione di acqua, calore e fulmini, tutto il mondo antico gli attribuiva eccezionali poteri afrodisiaci. Durante il Medioevo
non si riuscì a capire se il tartufo fosse un animale o un vegetale, fu creduto anche il cibo del diavolo o delle streghe. Ad un certo punto si diffuse la credenza che fosse
velenoso, ma niente riuscì ad arrestarne il consumo, soprattutto tra i nobili, tanto che venne chiamato l’aglio dei ricchi.

Del resto sono pochissimi i frutti che da soli riescono  a rendere uniche anche le pietanze più
semplici, prestandosi agli accostamenti più arditi. Al tartufo bianco di Alba mancava solo un lancio in grande stile, un evento che ne fissasse definitivamente l’immagine a
livello internazionale: ormai da più di settant’anni l’appuntamento irrinunciabile per i buongustai di tutto il mondo è la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco
di Alba.

 

Il tartufo nero scorzone

I boschi del Piemonte ospitano un’ altra specie di tartufo, meno pregiata di quello bianco di Alba, ma che trova i suoi punti di
forza nella grande versatilità in cucina e nel suo prezzo relativamente basso. Il tartufo nero scorzone nella variante aestivum è utilizzato soprattutto nella preparazione
di prodotti agroalimentari e nelle trattorie che offrono cucina tipica, pertanto la Regione Piemonte si propone di valorizzarlo attraverso iniziative sul territorio, non come
concorrente del tartufo bianco, suo “fratello maggiore”, ma come gustosa variante della gastronomia piemontese da proporre agli amanti del tartufo.

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