La seconda edizione del «Trofeo della Memoria – Arpad Weisz»

Roma, 2 Novembre 2007 – La seconda edizione del “Trofeo della Memoria – Arpad Weisz” si è conclusa con una esperienza dall’elevato valore simbolico e culturale con la visita ai
campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau delle due formazioni finaliste del torneo organizzato dalla Regione Lazio con il coordinamento tecnico dell’Agensport.

Dal 29 al 31 ottobre 2007, oltre trenta giovani calciatori delle formazioni Viribus Cisterna Montello (oggi chiamata Latina) e Sabinia hanno partecipato al particolarissimo viaggio al fianco
dell’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, del presidente della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Antonio Zanon, del
presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, Mario Perilli, del sindaco di Montopoli di Sabinia, Carlo Felici e del sindaco di Poggio Mirteto, Fabio Refrigeri.

Come lo scorso anno, anche in questa edizione del 2° Trofeo della Memoria le due formazioni Juniores, FC Latina e USD Sabinia, hanno calciato un pallone nel verde prato dove i nazisti, tra
il 1940 e il ’45, hanno costretto gli ebrei deportati a disputare improbabili partite di calcio. Il calcio a un pallone, un gesto semplice ma che racchiude in sé la forza e la speranza
che la Shoah non venga mai dimenticata.

La visita a Cracovia e ad Auschwitz, iniziato lunedì con la visita al quartiere ebraico di Kazimierz (dove Spielberg girò scene del film Shindler’s List) e proseguita oggi con la
visita ai campi di concentramento di Auschwitz – Birkenau. Sono state ripercorse infatti, in questi due giorni, da parte delle formazioni finaliste del 2° Trofeo della Memoria, le
principali tappe del viaggio nell’orrore compiuto da sei milioni di ebrei e diversi tra il 1939 e il 1945. I giovani calciatori hanno vissuto un’esperienza di vita che permetterà loro di
raccontare ai coetanei e al mondo sportivo l’importanza dei valori della tolleranza e del rispetto delle diversità.

“A quindici giorni dalla ricorrenza della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma- ha dichiarato Giulia Rodano, Assessore alla Cultura Spettacolo e Sport della Regione Lazio – ci troviamo a
visitare i campi di concentramento di Auschwitz – Birkenau per non dimenticare le persone che sono scomparse in questa tragedia, come Arpad Weisz, l’allenatore ebreo di Inter e Bologna travolto
dalla tragedia, a cui è dedicato questo secondo Trofeo. In Italia sono pochi gli uomini che ancora possono raccontare la tremenda macchina organizzativa dell’olocausto. Noi ci auguriamo
che questo viaggio nel ricordo possa trasmettere ai giovani calciatori una realtà che non dovrà accadere più e non dovrà essere dimenticata. Mi auguro che le due
squadre possano diventare testimoni di questa realtà nella vita quotidiana e nel mondo del calcio”.

L’iniziativa- Il “Trofeo della Memoria” è un torneo di calcio Juniores promosso dalla Presidenza della Regione Lazio e dall’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport con il
coordinamento tecnico dell’Agensport (Agenzia Regionale per lo Sport) e la collaborazione del Comitato Regionale Lazio Lnd, della Comunità Ebraica di Roma e della Federazione Italiana
Maccabi.

La manifestazione, alla seconda edizione, è stata pensata come risposta alle recrudescenze razziste manifestatesi negli stadi italiani attraverso cori e striscioni di intolleranza verso
il diverso: l’obiettivo è quindi quello di svolgere un’intensa opera di sensibilizzazione presso i giovani sportivi, chiamati a comprendere l’importanza del ricordo della persecuzione
subita dal popolo ebraico e della diffusione di una cultura fondata sul rispetto del prossimo e la negazione di ogni forma di discriminazione.

Da quest’anno il “Trofeo della Memoria” è intitolato ad Arpad Weisz, l’allenatore ebreo di origine ungherese che, dopo aver raggiunto gloria e successo in serie A sulle panchine di Inter
e Bologna, venne travolto dal terribile vortice della persecuzione antisemita scatenata tra il 1933 e il 1945 in Europa dalle potenze del blocco nazifascista. Ignorata dal grande pubblico per
anni, la struggente e tragica storia di Weisz è stata salvata dall’oblio da Matteo Marani, il cui libro “Dallo scudetto ad Auschwitz” è stato distribuito ai partecipanti al torneo
insieme ad altro materiale (libri, dvd) di documentazione sulla Shoah.

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