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Bergamo incontra Venezia… sulla scia del Bucintoro del Terzo Millennio

By Redazione

A distanza di oltre 200 anni, grazie a un progetto che vede uniti Venezia e Bergamo, rinasce il Bucintoro, la splendida “nave d’oro”, simbolo per secoli della Serenissima dei dogi: il 1°
novembre sarà ufficialmente sancito il “gemellaggio d’intenti” tra i due territori e un grande manifesto mostrerà al pubblico la galea in tutto il suo splendore.

Dinnanzi al Palazzo Ducale di Venezia per secoli una seconda “reggia galleggiante” sostava nelle manifestazioni più solenni e importanti: era il Bucintoro, il naviglio più bello
che fosse mai stato costruito da mano esperta, scintillante di ornamenti e decori, tessuti e tappeti, oro e finimenti d’ogni sorta.
Il Bucintoro era l’imbarcazione Dogale usata per le massime celebrazioni della Serenissima, in particolare per il cosiddetto “Matrimonio col mare”, il giorno dell’Ascensione: il primo modello
è del 1300, l’ultimo, quello più monumentale, è del 1729. Fu Napoleone nel 1798 a ordinare la distruzione di questo vero e proprio simbolo – più volte rappresentato
dal Canaletto, dal Guardi e dai tanti vedutisti veneziani – come segno tangibile della sottomissione della Repubblica Veneta; convertito in prigione galleggiante fu affondato definitivamente
nel 1834.

Oggi questa magnifica macchina scenica e di rappresentanza torna a rivivere. Da anni, infatti, a Venezia si discute sul rifacimento della storica galea, fortemente simbolica sia per la
città di Venezia stessa sia per i territori di terraferma dell’antica Repubblica che in diversi modi erano fatti partecipi della vita della Serenissima.
Finalmente questo progetto, grazie alla costituita Fondazione Bucintoro, si sta concretizzando anche con il sostanziale contributo di Bergamo e della Bergamasca, direttamente coinvolte nella
ricostruzione filologica del naviglio dogale.

L’incontro del primo novembre sancirà il “gemellaggio d’intenti” tra Bergamo e Venezia. Nell’ambito degli interventi promossi dalla Fondazione Bucintoro, infatti, si è deciso di
aprire la collaborazione con tutte le città e i popoli che un tempo sono stati protagonisti della storia di Venezia.
Proprio per questo è stato istituito formalmente un comitato esterno, il Comitato Bucintoro della Geradadda, perché attui, sotto la tutela e il patrocinio della fondazione
veneziana, tutti quegli interventi propizi per la felice conclusione del progetto e ogni altra attività di ambito culturale volta a valorizzare il comune patrimonio storico.
In particolare, la collaborazione con Bergamo e la bergamasca si fonda non solo sui legami storici e culturali che per oltre tre secoli hanno unito i due territori, ma anche sulla
possibilità di avvalersi delle maestranze e dell’eccellenza artigianale delle numerose aziende bergamasche legate alla lavorazione del legno che si occuperanno di realizzare parte
dell’apparato decorativo. Il Bucintoro infatti è tale proprio per l’ineguagliabile ricchezza di sculture, intarsi e decorazioni lignee che lo completano e lo rendono unico al
mondo.
Il progetto si avvale anche del contributo del Comune e della Provincia di Bergamo, e di quello dei Comuni delle Valli Seriana e Brembana: la prima in virtù del fatto che le sue miniere
e le sue chioderie rifornivano la Serenissima (ne è un esempio il maglio di Ponte Nossa), la seconda per il collegamento storico della Via Priula attraverso la quale le mercanzie della
Serenissima, varcando il Passo S. Marco, giungevano nei Grigioni Svizzeri.

In occasione dell’appuntamento del 1° novembre, inoltre, nel cortile del Palazzo di via Tasso sarà esposto un grande manifesto (17 x 6.80 metri) che riproduce il Bucintoro in scala
1:2, oltre a un modellino della galea e a un disegno raffigurante alcuni dettagli databile all’inizio del XIX secolo.
Per tutta la giornata,poi, figuranti in costume d’epoca sfileranno per le vie della Città Alta e Bassa distribuendo ai passanti cartoline del Bucintoro.

La ricostruzione dell’ultimo Bucintoro settecentesco avverrà sulla base delle indicazioni e dei riferimenti bibliografici disponibili e nell’ambito di una attenta e sistematica analisi
re-interpretativa del modello in scala 1:10 conservato al Museo Storico Navale di Venezia e del modello Nani Mocenico ora Coin, così da garantire sia il rispetto “filologico” della parte
scafo riconducibile alla galea, sia la riproposizione delle parti ornamentali di tipo monumentale, dalla prora alla poppa, lungo l’intera esposizione sovrastrutturale, interna ed esterna, che
caratterizzano il Bucintoro proprio come “nave d’oro”.

I dati tecnici riescono a rendere l’idea della magnificenza della galea: 34,80 metri di lunghezza, 7,30 metri di larghezza, una portata totale di 35,72 tonnellate, 42 remi mossi da 168 rematori
“arsenalotti”, 40 marinai, 201 dignitari. Ad ornare il naviglio , inoltre, era un fastoso apparato di statue e decorazioni raffiguranti sirene, mascheroni, leoni alati, giganti marini, figure
allegoriche, trionfi di divinità marine, sfingi, mostri marini, ninfe, muse e cariatidi.

Oggi dunque il Bucintoro rinasce nell’Arsenale di Venezia dalle mani di artisti altamente qualificati, i maestri d’ascia De Poli, ultimi custodi di una tradizione secolare, ma anche con
l’ausilio delle più moderne tecnologie informatiche. Il primo elemento strutturale del nuovo Bucintoro, quale l’estensione della sezione maestra a centro nave, è già stato
costruito e collocato entro l’Arsenale. Sono già stati realizzati anche disegni per la statua della Giustizia, il pavimento ligneo, la bandiera e i tessuti, mentre Bergamo e i Comuni
della provincia coinvolti nell’iniziativa offriranno ciascuno una coppia di remi, costruiti e intagliati dagli abili artigiani remeri.

Nel 2009 la galea dogale tornerà a solcare la laguna e lo Sposalizio del Mare, così come le altre ricorrenze significative, assumeranno di nuovo per Venezia la dignità e lo
sfarzo di un tempo. La galea poi ormeggerà nei principali porti d’Europa e avrà sistemazione all’interno di un museo, appositamente progettato e costruito, dove troveranno sede,
oltre che gli apparati informativi e didattici sulla nave, anche gli enti pubblici e privati che a diverso titolo hanno contribuito alla felice realizzazione del progetto.
Il progetto infatti non prevede soltanto la mera ricostruzione della galea, ma l’obiettivo è quello di attivare un percorso di conferenze, studi e iniziative culturali, volti ad
approfondire le numerose tematiche che il Bucintoro richiama a sé.

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