Ippovia del Biellese, la progettazione definitiva

Biella – La giunta ha approvato oggi la progettazione definitiva per il potenziamento dell’ippovia del Biellese, quattrocento mila euro per 3 interventi infrastrutturali (Sordevolo,
San Giovanni di Andorno, Pettinengo) che completeranno il sistema escursionistico del territorio.

«Andiamo così a sviluppare e valorizzare – spiega l’assessore provinciale al turismo Giuseppe Graziola – uno dei filoni importanti della nostra promozione turistica, quello
dell’escursionismo, che alle passeggiate nella natura e ai percorsi per la bicicletta abbina un affascinante sistema di itinerari da compiere in sella».

L’ippovia del Biellese coinvolge gran parte del territorio attraversando una straordinaria varietà di paesaggi, risorse naturali, artistiche e storiche, unendo alcuni punti-tappa, ovvero
centri ippici, che hanno cooperato con la Provincia nella creazione di un sistema di servizi (ospitalità e alloggio per cavalli e cavalieri, servizi di mascalcia, assistenza veterinaria)
e punti d’appoggio per ospitare cavalli e cavalieri.

L’ampliamento dell’offerta prevede di coprire con nuovi punti di sosta le zone montane e collinari, che comportano gli sforzi maggiori per gli animali. Un’iniziativa che può incrementare
i flussi turistici sia in termini di arrivi sia in termini di presenze ma anche favorire l’aumento medio della permanenza: l’ippovia infatti ha le caratteristiche di un «pacchetto».
Aumenterebbe così il contributo del turismo all’economia locale, con una ricaduta economica legata alla permanenza dei turisti anche sui settori della ristorazione, della
ricettività, dello shopping.

L’ippovia è un percorso a cavallo, quasi mai asfaltato, che attraversa parchi, riserve, boschi, supera colline e valli, costeggia laghi e fiumi, e raggiunge siti culturali come aree
archeologiche, costruzioni e dimore storiche, borghi. Consente la pratica dell’equiturismo (turismo a cavallo), ma può essere percorsa a piedi (trekking) o in mountain bike
(cicloturismo). Risponde, insomma, ai criteri di promozione turistica del Biellese che l’amministrazione provinciale sta portando avanti in questi anni insieme all’Atl locale.

«La progettazione approvata questa mattina – aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Claudio Marampon – individua 3 nuovi punti di appoggio, che nasceranno nella valle dell’Elvo, alla
«Trappa» di Sordevolo, al Santuario di San Giovanni Battista di Andorno e nella villa Piazzo di Pettinengo, luoghi che assommano al valore culturale il fatto di essere inseriti in
scenari naturali di pregio. Ciò ha comportato una particolare attenzione all’invasività dei lavori, nel totale rispetto dell’identità degli spazi attuali».

Questi punti saranno vere e proprie stazioni, luoghi di ristoro ma anche di pernottamento: vicini al tracciato, potranno ospitare anche 10 cavalli e naturalmente i cavalieri. Dovranno anche
essere facilmente accessibili per l’approvvigionamento e i transfer dei cavalli, avere un’area nelle immediate vicinanze adatta alle operazioni di preparazione e pulizia dei cavalli.

Secondo i dati sui flussi turistici, la media di permanenza nel Biellese è di 3 giorni. I visitatori vengono dalle altre province piemontesi, Lombardia e Veneto guidano la classifica
delle altre Regioni. Le provenienze straniere sono il 23 per cento del totale, soprattutto da Europa, Asia e continente americano.

Lungo l’itinerario dell’ippovia, la dotazione di strutture è buona. Il potenziamento e l’infrastrutturazione contribuiranno a intercettare un significativo numero di presenze turistiche.

Per collegare l’attuale itinerario dell’ippovia con le tratte più montane e chiudere ad anello il circuito, il progetto propone un tracciato non asfaltato, intervallato da punti di
appoggio ogni 20 chilometri, privo o quasi di eccessivi dislivelli, che attraversi luoghi naturali e aree di pregio paesistico e storico-architettonico superando fiumi e i torrenti con
attraversamenti poco urbanizzati e trafficati.
L’espansione del turismo equestre si accompagna a uno sviluppo del settore legato all’agriturismo, in crescita come numero di esercizi e come tipologia e qualità di servizi
offerti.
Gli ultimi dati Istat registrano nel Biellese una popolazione equina pari a 1526 unità: un dato significativo in rapporto ai residenti, che testimonia la particolare vocazione locale per
l’equitazione e l’allevamento dei cavalli.

Lo sviluppo del settore legato ai cavalli nel Biellese si è accompagnato a iniziative nel campo sociale, fra le quali il progetto «Il cavallo nelle scuole», che ha consentito
di avvicinare bambini e ragazzi al mondo dell’equitazione. I risultati hanno messo in evidenza quali apporti possa dare lo sviluppo del settore ippico dal punto di vista sociale e
riabilitativo.
Il potenziamento dell’Ippovia rispetta il principio della sostenibilità secondo il quale aspetti ambientali, economici e sociali dello sviluppo turistico devono essere in equilibrio fra
loro e propone una fruizione turistica che rispetta i processi ecologici essenziali per la conservazione del patrimonio naturale e la biodiversità.

Quello equestre è un turismo itinerante, consente di collegare punti di interesse complementari lungo un percorso che favorisce possibilità di soste per acquisti, ristorazione,
pernottamento: l’ippovia attraversa 51 comuni della Provincia di Biella, 4 della Provincia di Torino e 2 comuni della Provincia di Vercelli. Interessa 4 Comunità Montane e 2
Comunità Collinari, perciò è un’infrastruttura di rilevanza sovra locale.
Per quanto riguarda i centri ippici, si ipotizza un possibile incremento occupazionale connesso alla fruizione, sia sotto forma di nuovi posti di lavoro nei centri esistenti, sia con
l’insediamento di nuove strutture.

Il potenziamento dell’ippovia biellese rientra negli obiettivi della leggere regionale 4, che programma lo sviluppo, la rivitalizzazione e il miglioramento qualitativo dei territori turistici:
i 9 progetti presentati dal Biellese si sono aggiudicati la cifra complessiva di 3 milioni di euro.
In Piemonte si tratta di 153 progetti per un contributo complessivo di 48,3 milioni di euro a beneficio di Comuni o loro consorzi, Comunità montane, Province, consorzi pubblici ed enti
no profit.

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