Sacca di Goro: nuovo pesante intervento sulle aree protette

Bologna – Legambiente interviene per commentare la decisione del Parco Regionale del Delta del Po sul «Ripristino degli interscambi con il mare e ripascimento delle aree in
concessione nella Sacca di Goro», previsto da un progetto della Provincia, Servizio Risorse Idriche e Tutela Ambientale.

«Ci siamo trovati – rileva Luigi Rambelli, Presidente Regionale dell’Associazione – di fronte ad un modo di procedere della Direzione del Parco piuttosto inconsueto; infatti ci hanno
convocato, insieme ai componenti del Comitato Scientifico del Parco, per comunicarci che la valutazione di incidenza disposta dal Parco sul Progetto della Provincia era negativa; hanno aggiunto
che la discussione con la Provincia aveva portato a opere di mitigazione dell’intervento e compensazione con azioni di miglioramento e che quindi era possibile dare un parere positivo.

Era la prima volta che il Parco convocava le associazioni ambientali per una ragione di questo tipo e non era necessario essere acuti osservatori per notare imbarazzo e disagio piuttosto
evidenti. In realtà – aggiunge Rambelli – abbiamo appreso, con noi i responsabili regionali della LIPU e del WWF, che la questione era già stata esaminata altre 3 volte senza le
associazioni ambientaliste che non erano neppure state informate formalmente sull’esistenza di un progetto che ha lo scopo di ripristinare l’interscambio fra mare e una laguna che ha problemi
di ossigenazione delle acque e di ricostituzione dei fondali attualmente impoveriti, questioni che hanno relazioni dirette con la possibilità di allevamento delle vongole». La
questione non è nuova: infatti circa 10 anni fa intervenne addirittura la Protezione Civile spendendo molti soldi ma senza grandi risultati. Il progetto della Provincia dimostra che la
situazione si presenta in modo cronico.

Stavolta l’intervento riguarda in modo assai pesante un’area compresa nei SIC (siti di importanza comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) con «habitat» di interesse
comunitario. In particolare sono interessati lo Scanno a sud della foce del Po di Goro e l’Isola Barriera (in parte sommersa) che separa la Sacca dal mare aperto. Tutte queste aree sono
ovviamente oggetto di vincoli che però evidentemente, non impediscono gli interventi che prevedono rilevanti movimenti di sabbia da una parte all’altra della laguna.

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