Influenza suina, l’UE si muove. Forse

Influenza suina, l’UE si muove. Forse

Nonostante non siano particolarmente preoccupati dall’influenza suina (secondo un indagine Doxa, solo il 27% degli intervistati si dice spaventato) i cittadini non guardano con favore l’
inerzia dell’ Unione Europea riguardo alla lotta alla pandemia. I politici di Bruxelles vengono pagati con i soldi pubblici; normale che i contribuenti non amino vederli incapaci di risolvere
un problema, specialmente uno di salute. 


Finora, l’iniziativa più concreta dell’Ue è stata convocare una riunione straordinaria dei ministri della sanità per il primo ottobre: tale mossa è però
considerata tardiva ed insufficiente in quanto ottobre sarà il mese in cui il virus H1N1 raggiungerà la massima pericolosità.

Per tali motivi, il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, insieme col capogruppo del Partito Democratico, David Sassoli, ha scritto una lettera al presidente della Commissione
Europea Barroso per sensibilizzarlo.

Ecco il testo:

Illustre Presidente,

Ci permettiamo di scriverle per sottoporLe alcune considerazioni che riteniamo utile portare all’attenzione della Commissione europea in vista dell’elaborazione di una strategia comune e
urgente, che anticipi le modalità operative che saranno necessarie nel momento in cui il dilagare del virus H1N1 colpirà con particolare intensità anche l’Unione europea,
dall’inizio del prossimo autunno.

Risulta probabile infatti che l’Ue rischi di dover fronteggiare un problema di dimensioni globali che richiederà a sua volta una risposta globale e coordinata da parte dei suoi
governi.

Dalla stampa internazionale apprendiamo che molti governi degli Stati membri stanno già pianificando, in maniera autonoma e in proporzioni differenti, le misure che adotteranno in
maniera individuale (ci riferiamo agli stanziamenti previsti e al numero delle dosi di vaccino che verranno distribuite). Tuttavia, in considerazione della dimensione globale della diffusione
di questa influenza, credo che sarebbe opportuno fornire rassicurazioni ai cittadini europei sul coordinamento che l’Unione europea metterà in campo per risolvere la crisi. Non Le
sfuggirà infatti che una circostanza di tale preoccupazione richiede che già da subito la Commissione Europea faccia chiarezza sulla strategia comune che intende mettere in campo
nei prossimi mesi. E pensiamo soprattutto ad alcuni punti “sensibili” su cui occorrerà operare presto delle scelte. Eccone alcuni:

1. Strategia comune delle vaccinazioni e fronte comune degli approvvigionamenti quando il vaccino verrà reso disponibile sul mercato;

2. Entità delle risorse comunitarie da impegnare;

3. Meccanismi di coordinamento delle informazioni in vista delle vaccinazioni di massa (fasce di età da privilegiare per le vaccinazioni; modalità di accesso ai vaccini).

La corsa individuale dei governi nazionali per assicurarsi la propria strategia di intervento, dovrebbe quindi trovare, a nostro avviso, un attore importante di coordinamento quale
può e deve essere la Commissione Europea.

Con la più viva cordialità

Gianni Pittella, David Sassoli

La lettera è ben scritta ed offre un realistico programma per ridurre quanto possibile l’impatto dell influenza A.
Peccato che Barroso sia in vacanza fino a fine agosto; poi, una volta tornato, dovrà lottare per la riconferma. Quindi la lettera dovrà aspettare per essere letta e forse, all’
epoca, risulterà indirizzata al politico sbagliato.

Perché l’ Europa si muove.

Lentamente.

Forse.

Matteo Clerici

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