Tamiflu: troppi effetti collaterali?

Tamiflu: troppi effetti collaterali?

Attualmente, l’antivirale conosciuto come Tamiflu è considerato uno dei farmaci più efficaci e richiesti per arginare l’epidemia d’ influenza suina.

Le cose potrebbero cambiare presto: secondo alcuni medici, il Tamiflu colpisce più della metà dei bambini con effetti collaterali con effetti collaterali come nausea ed incubi
notturni. Questo è il messaggio di una ricerca dell’ Health Protection Agency (HPA, organizzazione indipendente per il controllo della salute), condotta su 103 ragazzi, e pubblicata su
“Eurosurveillance”.

A 85 di questi era stato somministrato del Tamiflu come misura precauzionale dopo che un loro compagno di classe aveva mostrato sintomi di contagio dal virus H1N1: 45 avevano manifestato
effetti collaterali. Il più comune era la nausea (29%), seguita da dolori allo stomaco o crampi (20%), e problemi d’ insonnia. Circa 1 su 5 era stato colpito da “effetti collaterali
neuropsichiatrici”: pensiero confuso, incubi notturni e “comportamenti inusuali”.

Lo studio è stato condotto tra Aprile e Maggio quando l’antivirale veniva usato come misura preventiva, ed è affiancato da altre ricerche simili.
La più importante di queste e stata condotta in Giappone. Lì le autorità sanitarie hanno dato parere negativo alla prescrizione per gli adolescenti, per paura di un
incremento di “eventi neuropsichiatrici”. I ricercatori nipponici hanno sottolineato come il 20% degli adulti riportava effetti collaterali come nausea dopo aver assunto l’ antivirale.

Il dottor Peter Holden, esperto della Associazione Medica Britannica sulla questione influenza suina, ritiene che il Tamiflu sia troppo usato. Egli afferma che “Nei pazienti che non entrano
nelle cateogorie a rischio, donne incinte, persone con asma severa o sistema immunitario soppresso, il virus causa in genere sintomi lievi e non richiede una terapia a base di Tamiflu. I
Pazienti a rischio devono fare riferimento al loro medico curante, che deciderà secondo giudizio”.

Sull’ argomento si sono espressi sia il Dipartimento di Salute che la Medicines and Healthcare Regulatory products Agency (MHRA, l’agenzia britannica responsabile per il controllo dei farmaci).
Tali enti hanno affermato come il farmaco sia sicuro e che i benefici nel trattamento dei sintomi dell’epidemia (evitando possibili gravi complicazioni) valgano il rischio di potenziali effetti
collaterali.

Recentemente l’ Inghilterra ha rinverdito l’ allarme pandemia: sir Liam Donaldson, Chief Medical Officer nazionale, ha dichiarato come esista “l’impressione crescente di un picco” della
malattia. Di fronte ad un tale problema, i potenziali effetti collaterali del Tamiflu rischiano seriamente di passare in secondo piano.

Matteo Clerici

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