Influenza suina: attenzione ai giocattoli dei bambini

Influenza suina: attenzione ai giocattoli dei bambini

La nuova fonte di diffusione dell’ influenza suina è rappresentata dagli orsacchiotti e dagli altri giocattoli presenti nelle stanze dei bambini.

A dirlo, un documento guida del Dipartimento per i Bambini, Scuole e Famiglie d’ Inghilterra, che afferma come i giocattoli soffici non possano essere puliti efficacemente e perciò
debbano essere rimossi.

Il testo consiglia di “Incoraggiare il lavaggio delle mani e degli oggetti condivisi come strumenti musicali e giocattoli. Data la difficoltà di assicurare l’ igiene dei giocattoli
soffici, questi devono essere rimossi.

Inoltre, ai bambini non deve essere permesso di condividere strumenti a fiato”.

Sul tema giocattoli, il vademecum consiglia ancora: “Pulite i giocattoli rigidi, in quanto il virus H1N1 può annidarsi sulla superficie.”

oltreché evidenziare ancora la pericolosità di peluche, e pupazzi vari poiché l’ essere soffici li rende difficili da pulire.

Inoltre, le linee-guida spingono a vietare la condivisione di matite e pennarelli e le assemblee, specialmente in luoghi chiusi.

Il documento non è stato accolto tranquillamente.

L’ Associazione Nazione delle Infermiere Diurne spera che insegnanti e “curatori”vari sappiano interpretare il testo e non traumatizzare i bambini rimuovendo i loro giocattoli preferiti.

Secondo l’Associazione, gli adulti in causa devono essere capaci di mediare tra l’ igiene necessaria per combattere la pandemia e causare il minimo fastidio possibile ai bambini.

Più severo Nick Seaton, di Campaign for Real Education (Associazione favorevole al miglioramento dell’ educazione pubblica): “Ho sempre pensato che tenere d’ occhio tosse e starnuti e
secrezioni varie fosse più importante che sottrarre i giocattoli dei ragazzini”.

Egli ricorda come esistano “Regole severe su cosa fare se un bambino sviluppa sintomi dell’ influenza suina durante il giorno.

Egli deve essere isolato immediatamente e sorvegliato da un membro del personale, che deve rimanere ad un metro di distanza.

Se il ragazzo ha bisogno di aiuto, l’adulto deve avvicinarlo munito di mascherina ed abbigliamento appropriato”

l’ opinione generale è che, pur partendo da un problema reale, il Dipartimento abbia esagerato con le precauzioni e reso meno agevole il lavoro degli educatori.

Tale percezione è talmente diffusa da aver costretto il Dipartimento ad emettere una nota di riparazione.

Un portavoce ufficiale ha infatti affermato come: “Noi non suggeriamo di sottrarre tutti i giochi dei bambini, solo di supervisionare la loro condivisione, il miglior modo di diffondere la
pandemia.

Ci deve essere un equilibrio corretto tra la continuazione della normalità e l’utilizzo di misure per difendere i bambini.

Il messaggio più importante del documento è che i genitori non devono mettere i bambini in mezzo alla gente se manifestano sintomi influenzali”.

Intanto, infuria la polemica sul governo di Londra da quando un’inchiesta della Camera dei Lord ha accusato le autorità di non aver fatto il possibile per prevedere il contagio né
di essere in grado di reggere all’ aumento di casi d’ influenza A.

E questo è un problema ben più grave dei peluche infetti o degli orsetti untori.

Matteo Clerici

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