Influenza suina: in Italia, scendono in campo i medici di famiglia

Influenza suina: in Italia, scendono in campo i medici di famiglia

L’ influenza suina, portata dal virus H1N1, si sta diffondendo a velocità record.

Per fronteggiarla meglio, al Ministero della Sanità si sono affiancati i medici di famiglia.

Primo compito di tali dottori è evitare il rischio psicosi, impedendo ciò che la ragionevole cautela degeneri in panico.

A tal proposito il dottor Giacomo Milillo, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale, avverte i cittadini come è normale in questo periodo avvertire disturbi come
attacchi intestinali improvvisi, nausea, tosse e febbre lieve.

Infatti, avverte il dottor Milillo, “Prima e dopo la stagione influenzale ma anche durante l’estate, circolano virus parainfluenzali, ‘coronavirus’ ed ‘enterovirus’, responsabili dei
più comuni raffreddori e tosse, ovvero quei disturbi tipici dell’influenza, anche se in maniera più lieve”
.

Ovviamente, oltre alle preoccupazioni ragionevoli vanno tenute in considerazione quelle più “assurde” come la paura verso la carne di maiale, ormai smentita più e più
volte.

Per qualunque dubbio sanitario, la cosa corretta da fare è chiamare il proprio medico di base per informarsi sulle precauzioni ed avere consigli utili.

Milillo sottolinea inoltre la relativa inutilità della mascherina.

Tale strumento è utile per difendere dalla pandemia chi viaggia in zone ad alto rischio o chi lavora negli aeroporti, in quanto serve a isolare e proteggere il malato non il paziente
sano.

A chi vive in Italia serve invece ricordare come “Il contagio avviene solo attraverso goccioline di saliva o attraverso gli starnuti. Per evitarlo, quindi, sarebbe sufficiente stare alla
larga da persone sconosciute e malate”
.

Il dottor Milillo descrive anche lo strumento del web con cui lavorano i colleghi, Influnet.

Questo è un sistema che dati epidemiologici per valutare in modo comparativo l’incidenza dell’influenza, frutto di una collaborazione tra ‘Istituto superiore di sanità (ISS), il
Centro interuniversitario per la ricerca sull’Influenza (CIRI), gli Assessorati regionali alla Sanità e i medici di famiglia.

Ecco come il medico descrive il programma: “Il sistema si articola in due reti – spiega Milillo – una coordinata dall’ISS, l’altra dal CIRI.

I medici e i pediatri di medicina generale (i cosiddetti medici sentinella) raccolgono i dati relativi ai casi di influenza osservati tra i loro assistiti in Basilicata, Campania, Emilia
Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto, provincia autonomi di Trento e Provincia autonoma di Bolzano, e li inviano all’Iss.

I medici e i pediatri di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria invece li inviano invece al CIRI”

Scopo di Influnet è portare le notizie dal singolo cittadino al ministero della salute, dopo averle analizzate ed aggregate.

Per questo chi avverte determinati sintomi deve rivolgersi ai medici di famiglia.

Tali professionisti avranno però come primo compito di “Ricordare che le precauzioni per evitare il contagio sono pertanto le stesse da assumere durante una epidemia influenzale
stagionale”
.

Matteo Clerici

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