Scettici, complottisti e nemici dei media. Come Internet reagisce all’ influenza suina

Scettici, complottisti e nemici dei media. Come Internet reagisce all’ influenza suina

Una pandemia quasi inarrestabile.
Un vaccino tutt’altro che sicuro, che potrebbe rivelarsi più pericoloso del virus H1N1.
Una serie di farmaci (Tamiflu in testa) la cui efficacia è appesa ad un filo.

Se queste previsioni hanno generato paura, sconcerto e diffidenza nell’ uomo comune, hanno suscitato ben altri sentimenti nel popolo del Web.
Questo ha oscillato tra la più che blanda preoccupazione e la ricerca di un colpevole per quella che ritengono una mezza montatura.

Ed i social network si riempiono di idee e teorie senza freni (o quasi).
Il primo partito che balza all’ occhio è quello dei complottisti.

Come per ogni altra malattia di grande diffusione, anche l’ influenza suina è accusata di essere un prodotto artificiale.
Su chi poi avrebbe “ordinato” la malattia e per quale motivo, le ipotesi non mancano.

Si va da un non ben definito Potere Occulto che la userebbe per imporre un Nuovo Ordine Mondiale, alle accuse alla superpotenza di turno (Stati Uniti, ma
anche Cina e Russia) che la sfrutterebbe per indebolire qualcuno, alle ipotesi più fantascientifico-esoteriche, che tirano in ballo l’ibridazione umano-aliena e i legami con eventi
naturali non comuni (come l’ eclisse).

Poi, abbiamo la fazione degli scettici.

Essi accettano la “naturalità” della pandemia, ma la ritengono niente di più che una normale influenza a bassa intensità.
Così, quando un mittente elettronico chiede come curarsi, rispondono senza troppi drammi “Riposati e mangia cose sane“.
Tali individui sono rafforzati da buona parte delle testimonianze, prive di pathos od accenni tragici.

Racconti come quelli degli studenti di Peschiera Borromeo, rientrati dall’Inghilterra, la cui massima preoccupazione era “non poter fare shopping o le attività del college con gli
altri”, come spiegano gli accompagnatori.

Alcuni dei diffidenti di Internet preferiscono colpire citando dati e cifre: “L’influenza A ha lo 0,4 per mille di mortalità e la normale influenza
stagionale l’ha dell’1 per mille”
.

Infine, da notare un’ altra linea di pensiero, la cui morale è nel motto “Colpa dei giornali”.

Per chi la vede in questa maniera, la stampa internazionale ha gonfiato un normale malanno di stagione, trasformandolo in una sorta di Barbablù medico, solo per ottenere maggiori
ascolti.

Ma Internet e la nuova influenza non sono legati solo da  di vario tipo, ma anche da divertenti curiosità.
Se non ci credete, provate a leggere il blog di Jens Lekman.

Nel suo spazio in rete, il musicista svedese descrive la sua malattia: “Stavo attraversando l’Atlantico quando ho cominciato a sentirmi molto male, la febbre era allucinogena”.
Ma la rete tende ad ingigantire le cose: così Jens è diventato una sorta di moderno lebbroso e la sua degenza una lunga estate di passione (che in realtà siano stati appena
10 giorni, conta relativamente).

Oppure, date un occhio alla vicenda della Bbc.

La rete pubblica britannica è stata messa alla gogna da Twitter per aver fatto scorta di Tamiflu, farmaco fornito gratuitamente dalla
sanità britannica.
Oltre che dagli internauti, il network d’oltremanica è stato bacchettato dai conservatori (“Non c’è niente di peggio che un organismo pubblico acquisti un antivirale che viene
fornito gratuitamente dall’Nhs, National Health Sistem, sistema sanitario pubblico”) ma forse questo conta poco.

Perché al giorno d’oggi il vero giudice globale non è un politico od un organismo di controllo, ma il Web, ed i suoi naviganti.

Voi.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento