IL CARTIZZE DI SACCOL E IL SUO VALORE AMBIENTALE 2022 TERZA EDIZIONE 

IL CARTIZZE DI SACCOL E IL SUO VALORE AMBIENTALE 2022 TERZA EDIZIONE 

IL CARTIZZE SACCOL E IL SUO VALORE AMBIENTALE 2022 TERZA EDIZIONE 

 

“Saccol e il suo valore ambientale 2022” – terza edizione all’insegna del valore e il futuro del Cartizze e dell’innovativo impegno distrettuale del consorzio Docg Valdobbiadene Conegliano. Parterre di esperti enotecnici e giornalisti. 

Data: 19 luglio 2022
Cartizze SACCOL E IL SUO VALORE AMBIENTALE 2022 TERZA EDIZIONE 

Giampietro Comolli

“La piccola enclave del Cartizze, un cru di tanti cru, merita una particolare attenzione perchè è un caso unico al mondo di un insieme di vigne, di viticoltori diversi, circa un centinaio, che singolarmente gestiscono, lavorano, vendemmiano tutti nelle stesse condizioni con leale e uniforme concorrenza. Vince chi fa il migliore calice di Cartizze Superiore Docg, ovvero vincono tutti i produttori se il vino continua a piacere, fin dalla primissima etichetta lanciata sul mercato locale in alcuni bar intorno agli anni 1818-1820 che  ne è la testimonianza reale” , così ha sintetizzato Giampietro Comolli.
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“Saccol e il suo valore ambientale 2022” – terza edizione all’insegna del valore e il futuro del Cartizze e dell’innovati impegno distrettuale del consorzio Docg Valdobbiadene Conegliano. Parterre di esperti enotecnici e giornalisti. Cammino sulle colline Patrimonio Unesco accompagnati dagli Amici di Saccol
Sabato 16 luglio inaugurazione della rassegna enoculturale “Saccol e il suo valore ambientale 2022” con la oramai famosa camminata culturale fra le vigne, i casei e i poderi della enclave  del Cartizze Superiore Docg nella area di Valdobbiadene voluta dagli Amici di Saccol come contributo attivo e annuale alla valorizzazione e conoscenza del riconoscimento a patrimonio Unesco delle colline di Conegliano Valdobbiadene (nb: già nel 2006 l’associazione Altamarca aveva lanciato le “Colline del Prosecco” tutta la zona della pedemontana trevigiana). Riconoscimento mondiale avvenuto poi nel luglio 2019, proprio appena prima lo scoppio di tutti i problemi sanitari, pandemici, economici, bellici e scoppio della inflazione. Situazione che deve darsi una forte scossa di recupero e ripresa, grazie anche alla cultura e alle motivazioni del riconoscimento a patrimonio dell’umanità un territorio produttivo sempre più di filiera integrata, distrettuale, compartimentale e multilaterale.
Questi i temi affrontati nel breve e intenso dialogo, fra domande e risposte, che ha visto protagonisti Marco Colognese, scrittore e giornalista, noto enogastronomo, coordinatore di www.guidespresso.it per il gruppo L’Espresso, Diego Tomasi neo direttore consorzio tutela Conegliano Valdobbiadene docg Prosecco Superiore e già direttore del Centro Ricerche di Conegliano grande esperto viticoltura, Giampietro Comolli presidente osservatorio economico vini e spumanti (Ovse-CevesUni www.osservatorio.ovse.org ), fondatore Forum Spumanti Italia, enogastronomo, docente sulla formazione dei distretti produttivi turistici italiani, editorialista di testate nazionali radiofoniche e televisive. Tavola rotonda che ha visto anche gli interventi dei noti produttori di Cartizze Superiore Daniele Agostinetto e Paolo Bisol fondatore della Ruggeri di Valdobbiadene e di una delle firme storiche e responsabile della pagina di cultura e qualità cibo-vino della Tribuna di Treviso per 30 anni e Gazzettino, Cristiana Sparvoli. Fra i presenti in modo riservato Sandro Bottega, una delle grandi aziende della Marca Trevigiana, produttore di Prosecco Docg e Doc e grande grappaiolo, interessato al dibattito, ma soprattutto alla scoperta di grandi vigne e di uva di altissima qualità di Glera per le etichette Gold Bottega Prosecco.
Sotto la regia e moderazione di Colognese, Comolli e Tomasi hanno aperto, discusso ma non chiuso, un libro composto e articolato di interventi, provvedimenti, scelte, cambi di rotta, sacrifici e nuove vie che il “mondo Prosecco” deve ancora fare, con un occhio lungimirante su cosa vorrà dire nei prossimi 10-15 anni la “piramide”    non solo di un vino, ma di una filiera, del distretto allagato partendo dalla importanza di ogni singolo viticoltore e vigna. Puntare di più a spiegare il valore di un metodo totalmente italiano, abbandonare la rincorsa ai volumi a scapito di qualità e di riconoscibilità dell’origine, abbandonare il rapporto prezzo/qualità per dare corpo, immagine, tematismo, concretezza al rapporto valore/identità … questi gli argomenti sollevati dagli esperti collegati alla situazione contingente compreso il cambio del clima, la difesa dell’ambiente globale, l’intreccio di più filiere produttive, nuova attrazione e nuove spiegazioni alla luce di nuovi mercati e consumatori sempre più segmentati.
Pomeriggio estivo, con un sole battente, testimone di audaci camminatori guidati dalla squadra di esperti degli Amici del Bosco che hanno percorso lentamente i crinali di Piander, col Croset, Mondeserto, via dei Ferrari attorno al borgo Saccol, oggi arricchito dalla ex scuola elementare ristrutturata dal Comune, dalla pievetta di san Gottardo, dalla fontanella di acqua naturale, dal ristorante alla Pergola di Livio e recentemente dalla locanda e B&B MaMaGiò ristrutturata ad arte dall’imprenditore dell’occhialeria Romano Vedova, innamorato di Saccol e della casa dei nonni. Passeggiata di una ora o poco più guidata da Virgilio Agostinetto per conoscere il patrimonio botanico, vegetale, le erbe spontanee e i funghi naturali che nascono fra i filari delle vigne di Glera anch’esse destinate al Cartizze Superiore Docg. Ogni anno emerge, in base al clima invernale e primaverile, una variabilità di essenze, di infiorescenza. Un antefatto importante e qualificante per l’intero territorio del Cartizze e di Valdobbiadene,  la presenza durante il cammino e l’intervento di Enrico De Mori sulla terrazza di MaMaGiò,  referente regionale per il Fai-Fondo Ambientale Italiano, l’ente che tutela cura e gestisce un patrimonio di bellezze architettoniche e naturalistiche nazionali, di cui 3 di grande pregio in Veneto.

Redazione Newsfood.com
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