Hamburger artificiale, primo assaggio: “Non è succulento”

Hamburger artificiale, primo assaggio: “Non è succulento”

Prima verifica per l’hamburger artificiale, con un risultato in
chiaroscuro. Se il sapore non è risultato eccezionale, sono stati riconosciuti i lati positivi, per l’ambiente ed in futuro per l’economia.

L’evento è avvenuto in diretta, in uno studio TV di
Londra: presenti il produttore, Mark Post dell’Università di Masstricht e due critici, Josh Schonwald ed Hanni Ruetzler.

In base all’assaggio, per Ruetzler l’hamburger ha un sapore simile alla carne ma “Non è succulento. La consistenza è perfetta, ma me l’aspettavo più soffice”. Secondo la
donna ed il collega, la carne potrebbe avere successo se accoppiata con alcuni correttivi: già adesso, la polpa viene aromatizzata con barbabietola rossa e zafferano, poi sale, uova in
polvere e pane grattugiato.

Al dottor Post, soprannominato Frankenburger dai media, il compito di spiegare il metodo di creazione. Secondo Post, la materia prima sono staminali di mucca, da cui sono state ottenute 20.000
fibre di manzo con un procedimento di tre mesi. Alla fine, le fibre sono state estratte dal gel di coltura ed compattate assieme. Al momento, si tratta di un sistema costoso, 250.000 sterline
(circa 290.000 Euro) ma con la produzione di massa potrà diventare più economico.

Ulteriore vantaggio, il minor consumo di risorse rispetto alla carne tradizionale: minor consumo di mangime, acqua, pesticidi e fertilizzanti, minor occupazione di suolo. Post e compagni si
sono dati un limite di 10 anni: entro quel periodo, voglionaver realizzato un sistema di creazione di carne, partendo dalle staminali di mucca, pollo, maiale od agnello, capace di ottenere
più prodotto di quello ottenibile da un singolo capo di bestiame.

Matteo Clerici

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